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Gli scienziati del clima: “Nelle regioni rosse rinnovabili in ritardo”

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La segretaria dem vedrà oggi una delegazione di ricercatori firmatari di un appello: “Dalla Sardegna alla Toscana fate in fretta”
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Nell’estate in cui non si può più mettere la testa sotto la sabbia — con la potenza della crisi climatica così evidente — la chiamata degli scienziati alla politica italiana è un rapido cambio di passo verso le energie rinnovabili, senza più scuse. Una necessità indirizzata soprattutto al Campo largo: molte delle regioni amministrate dal centrosinistra sono infatti oggi quelle più restie allo sviluppo di grandi impianti eolici e solari che, paesi come Germania e Spagna, hanno invece dimostrato di poter realizzare velocemente, traendone vantaggi sia per smarcarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili che originano la crisi del clima, sia economici.

A questa chiamata, ora, la segretaria del Pd Elly Schlein ha deciso di rispondere presente: oggi a Roma, accompagnata dalla parlamentare europea Annalisa Corrado, incontrerà una delegazione di scienziati e promotori del gruppo Energia per l’Italia, l’insieme di 120 firmatari che lo scorso maggio hanno scritto una lettera aperta ai leader del …

Nell’estate in cui non si può più mettere la testa sotto la sabbia — con la potenza della crisi climatica così evidente — la chiamata degli scienziati alla politica italiana è un rapido cambio di passo verso le energie rinnovabili, senza più scuse. Una necessità indirizzata soprattutto al Campo largo: molte delle regioni amministrate dal centrosinistra sono infatti oggi quelle più restie allo sviluppo di grandi impianti eolici e solari che, paesi come Germania e Spagna, hanno invece dimostrato di poter realizzare velocemente, traendone vantaggi sia per smarcarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili che originano la crisi del clima, sia economici.

A questa chiamata, ora, la segretaria del Pd Elly Schlein ha deciso di rispondere presente: oggi a Roma, accompagnata dalla parlamentare europea Annalisa Corrado, incontrerà una delegazione di scienziati e promotori del gruppo Energia per l’Italia, l’insieme di 120 firmatari che lo scorso maggio hanno scritto una lettera aperta ai leader del Campo largo.

La missiva — che nei giorni scorsi è stata tema dei primi incontri con Avs, Iv e +Europa — ha uno scopo preciso: accelerare le politiche di decarbonizzazione italiane e far sì che «si raggiungano gli obiettivi Pniec (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), che sono modesti, ma comunque necessari contro l’intensificazione della crisi del clima», dice Giovanni Montagnani, che coordinerà l’incontro.

Per questo i firmatari, che in comune con Schlein puntano a un abbandono della visione meloniana d’Italia “hub del gas”, esortano il Pd a lavorare prima del voto per una transizione energetica che possa essere reale. «Tuttavia — scrivono — non possiamo non notare come il Campo largo sia alla guida di regioni che risultano decisamente indietro nel cronoprogramma del Pniec».

Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna o Toscana sono infatti tutti territori guidati dal centrosinistra che, anziché accelerare, stanno frenando sui grandi impianti. Dalla Maremma a La Maddalena, si oppongono per tutelare le bellezze d’Italia. La Sardegna è diventata simbolo di lotta a troppe pale e pannelli perché, ha dichiarato la governatrice Alessandra Todde, «siamo per rispettare ambiente e bellezza, governando il processo e non subendolo, definendo le aree per lo sviluppo delle rinnovabili. La nostra giunta è per la transizione energetica, ci abbiamo messo un miliardo: ma noi rivendichiamo il nostro diritto a pianificare».

Ma così, «con la retroguardia, non andiamo da nessuna parte», replica Nicola Armaroli, ricercatore del Cnr tra i firmatari dell’appello. «Al Pd chiederemo chiarezza a livello di enti locali. Schelin si è espressa in maniera netta sulla necessità di affrontare la crisi del clima, ma sui territori da loro amministrati non funziona nulla in quella direzione. Il Pd deve far capire ai suoi governatori che le rinnovabili vanno distribuite, non ci si può tirare fuori con la scusa che rovinano il “bello”. Noi non stiamo parlando di ricoprire di pale le regioni, ma di pochi impianti precisi ed efficaci. Nessuno vuole devastare niente: ma se non facciamo nulla, se deleghiamo, col nuovo clima non ci sarà più nulla da difendere», chiosa lo scienziato.

Fra i membri del campo largo, come nelle recenti parole di Annalisa Corrado a Repubblica, il Pd crede nella transizione e punta a soluzioni che includono prevenzione, adattamento, rifugi climatici, più alberi e pianificazione urbana. «Ma di fatto sulla mitigazione, l’aumento di impianti a energia pulita, frenano — sostiene Montagnani — Al contrario, regioni come la Lombardia, Piemonte, Friuli o Veneto amministrate dal centrodestra sono ora in anticipo sui piani». Il centrodestra però punta ancora fortemente sul fossile, gas in primis, e questo aggrava la crisi del clima» e la dipendenza.

In vista delle urne, per Armaroli, serve dunque che «il Campo largo aiuti per esempio l’eolico, ora bloccato in Italia spesso proprio per scelte di amministratori del centrosinistra. Dunque basta con le idee romantiche o continueremo ad andare a gas».

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