Il countdown per togliere a Sigfrido Ranucci la conduzione di Report sembra ormai essere partito. Entro venerdì, da quanto trapela dai vertici Rai, l’azienda potrebbe formalizzare l’allontanamento del conduttore dalla trasmissione di RaiTre. Aprendo con ogni probabilità una battaglia legale col giornalista, che potrebbe impugnare la decisione di viale Mazzini davanti a un giudice.
E non è un caso che proprio in queste ore i vertici del servizio pubblico stiano affinando la strategia per blindare la rimozione di Ranucci. Il quadro sarà più chiaro all’inizio della prossima settimana, quando il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, incontrerà la redazione di Report. Corsini starebbe lavorando a più ipotesi, a cominciare dalla possibilità di mantenere la con…
Il countdown per togliere a Sigfrido Ranucci la conduzione di Report sembra ormai essere partito. Entro venerdì, da quanto trapela dai vertici Rai, l’azienda potrebbe formalizzare l’allontanamento del conduttore dalla trasmissione di RaiTre. Aprendo con ogni probabilità una battaglia legale col giornalista, che potrebbe impugnare la decisione di viale Mazzini davanti a un giudice.
E non è un caso che proprio in queste ore i vertici del servizio pubblico stiano affinando la strategia per blindare la rimozione di Ranucci. Il quadro sarà più chiaro all’inizio della prossima settimana, quando il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, incontrerà la redazione di Report. Corsini starebbe lavorando a più ipotesi, a cominciare dalla possibilità di mantenere la conduzione di Report monocratica o a turnazioni. Quel che appare evidente è che l’azienda, dopo il confronto tra l’ad Giampaolo Rossi, il direttore degli Affari legali, Francesco Spadafora, e il direttore delle Risorse umane, Felice Ventura, punterà su una «riforma editoriale» del programma tv. Nel cui ambito inserire anche il trasferimento di Ranucci, per il quale si cerca una via d’uscita con una proposta in linea con la sua qualifica (oltre che conduttore e capo autore di Report, è vicedirettore ad personam dell’Approfondimento). Insomma, l’obiettivo della Rai è fugare il rischio di una causa per demansionamento. Si parla del possibile approdo a una testata giornalistica, al Tg3 o a Rainews dove Ranucci ha già lavorato in passato. A quanto si apprende, il direttore del Tg3 Pierluca Terzulli avrebbe insistito sull’opportunità di lasciare Ranucci al suo posto, ferma restando la disponibilità ad accoglierlo qualora l’azienda decidesse di procedere. Insomma, tutt’altro che scontato che si possa andare verso un avvicendamento rapido. Sebbene le voci, dalle parti di viale Mazzini, frattanto continuino a correre.
Tra le ipotesi che al momento si fanno strada resta in piedi quella di affidare a più figure i ruoli finora ricoperti da Ranucci (non solo la conduzione, dunque, ma anche il coordinamento degli autori e la vicedirezione degli approfondimenti). E nelle rose di papabili finiscono diversi giornalisti, tra i quali il più accreditato sembra essere l’interno Giulio Valesini. Ma si parla anche di Sabrina Giannini o — con maggiore insistenza — di Riccardo Iacona, che da Presa Diretta potrebbe approdare a Report. In questo caso si tratterebbe di un esterno che non verrebbe bollato come straniero dalla redazione. A differenza di Federico Ruffo, la cui ipotesi sembra essere tramontata: attorno al suo profilo si sarebbero registrati i maggiori malumori da parte della redazione, ancora spaccata tra i fedelissimi di Ranucci e i traghettatori pronti a portare il format tv verso nuovi lidi. Intanto, Ranucci continua a lavorare alle nuove puntate in programma da novembre. A chi lo ha sentito, il conduttore avrebbe confermato di non avere contatti con i vertici Rai ormai da settimane, ma in attesa di una pronuncia formale sul futuro della trasmissione, per il momento Ranucci sceglie la via del silenzio. Anche perché dopo l’ultima data del suo spettacolo a Cerveteri, il centrodestra ha sollevato un nuovo vespaio di polemiche per le parole su Riina («se potessi andarci a cena lo farei»). E come se non bastasse, anche Bruxelles tiene i fari accesi sulla vicenda. La conferma arriva dalla risposta della Commissione Ue alla lettera inviata da FdI per segnalare il rischio di violazioni del Media Freedom Act da parte di Report. Bruxelles ha fatto sapere che «continuerà a seguire gli sviluppi» della vicenda, mentre il conto alla rovescia sul futuro di Ranucci e Report è già partito.