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Campo largo, il nodo delle primarie a ottobre

(ansa)

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Servirà almeno un altro mese per decidere su leadership e programma. Bonaccini frena: “Prima il programma, poi valuteremo”. Gli incontri alle feste dei partiti
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I leader del fronte progressista si rivedranno tutti, dopo la pausa estiva, l’8 settembre. L’appuntamento è a Terra!, la festa di Alleanza verdi sinistra alla Città dell’altra economia a Roma, ma si sa, è un incontro in chiaro e difficilmente sarà quello il luogo per definire un cronoprogramma della coalizione. Un centrosinistra vittima dei «tatticismi esasperati» di Elly Schlein e Giuseppe Conte, è il ritornello del dietro le quinte.

La segretaria del Pd e il presidente del M5S sognano il ruolo di guida, e questa competizione — dall’esito finale apertissimo — che per ora si sta sviluppando a bassa tensione, sta bloccando ciò che invece servirebbe per preparare al meglio la sfida delle prossime Politiche: un perimetro definito dell’alleanza, e poi un programma altrettanto chiaro per provare battere la destra.

I leader del fronte progressista si rivedranno tutti, dopo la pausa estiva, l’8 settembre. L’appuntamento è a Terra!, la festa di Alleanza verdi sinistra alla Città dell’altra economia a Roma, ma si sa, è un incontro in chiaro e difficilmente sarà quello il luogo per definire un cronoprogramma della coalizione. Un centrosinistra vittima dei «tatticismi esasperati» di Elly Schlein e Giuseppe Conte, è il ritornello del dietro le quinte.

La segretaria del Pd e il presidente del M5S sognano il ruolo di guida, e questa competizione — dall’esito finale apertissimo — che per ora si sta sviluppando a bassa tensione, sta bloccando ciò che invece servirebbe per preparare al meglio la sfida delle prossime Politiche: un perimetro definito dell’alleanza, e poi un programma altrettanto chiaro per provare battere la destra.

Il nodo primarie è quello più complesso da sciogliere: se davvero farle e quando, con quali regole. A intervenire dal Meeting è Stefano Bonaccini: «Primarie? Non so, non le escludo. Dopo che avremo scritto il programma valuteremo, parlarne adesso vuol dire mettere il carro davanti ai buoi».

Attorno a questi punti interrogativi passano le settimane. Il Pd è impegnato nelle classiche feste dell’Unità sul territorio, luoghi di incontro e dibattiti, con la festa nazionale di Reggio Emilia del 13 settembre da segnare sul calendario. Lì ci si attende un passo in avanti da parte di Schlein. Poi c’è la conclusione di Nova, il percorso programmatico organizzato dal M5S, il 19 e 20 settembre a Milano. Dopodiché non ci saranno scuse per tergiversare ancora.

Va anche detto che il Pd ha un altro passaggio interno da fare. All’articolo 8 comma 1 dello Statuto si legge che «i mandati di Segretario nazionale e di componente dell’assemblea durano quattro anni». Inoltre, sei mesi prima della scadenza il presidente dell’Assemblea nazionale deve indire l’elezione del nuovo segretario e della nuova assemblea. Nel caso di Schlein, eletta alle primarie il 26 febbraio 2023, vorrebbe dire far partire tutto a settembre. Si può derogare o anche cambiare lo Statuto, come già accaduto in passato, ma non far finta di nulla. Anche perché la concomitanza dell’anno elettorale non sposta la scadenza. Schlein è la segretaria più longeva della storia del Pd e il suo ruolo non è in discussione, ma non sono pochi coloro che con le attuali condizioni ritengono le primarie più un rischio che un’opportunità per il centrosinistra.

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