Tasse su extraprofitti, stop di Tajani. Lega attacca. Schlein: “Litigano e italiani pagano il conto”
dalla nostra inviata Conchita SanninoRIMINI – Dire no, troppo poco. Antonio Tajani ricorre all'iperbole. “Quando sento la parola tasse mi viene l'orticaria. Non esiste il diritto all'extra-profitto. È una parolaccia, l'extra-profitto”. Scatenato, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia rintuzza Matteo Salvini negli stessi stand da cui il collega vicepremier aveva insistito “sul contributo da grandi banche ed energetici”. Alza il suo muro con i superlativi. "Contrario? Di più, contrarissimo" perché “sa di Urss”. Un messaggio non solo per per il leghista, ma anche per Meloni che in queste ore sta giocando la partita con l’Europa proprio sulla tassazione dei profitti delle società energetiche.
È il giorno di chiusura alla kermesse di Cl, quello dedicato all'Europa, con ospite d'onore la presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola, di cui il vicepremier è stato predecessore. Tajani arriva più che carico, nelle prossime settimane vedrà Marina Berlusconi, un incontro che verosimilmente traccerà la linea intern…
RIMINI – Dire no, troppo poco. Antonio Tajani ricorre all'iperbole. “Quando sento la parola tasse mi viene l'orticaria. Non esiste il diritto all'extra-profitto. È una parolaccia, l'extra-profitto”. Scatenato, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia rintuzza Matteo Salvini negli stessi stand da cui il collega vicepremier aveva insistito “sul contributo da grandi banche ed energetici”. Alza il suo muro con i superlativi. "Contrario? Di più, contrarissimo" perché “sa di Urss”. Un messaggio non solo per per il leghista, ma anche per Meloni che in queste ore sta giocando la partita con l’Europa proprio sulla tassazione dei profitti delle società energetiche.
È il giorno di chiusura alla kermesse di Cl, quello dedicato all'Europa, con ospite d'onore la presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola, di cui il vicepremier è stato predecessore. Tajani arriva più che carico, nelle prossime settimane vedrà Marina Berlusconi, un incontro che verosimilmente traccerà la linea interna e anche i margini di trattativa con gli alleati, nella ripresa dei lavori nel Palazzo: un autunno che preparerà le prossime Politiche. E con nettezza, alza un muro sia contro Salvini, sullo spettro che periodicamente si affaccia sugli istituti di credito; sia con FdI, per le manovre legate sul caso Monte dei Paschi: "Il governo stia fuori dal risiko bancario", la posizione di Tajani.
Pollice verso contro ogni tassa. “I problemi ci sono, ma non è colpa del governo se aumenta il costo del petrolio”, premette, “ma si possono affrontare discutendo e confrontandosi con il mondo industriale, soprattutto nel settore degli idrocarburi”. Quanto all'ipotesi di extra profitto, di tasse, “no, neanche a parlarne. Non voglio sentire la parola extraprofitto, che mi sa molto di Unione Sovietica. Un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Ma deve esserci un confronto concordato in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore".
Anche sulla vicenda dell’offerta Banca Mps, sostenuta dal governo Meloni , Tajani mette in guardia: “Io sono per il libero mercato, l'abbiamo sempre detto: è il mercato che è sovrano e deve decidere cosa si fa. Non tocca al governo, non tocca la politica infilarsi nel rischio bancario”. E ancora: “La politica deve dare delle regole, vedere se le regole si rispettano e basta. Questo è il mio pensiero, ma non servono le banche dei partiti, forse piace alla sinistra una banca di partito a me non interessa avere una banca di Forza Italia, mi interessa che ci sia un sistema bancario efficiente".
Borghi: "Dalla Lega no a tassare i cittadini, se Tajani ha altre priorità lo dica”
"Leggo da notizie di stampa che il ministro Tajani è contrario alla tassa sulle banche, proposta dalla Lega per ridurre le accise in modo consistente perché 'sentire la parola tasse mi dà l'orticarià. Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte, anche se il nome è scritto in modo diverso: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto 200 miliardi di utili in pochissimi anni. L'alternativa è stracciare il Patto di stabilità della compagna di partito di Tajani, la signora Ursula Von der Leyen e fare più deficit. Anche questo ci va bene. La scelta è semplice: o si fa più deficit e si mandano a quel paese le regole di quella Ue che Tajani così tanto ama, o si tassano i cittadini con le accise, o si tassano gli enormi e anomali profitti delle banche". Lo afferma il senatore della Lega, Claudio Borghi.
"Per la Lega l'unica cosa che non va è tassare i cittadini, le altre due possibilità vanno bene. Se altri hanno altre priorità è giusto saperlo con chiarezza", aggiunge.
Schlein: "Il governo litiga e gli italiani pagano il conto”
"Giorgia Meloni ormai non è più in grado di occuparsi dei problemi delle persone. Abbiamo chiesto al governo di proteggere le famiglie e le imprese dal caro energia con misure più forti e strutturali, da finanziare tassando gli extraprofitti delle grandi società energetiche". Lo afferma la segretaria del Pd, Elly Schlein.
"Ma a Palazzo Chigi sta andando in scena l'ennesimo atto del teatro dell'assurdo: Salvini dice una cosa e Tajani il contrario, mentre Meloni tace imbarazzata. Noi continuiamo a fare proposte concrete al governo, ma a Giorgia Meloni, che faceva i video al benzinaio per dire che avrebbe abolito le accise, ricordiamo pure che il prezzo delle loro divisioni intanto lo pagano gli italiani", evidenzia.