✕

Ceuta, sul blocco di Schengen con Madrid decisione il 31 agosto. Il dossier sul tavolo di Meloni

Matteo Piantedosi

 

Ascolta l'audio

Il ministro dell’Interno Piantedosi: “La situazione è tutt’altro che migliorata”
1 minuti di lettura

Il governo deciderà solo lunedì, poche ore prima della scadenza, se riaprire o no le frontiere con la Spagna dopo un mese di sospensione degli accordi di libera circolazione di Schengen a seguito della crisi di Ceuta. Ma, a dirla con le parole usate a Ceglie Messapica dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, "la situazione è tutt'altro che migliorata".

Parole che lasciano ipotizzare che lunedì il governo potrebbe anche decidere di prolungare il provvedimento che prevede controlli in aeroporti e porti ai viaggiatori in arrivo dalla Spagna. "Faremo una valutazione serena e sulla decisione definitiva ragioneremo il 31 agosto -, ha annunciato Piantedosi - A Ceuta sono ancora presenti tra i 5 e i 10.000 migranti quasi tutti non identificati. E c'è qualche notizia dell'intelligence spagnola che ha lanciati un allarme anche di possibili soggetti entrati con una caratterizzazione jihaidista".

Il governo deciderà solo lunedì, poche ore prima della scadenza, se riaprire o no le frontiere con la Spagna dopo un mese di sospensione degli accordi di libera circolazione di Schengen a seguito della crisi di Ceuta. Ma, a dirla con le parole usate a Ceglie Messapica dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, "la situazione è tutt'altro che migliorata".

Parole che lasciano ipotizzare che lunedì il governo potrebbe anche decidere di prolungare il provvedimento che prevede controlli in aeroporti e porti ai viaggiatori in arrivo dalla Spagna. "Faremo una valutazione serena e sulla decisione definitiva ragioneremo il 31 agosto -, ha annunciato Piantedosi - A Ceuta sono ancora presenti tra i 5 e i 10.000 migranti quasi tutti non identificati. E c'è qualche notizia dell'intelligence spagnola che ha lanciati un allarme anche di possibili soggetti entrati con una caratterizzazione jihaidista".

Ma dietro la possibile proroga del provvedimento che di certo non rasserenerebbe i rapporti con la Spagna c'è l'improvviso rialzo della tensione politica tra i due Paesi che ha fatto si che quella che sembrava una decisione tecnica, legata al cessare della presunta minaccia rappresentata dai 70.000 arrivi di migranti nell'exclave spagnola di Ceuta, sia diventata una valutazione squisitamente politica all'attenzione della premier Giorgia Meloni.

Da 48 ore, infatti, esponenti del governo di Madrid sono tornati a polemizzare con l'Italia che ha risposto con la sospensione di Schengen, poi adottata a sua volta dalla Spagna nei nostri confronti. E ieri il ministro degli Esteri di Madrid Manuel Albares ha definito "un affronto ingiustificato e ingiustificabile alla dignità degli spagnoli" la decisione dell'Italia di sospendere Schengen. Il ministro spagnolo ha accusato il governo Meloni di agire per motivi elettorali e ha affermato che Roma era perfettamente a conoscenza del sistema di "doppia filtrazione" in vigore a Ceuta e Melilla che garantisce la piena sicurezza dell'area Schengen. La Spagna, che ha quindi disposto controlli per chi arriva dall'Italia fino al 7 settembre, ha detto che aspetta di vedere le mosse del governo italiano prima di decidere a sua volta.

Insomma un nuovo braccio di ferro tra i due Paesi che ha una valenza decisamente politica e non certo legato alla minaccia per l'Italia rappresentata dalla situazione a Ceuta anche se per l'ennesima volta Piantedosi ha ribadito che "non c'è mai stata una volontà di scontro con il governo spagnolo"

E nessuno scontro, secondo Piantedosi, c'è neanche con la Germania. Il riferimento è alla ripresa dei trasferimenti dei dublinanti verso l'Italia annunciata dal governo di Berlino e che sarà oggetto di un incontro la prossima settimana tra i ministri dell'Interno dei due Paesi. "Abbiamo il difetto di tutelare l'interesse nazionale anche nei confronti dei Paesi amici", le parole di Piantedosi.

Leggi i commenti