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Primarie campo largo, Schlein: “Con governo spaccato è un dibattito inutile e dannoso”

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Nel centrosinistra si discute su come scegliere il leader della coalizione dopo l’articolo su Repubblica di Francesco Piccolo
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Entra sempre più nel vivo il dibattito sulle primarie del campo largo, tra chi è d’accordo sul farle e chi invece si dice contrario. Da ultimo l’articolo a firma di Francesco Piccolo pubblicato su Repubblica dal titolo: “Non fatemi votare per quella sciagura delle primarie”.

In serata arriva la dichiarazione tranchant di Elly Schlein: "Il governo è spaccato a metà, con Salvini che mi dà ragione sugli extraprofitti e Tajani che dice che quella è una parolaccia. Davanti a questo, davanti a un esecutivo spaccato su come aiutare gli italiani, noi non possiamo perderci in sfumature sulle primarie. Credo che in queste settimane abbiamo perso tempo in dibattiti inutili e dannosi. Preferiamo occuparci dei bisogni sulle persone".

Proprio al commento di Piccolo risponde il deputato Marco Furfaro, membro della segreteria del Pd, a margine della Festa Nazionale dell'Unità contro le disuguaglianze a Firenze: “Le primarie? Non sono un contest come X Factor e mi dispiace che a volte vengano dipinte …

Entra sempre più nel vivo il dibattito sulle primarie del campo largo, tra chi è d’accordo sul farle e chi invece si dice contrario. Da ultimo l’articolo a firma di Francesco Piccolo pubblicato su Repubblica dal titolo: “Non fatemi votare per quella sciagura delle primarie”.

In serata arriva la dichiarazione tranchant di Elly Schlein: "Il governo è spaccato a metà, con Salvini che mi dà ragione sugli extraprofitti e Tajani che dice che quella è una parolaccia. Davanti a questo, davanti a un esecutivo spaccato su come aiutare gli italiani, noi non possiamo perderci in sfumature sulle primarie. Credo che in queste settimane abbiamo perso tempo in dibattiti inutili e dannosi. Preferiamo occuparci dei bisogni sulle persone".

Proprio al commento di Piccolo risponde il deputato Marco Furfaro, membro della segreteria del Pd, a margine della Festa Nazionale dell'Unità contro le disuguaglianze a Firenze: “Le primarie? Non sono un contest come X Factor e mi dispiace che a volte vengano dipinte così perché sono un grande esempio di partecipazione. Se avremo necessità di farle le faremo, e saranno una grande operazione non di scontro ma di mobilitazione collettiva”.

Secondo Furfaro “ci metteremo d'accordo e lo faremo non per un'operazione a tavolino ma perché sentiamo la responsabilità verso il paese. Appena sapremo con che legge elettorale andremo a votare sceglieremo se il candidato o la candidata della coalizione dovrà essere scelto attraverso il metodo delle primarie o con un altro criterio, tra i quali ci potrebbe essere quello del partito più votato”. E guardando avanti, all'ipotesi che davvero il candidato del campo largo venga deciso attraverso le primarie, aggiunge: “Non credo affatto che il giorno dopo le primarie i leader saranno uniti e le persone no. Dobbiamo aver fiducia nelle persone perché se oggi il Pd è vivo e noi giochiamo la partita non della leadership del centrosinistra ma quella della contendibilità del paese, è anche perché le primarie hanno ricostituito e rigenerato un partito che dopo le ultime elezioni sembrava in caduta libera”.

Sempre dal Pd interviene Lia Quartapelle che si dice favorevole alle primarie: “Sono d’accordo con Francesco Piccolo quando dice che il dialogo non c’è quasi più, sia a livello di cittadinanza, sia nella politica. Ormai si fa fatica a pensare che dialogando si trovino soluzioni migliori, mentre si prende la parola pubblicamente soltanto per ribadire la propria posizione, non per un confronto sulle questioni”. Ma poi precisa: “Penso anche che l’articolo di Piccolo sia una occasione per spiegare perché sono a favore delle primarie, andando a recuperarne le ragioni originarie per cui sono state pensate. Le primarie non sono un fatto strumentale da usare per risolvere i problemi dei partiti e delle coalizioni: laddove non si accordano i leader allora si fa scegliere ai cittadini. Non è questo. Le primarie nascono da una riflessione profonda sul senso della democrazia, in un momento in cui si fa sempre più strada il concetto per cui la complessità sia da rigettare, mentre vale il principio del più forte e di chi comanda”.

Per la deputata dem: “Le primarie invece sono uno strumento che serve a tutti, non soltanto ai partiti, per dialogare, ascoltarsi, ragionare insieme, decidere e dare maggiore legittimazione e autorevolezza alla leadership. Danno la cifra di un modo di fare politica impostato sulla partecipazione e la trasparenza. E proprio per questi motivi secondo me vanno fatte sia a livello nazionale sia in tutte le città che andranno al voto”.

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