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Salvini al Meeting replica alle critiche dei governatori: “Mai un passo di lato”

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Il ministro alla kermesse di Rimini svicola sulla contestazione interna: “Preoccupato per Pontida? Assolutamente no”
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“Preoccupato per Pontida? Ma assolutamente no”. Matteo Salvini torna al Meeting di Cl, saluta tutti, si concede a selfie e ostenta sicurezza mentre il partito è ormai a pezzi, i big capitanati dal governatore Attilio Fontana chiedono la guida collegiale e i consensi calano, a sentire i sondaggi, sotto le picconate della strategia Vannacci. Salvini, lei farà un passo di lato rispetto a chi vuole più democrazia e linea condivisa? “Di lato? No, mai un passo di lato. Un passo avanti”, ribatte subito il vicepremier.

Intanto Attilio Fontana gira tra gli stand e richiesto dell’argomento spinoso, dice: “Incontrare il nostro ministro? Vediamo, compatibilmente agli impegni”. Contatto che in effetti avviene un’ora e mezza dopo: con un governatore molto freddo col leader. (Alcune voci interne confermano: fontana non voleva incontrarlo, c’è voluta l’opera di mediazione di Durigon).

Dall’altro lato Salvini, arrivato già da un paio d’ore alla Fiera di Rimini, non prende bene l’analogo tema rivolta d…

“Preoccupato per Pontida? Ma assolutamente no”. Matteo Salvini torna al Meeting di Cl, saluta tutti, si concede a selfie e ostenta sicurezza mentre il partito è ormai a pezzi, i big capitanati dal governatore Attilio Fontana chiedono la guida collegiale e i consensi calano, a sentire i sondaggi, sotto le picconate della strategia Vannacci. Salvini, lei farà un passo di lato rispetto a chi vuole più democrazia e linea condivisa? “Di lato? No, mai un passo di lato. Un passo avanti”, ribatte subito il vicepremier.

Intanto Attilio Fontana gira tra gli stand e richiesto dell’argomento spinoso, dice: “Incontrare il nostro ministro? Vediamo, compatibilmente agli impegni”. Contatto che in effetti avviene un’ora e mezza dopo: con un governatore molto freddo col leader. (Alcune voci interne confermano: fontana non voleva incontrarlo, c’è voluta l’opera di mediazione di Durigon).

Dall’altro lato Salvini, arrivato già da un paio d’ore alla Fiera di Rimini, non prende bene l’analogo tema rivolta dei governatori. Basta chiedergli “rischiate di non incontrarvi nonostante siate tutti e due al Meeting?”e il “capitano” scatta: “Lei di che giornale è? Mi dica di che giornale è”. Poi, spiega: “Datemi il tempo, sono arrivato da poco. Certo, ci incontreremo. Comunque, nessuna preoccupazione”. E a Pontida verranno i presidenti di Regione o ci saranno defezioni? “Credo proprio che verranno, e poi non dimentichiamo che tra i governatori c’è anche Stefani”.

Un’estate tutta in salita. Ma Salvini arriva tra il popolo di Cl sorridente. Prima la videocall riservata con la premier Meloni, poi a tutto campo rilancia: sullo “scostamento di bilancio che chiederemo con gentilezza”, su extraprofitti delle banche da tassare, su Ponte dello Stretto, sull’autonomia differenziata. Il vicepremier non si sottrae neanche su Vannacci, felice di dispensargli lezioni di diritti civili: “Com’è noto, io sono per la vita, per i centri che aiutino le donne a tenere il bambino. Ma l’aborto c’è. E sui diritti onestamente voglio guardare avanti, non voglio tornare indietro. In più, preferisco che a decidere sull’educazione dei figli, siano mamma e papà, non un generale. L’educazione militare, al limite, la facciamo dare dai genitori, non da Vannacci”. La conclusione è quella nota: “Come potrebbe stare lui nella nostra coalizione? Tra l’altro, in Calabria, ha appena messo un candidato, sottraendolo a Forza Italia, che corre contro il centrodestra. Ma se sei contro e fai l’opposizione, allora come fai a chiedere di stare in coalizione”.

Salvini mette sul tavolo di Meloni e Giorgetti anche il tema scostamento: "Non occorre l'ok di Bruxelles – chiarisce – Qui ci vuole una scelta nazionale, perché le guerre purtroppo vanno avanti, in Iran come in Ucraina, e salgono non solo il costo dei carburanti, ma quello del cemento, del bitume, dell’acciaio, per non parlare dell’energia. E da ministro delle Infrastrutture devo fronteggiare aumenti per miliardi di euro dei prezzi dei materiali". Secondo Salvini "Io stesso, per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, avrei bisogno di almeno 6 o 7 miliardi solo per compensare l'aumento dei prezzi rispetto agli appalti che ho assegnato. A settembre, altrimenti, rischio il fermo di diversi grandi cantieri. Non possiamo certamente chiedere questi soldi agli artigiani, alle partite Iva, alle piccole imprese".

È “d’accordo” quindi con Elly Schlein “a tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Banche, assicurazioni, energetici e petroliferi stanno guadagnando. Francia e Germania stanno mettendo sul piatto decine di miliardi di euro per sostenere le imprese. Dobbiamo fare altrettanto, perché con i passettini stavolta non ce la facciamo". D’altro canto, aggiunge, “le grandi banche hanno fatto utili enormi. Unicredit e Intesa, negli ultimi tre anni, hanno fatto 54 miliardi di euro di utili”.

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