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Berlino avvisa Roma in vista del bilaterale: “Così rompete il Patto sui migranti”

Il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt 

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La strategia di Piantedosi atteso dall’incontro con l’omologo Dodbrindt: inasprire pene e rapporti con la flotta umanitaria
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Tredici provvedimenti di fermo e sanzioni per migliaia di euro negli ultimi due anni, dieci solo nei confronti della Sea Watch. Ma l’ultimo severo provvedimento annunciato sabato da Piantedosi nei confronti dell’ammiraglia della ong tedesche segna un inasprimento nella strategia del Viminale contro la flotta umanitaria. Non foss’altro perchè il ministro dell’Interno insiste nelle sanzioni nonostante molte sentenze abbiano escluso l’obbligo per le navi umanitarie di collaborare con la Libia e siano state annullate dai giudici.

Segno evidente che al prossimo incontro con l’omologo tedesco Alexander Dodbrindt per discutere della questione dei dublinanti di ritorno, che rischia di creare un effetto a valanga in tutta Europa, Piantedosi intende arrivare con un dossier pesante sulle ong tedesche, accusate di sbarcare in Italia migliaia di migranti. Moneta di scambio per quella compensazione, non prevista da nessuna norma del nuovo Patto Ue asilo e migrazione, che l’Itaia intende far valere …

Tredici provvedimenti di fermo e sanzioni per migliaia di euro negli ultimi due anni, dieci solo nei confronti della Sea Watch. Ma l’ultimo severo provvedimento annunciato sabato da Piantedosi nei confronti dell’ammiraglia della ong tedesche segna un inasprimento nella strategia del Viminale contro la flotta umanitaria. Non foss’altro perchè il ministro dell’Interno insiste nelle sanzioni nonostante molte sentenze abbiano escluso l’obbligo per le navi umanitarie di collaborare con la Libia e siano state annullate dai giudici.

Segno evidente che al prossimo incontro con l’omologo tedesco Alexander Dodbrindt per discutere della questione dei dublinanti di ritorno, che rischia di creare un effetto a valanga in tutta Europa, Piantedosi intende arrivare con un dossier pesante sulle ong tedesche, accusate di sbarcare in Italia migliaia di migranti. Moneta di scambio per quella compensazione, non prevista da nessuna norma del nuovo Patto Ue asilo e migrazione, che l’Itaia intende far valere per provare a chiudere subito il capitolo dublinanti.

Ma all’Italia che alza il tiro, la Germania risponde rompendo il silenzio. E sulla querelle dei dublinanti, qualcuno è arrivato persino a minacciare l’Italia di sospendere Schengen. Certo, in vista dell’incontro tra i ministri dell’Interno Piantedosi e Dodbrint, l’ordine di scuderia a tutti i livelli era stato quello, nei giorni scorsi, di attendere l’esito di un eventuale accordo. Ma la rigidità di Roma e le trombe della propaganda di Meloni e Salvini hanno cambiato tutto. Tanto che ieri sono usciti allo scoperto esponenti importanti della Cdu e della Spd per minacciare Roma. «Se l’Italia continuerà a mantenere questo atteggiamento, farà saltare il Patto europeo per i migranti», ha detto senza mezzi termini il responsabile interni della Cdu, Alexander Throm. Se Roma si rifiuterà di riprendersi i dublinanti - ha aggiunto - «saremo costretti a intensificare i controlli alle frontiere tedesche. E ciò creerebbe una reazione a catena in altri Paesi europei».

Throm ha reagito anche direttamente alle parole di Salvini, che ha escluso che l’Italia si riprenderà un solo dublinante «finché le ong tedesche continueranno a portare migliaia di migranti illegali in Italia». Per il compagno di partito del cancelliere Merz le parole del leader della Lega «dimostrano che non ci si può fidare minimamente del governo italiano sulla questione migratoria». Il vicecapogruppo della Cdu Guenter Krings è andato anche oltre: «Se l’Italia non vuole riprendersi i migranti, allora non può far parte dello spazio Schengen». E ieri anche la Spd ha rotto il silenzio per sparare alzo zero contro Roma e chiedere persino l’intervento di Bruxelles. Per il responsabile interni, Sebastian Fiedler: «Noi applichiamo le regole del Patto per l’asilo, e l’Italia si rifiuta di farlo. Adesso chiediamo l’intervento della Commissione Ue contro quest’atteggiamento illegale».

E in Germania il rischio che il nuovo Patto per l’asilo si incrini al primo minuto di gioco è condiviso dalle stesse ong. Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, dice: « L’Italia sta arrancando politicamente e deve fare i conti con un’Europa che le volta le spalle e a cui risponde utilizzando ancora una volta le persone in fuga e le ong che operano in loro solidarietà come capro espiatorio. Il meccanismo di compensazione in risposta alla volontà tedesca di rimpatriare in Italia i cosiddetti dublinati è sintomo della fragilità del nuovo Patto su migrazione e asilo».

Sulla sua scia, l’Italia proverà a portarsi dietro gli altri Paesi di primo approdo soggetti, anche se meno dell’Italia, agli ipotetici trasfermenti dei dublinanti. A settembre a Roma, Piantedosi ha già invitato per una riunione del Med 5 i ministri dell’Interno di Spagna, Grecia, Malta e Cipro.

«L’accanimento di Piantedosi contro la Sea Watch, colpevole di salvare vite umane, ormai sfiora il grottesco perchè è evidente che è un’arma di distrazione per distogliere l’attenzione sui numerosi fallimenti in politiche migratorie del governo italiano. Dal nuovo patto europeo, all’inutile e dannosa chiusura di Schengen con la Spagna», attacca il segretario di + Europa Riccardo Magi. E Angelo Bonelli, deputato di Avs, chiosa: «Applaudire il Papa a Rimini e poi sequestrare le navi che salvano vite è l’ennesima e dolorosa ipocrisia di questo governo».

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