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Schlein: “Governo diviso, basta dibattiti dannosi sulle primarie. Priorità a energia e salari”

Elly Schlein 

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La segretaria dem dalla festa dell’Unità nel Mantovano: “Con Conte ci sentiamo costantemente”
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RIVALTA SUL MINCIO (MN) – Un’ora e mezzo prima del suo arrivo, sulla zona si abbatte una tromba d’aria che piega alberi e cartelli autostradali, le centraline telefoniche vanno in tilt, all’area feste del partito cade un albero davanti al palco e siccome non c’è corrente in tutta la zona le cucine restano ferme.

La gente però alla fine arriva lo stesso e Elly Schlein riparte da qui, dalla bassa padana, territorio di panorami e passioni resi celebri da Novecento, per cominciare dopo la pausa estiva il lungo percorso fino alle prossime Politiche. Il programma c’è già, dice: «Giustizia climatica e giustizia sociale», «l’attuazione della Costituzione antifascista», «combattere il lavoro povero grazie al salario minimo», «il congedo paritario di cinque mesi», «la pace e il rispetto del diritto internazionale».

E le primarie, il dibattito interno al partito con chi non è convinto dell’opportunità di farle? «In queste settimane abbiamo già perso abbastanza tempo in dibattiti inutili, dannosi…

RIVALTA SUL MINCIO (MN) – Un’ora e mezzo prima del suo arrivo, sulla zona si abbatte una tromba d’aria che piega alberi e cartelli autostradali, le centraline telefoniche vanno in tilt, all’area feste del partito cade un albero davanti al palco e siccome non c’è corrente in tutta la zona le cucine restano ferme.

La gente però alla fine arriva lo stesso e Elly Schlein riparte da qui, dalla bassa padana, territorio di panorami e passioni resi celebri da Novecento, per cominciare dopo la pausa estiva il lungo percorso fino alle prossime Politiche. Il programma c’è già, dice: «Giustizia climatica e giustizia sociale», «l’attuazione della Costituzione antifascista», «combattere il lavoro povero grazie al salario minimo», «il congedo paritario di cinque mesi», «la pace e il rispetto del diritto internazionale».

E le primarie, il dibattito interno al partito con chi non è convinto dell’opportunità di farle? «In queste settimane abbiamo già perso abbastanza tempo in dibattiti inutili, dannosi e subalterni», dice lei. «Ci sentiamo costantemente con gli altri leader delle forze progressiste, governiamo già insieme in tante regioni e comuni, e lo facciamo bene senza divisioni», aggiunge parlando di Giuseppe Conte, ma non solo. «Abbiamo proposte già condivise e io sono certa che offriremo agli italiani un’alternativa solida e credibile».

La sua analisi è semplice: «Oggi abbiamo un governo che è spaccato a metà, con Salvini che mi dà ragione sugli extraprofitti e Tajani che dice che sono una parolaccia. Davanti a questo un governo che con la benzina che sta stabilmente sopra i 2 euro e con il diesel che rischia di arrivare ai 3, lo dicono gli analisti, è spaccato su come intervenire a sostegno degli italiani e noi ci dovremmo perdere in sfumature di differenza di millimetri sulle questioni delle primarie?». Accanto a lei c’è la segretaria regionale lombarda del Pd, Silvia Roggiani, poi il sindaco di Mantova Andrea Murari da poco eletto dopo aver stravinto e l’ex sindaco dem per i dieci anni prima, Mattia Palazzi. Che l’attenzione per le dinamiche interne sia massima lo dimostrano le domande a margine dei giornalisti: Schlein saluta ma poi torna indietro per rispondere a una domanda di cui si era dimenticata e che riguarda la polemica montata da Giorgia Meloni contro il suo ex sfidante alla guida del Pd, e oggi presidente del partito Stefano Bonaccini: «Anche oggi Meloni trova il modo di attaccare un esponente dell’opposizione, strumentalizzandone le parole, ma questo per distrarre rispetto ai fallimenti del suo governo. Bonaccini è uno che da presidente dell’Emilia-Romagna ha reso i nidi gratuiti e l’ha fatto anche in montagna, Meloni è una che in quattro anni di governo ha ridotto i nidi costruiti col Pnrr. Noi ci occupiamo dei problemi concreti delle persone, mentre lei continua a fare l’opposizione anche dal governo».

L’emergenza del momento è comunque il caro energia. Schlein chiede al governo, sapendo come detto di incunearsi nelle contraddizioni del centrodestra, di «avere il coraggio di tassare gli extraprofitti delle società energetiche», facendo pagare «un contributo a chi si è arricchito anche nei momenti della crisi», ed è uno dei passaggi più applaudito. «La Commissione europea ha chiarito che gli Stati possono farlo, Meloni non ha scuse». Per la segretaria del Pd serve soprattutto un intervento strutturale: accelerare sulle rinnovabili per ridurre la dipendenza dal gas, «che è la fonte più cara e quella che fa il prezzo delle bollette degli italiani». E dimezzare i tempi delle autorizzazioni: «In Spagna ci mettono due o tre anni, in Italia sei o sette. Non è un destino, è un fallimento di governance». Con un vantaggio diretto per i territori che ospitano gli impianti: sconti sulle bollette delle famiglie e una quota dell’energia destinata alle piccole e medie imprese locali.

Tra i temi toccati, anche la pace, bandiera immancabile ad ogni festa del partito, a nord come a sud. «Siamo — dice Schlein dal palco — con la popolazione palestinese e ucraina, siamo per il rispetto del diritto internazionale, per il rafforzamente comunitario europeo, perché nessuno si salva da solo». Solo che tornano le nubi, ricomincia a piovere e l’intervento viene di fatto interrotto, così da poter prendere poi la strada della non lontana Crema, altra festa e altro comizio.

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