ROMA – Commissario Guido Castelli, un decennale amaro per le popolazioni colpite dal terremoto del centro Italia. Se la sente di dare una data di fine lavori di ricostruzione?
« No, purtroppo l’esperienza ci ha insegnato che possono sempre arrivare imprevisti in grado di tradire le aspettative, come è stato il Covid, il bonus del 110 per cento, l’inflazione dopo la guerra in Ucraina. Sulla ricostruzione di fondovalle, nei prossimi tre o quattro anni avremo un risultato ultimativo. Ci vorrà qualcosa in più per i luoghi più devastati. Ma mi accontenterei di riuscire ad eguagliare il traguardo dei 19 anni dell’esempio virtuoso del Friuli».
Bene che vada, sarebbero altri nove anni. Ci sono ancora più di duemila nuclei familiari del cratere che vivono nelle casette».
« Purtroppo nei primi anni sono stati fatti errori che continuiamo a pagare. Ma ora stiamo procedendo con un passo diverso. Negli ultimi tre anni posso dirmi soddisfatto per aver iniziato cose che dovevano essere avviate anni …
ROMA – Commissario Guido Castelli, un decennale amaro per le popolazioni colpite dal terremoto del centro Italia. Se la sente di dare una data di fine lavori di ricostruzione?
« No, purtroppo l’esperienza ci ha insegnato che possono sempre arrivare imprevisti in grado di tradire le aspettative, come è stato il Covid, il bonus del 110 per cento, l’inflazione dopo la guerra in Ucraina. Sulla ricostruzione di fondovalle, nei prossimi tre o quattro anni avremo un risultato ultimativo. Ci vorrà qualcosa in più per i luoghi più devastati. Ma mi accontenterei di riuscire ad eguagliare il traguardo dei 19 anni dell’esempio virtuoso del Friuli».
Bene che vada, sarebbero altri nove anni. Ci sono ancora più di duemila nuclei familiari del cratere che vivono nelle casette».
« Purtroppo nei primi anni sono stati fatti errori che continuiamo a pagare. Ma ora stiamo procedendo con un passo diverso. Negli ultimi tre anni posso dirmi soddisfatto per aver iniziato cose che dovevano essere avviate anni fa. Spero che la prossima presenza del presidente Mattarella ad Amatrice, nel luogo simbolo della solidarietà italiana, dia coraggio a questa gente. È una storia bella che va raccontata».
Ce la racconti allora.
«Il 21 settembre il capo dello Stato , che ha pianto con noi le 299 vittime del terremoto, sarà ad Amatrice per inaugurare l’ anno scolastico. Lo farà dall’istituto Sergio Marchionne realizzato con la vendita di una Ferrari messa in palio e acquistata da un anonimo benefattore per sette milioni e mezzo. Con questa donazione è stato realizzato l’istituto dove il presidente della Repubblica taglierà il nastro».
Restano le mancanze dello Stato. Che cosa non ha funzionato?
«All’inizio quella che io ho definito l’ossessione formalista: cavilli e burocrazia hanno avuto la meglio sulla logica di risultato. Anche covid e bonus 110 per cento hanno prodotto un grave danno. Non si trovavano più aziende e maestranze. Tutti correvano a fare cappotti termici per condomini sulla costa adriatica, lavori pagati anche il doppio. E poi l’inflazione. Con il rincaro dei prezzi anche la ricostruzione costava di più e la crisi delle banche ha fatto il resto».
Action Aid ha presentato un report impietoso sulle falle della ricostruzione.
«Nell’ultimo anno abbiamo liquidato quasi 2 miliardi di euro pari a oltre il 64 % degli interventi avviati. Anche l’emergenza abitativa si è ridotta: i nuclei ancora assistiti sono scesi a 8.759, Erano più di 14.000 nel 2022. Anche la ricostruzione pubblica conta oggi 3.667 interventi programmati per un valore complessivo superiore a 4,85 miliardi di euro. Il 98% delle opere risulta sbloccato e avviato».
Il centro di Amatrice fino a poche settimane fa era ancora zona rossa.
«Da poco non lo è più, abbiamo riaperto il Corso Umberto e sarà possibile far transitare i mezzi anche nella zona nord. Il duomo di San Francesco è in corso di lavorazione e lo consegneranno nel 2028. Ci sono vincoli artistici e culturali e questo è un tema centrale della ricostruzione. Il terremoto è capitato nel cuore d’Italia con 2200 edifici di culto».
Quando tutti i Paesi del cratere saranno ricostruiti saranno dei Paesi per vecchi.
«Il tema dei temi. Il terremoto ha provocato un aggravamento in una zona già soggetta a spopolamento. Ci muoviamo con Next Appennino, un progetto di rilancio dello sviluppo economico e sociale, interventi sulla viabilità, sulla digitalizzazione e innovazione tecnologica. A un ragazzo puoi proporre di restare o di tornare se l’infrastruttura digitale esiste, una precondizione per rendere possibile ciò che la geografia rende complesso».