“Il mio non è un addio, non condurrò Report ma la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa. Lo farò per i miei figli e per i vostri". Con un lungo post pubblicato sui social, Ranucci ha commentato la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione del programma, affidata ai giornalisti interni Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.
“Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo – scrive Ranucci – anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone (deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Cultura della Camera, ndr) per aver sollevato "cunei d'ombra" sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico”.
Le tre opzioni offerte dalla Rai a Ranucci
Poi, a margine del suo spettacolo teatrale “Diario di un trapezista” a Favignana, ha commentato le tre opzioni di ricollocazione che la Rai gli ha offerto. Si tratta di un incarico al Tg3, a RaiNews o come corrispondente. “Ringrazio il Tg3 e Rainews per l'asilo politico – ha ribadito – Io non capisco perché se non sono adatto per Report dovrei essere adatto per il Tg3 o Rainews”. E poi sulla sede di corrispondenza: “Volevano mandarmi al Cairo, non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta da prima dell’attentato e all’estero, sarei senza. Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni. Il Cairo è come la Siberia, ci mandano i deportati da altre parti”.
Gli inviati storici del programma hanno bocciato la decisione dell’azienda, definendola “irricevibile”, e hanno minacciato di abbandonare la trasmissione in massa. Nel mirino dei cronisti – come si legge nella nota pubblicata da Giulia Innocenzi a nome di tutti i colleghi – c’è la scelta dei nuovi conduttori, “in nessun modo rappresentativi della storia e dei valori di Report”.
Il 16 ottobre 2025 le auto di Ranucci parcheggiate sotto casa del conduttore a Campo Ascolano, a pochi chilometri da Roma, sono state distrutte da un'esplosione. Valter Lavitola, amico del giornalista, ha ammesso di essere il mandante dell'attentato. Attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, renderà dichiarazioni spontanee il prossimo 7 settembre e chiederà la scarcerazione.