✕

Bonaccini: “Evitiamo di farci male, prima il patto poi la leadership”

Stefano Bonaccini 

Ascolta l'audio

Il presidente Pd: “Primarie uno strumento possibile ma per battere la destra prima serve un accordo per una proposta alternativa”
2 minuti di lettura

Stefano Bonaccini, presidente del Pd, qual è la sua posizione sulle primarie?

«Le primarie sono uno strumento possibile per scegliere la premiership. Ma il nostro compito, adesso, è mettere a sedere tutte le forze di opposizione al governo e costruire una proposta alternativa per portare l’Italia fuori dal declino in cui la destra l’ha trascinata. Poi verrà la premiership, da decidere insieme a tutti gli altri».

Non è una risposta che denota freddezza?

«No, è semplice buonsenso. Se abbiamo costruito un programma insieme, poi possiamo decidere chi guida, anche con le primarie. Se non abbiamo stabilito lo spartito, il rischio è che chi perde poi se ne vada perché non condivide i contenuti».

Rocco Casalino ha fatto notare che se si decide prima il programma che senso ha p…

Stefano Bonaccini, presidente del Pd, qual è la sua posizione sulle primarie?

«Le primarie sono uno strumento possibile per scegliere la premiership. Ma il nostro compito, adesso, è mettere a sedere tutte le forze di opposizione al governo e costruire una proposta alternativa per portare l’Italia fuori dal declino in cui la destra l’ha trascinata. Poi verrà la premiership, da decidere insieme a tutti gli altri».

Non è una risposta che denota freddezza?

«No, è semplice buonsenso. Se abbiamo costruito un programma insieme, poi possiamo decidere chi guida, anche con le primarie. Se non abbiamo stabilito lo spartito, il rischio è che chi perde poi se ne vada perché non condivide i contenuti».

Rocco Casalino ha fatto notare che se si decide prima il programma che senso ha poi indire le primarie?

«Per scegliere la figura più coerente e credibile per realizzare quel programma».

Francesco Piccolo su Repubblica ha espresso la paura di molti: con le primarie ci facciamo del male.

«È un rischio che va evitato in ogni modo, perché quelle che contano sono poi le secondarie, cioè la sfida con la destra alle elezioni politiche. Anche perché quattro anni fa le porte a Palazzo Chigi a Meloni gliel’hanno aperte le irresponsabili divisioni del centrosinistra, mentre le destre erano andata tutte unite. Costruire un programma insieme e siglare a monte un patto politico mi pare indispensabile anche per questo».

Quando andrebbero fatte esattamente?

«Alla ripresa di settembre costruiamo insieme il programma e vediamo quel che accade con la legge elettorale. Anche perché mentre facciamo questa discussione agostana sulle primarie, segnalo che rischiamo che ci cambino la Costituzione, di fatto».

Si riferisce alla nuova legge elettorale?

«Esattamente. Vogliono che chi vince si prenda tutto, compresa l’elezione del prossimo presidente della Repubblica»

Roberto Speranza e Angelo Bonelli hanno proposto un partigiano.

«Rispetto le opinioni di tutti, ma il nostro problema è sfidare la destra e Meloni su un’idea alternativa di Italia».

Come si batte questa destra?

«Su un progetto per l’Italia che rimetta al centro la crescita, perché ci hanno portato alla stagnazione economica, che sostenga i redditi di chi lavora e la capacità produttiva delle imprese, perché bollette, energia e inflazione stanno strangolando gli italiani. E poi il diritto alla salute e un forte investimento sulla scuola e la formazione, le due vittime sacrificali della destra. Infine sicurezza, su cui Meloni e Salvini avevano fatto grandi promesse e dopo quattro anni non hanno più niente da offrire. L’Italia sta peggio rispetto al 2022».

Ma le battaglie sulla questione sociale portate avanti dal Pd smuoveranno i ceti popolari che non votano più?

«Serve sempre più efficacia, figuriamoci. Ma credo sia giusto non rincorrere Meloni sulle sue polemiche di distrazioni di massa e occuparci dei problemi degli italiani, visto che il governo non lo fa».

La premier l’ha attaccata estrapolando una sua frase sui ceti popolari che votano a destra. Cosa voleva dire?

«Mai mi sognerei di offendere chi ha meno o chi ha potuto studiare meno di altri perché significherebbe offendere la stessa storia dei miei genitori. Io ho solo fotografato ciò che è accaduto negli ultimi anni nel voto in Italia e nell’Occidente e cioè che le classi popolari hanno votato in maggioranza a destra piuttosto che a sinistra».

Era un monito alla sinistra?

«Sì, perché per tornare a vincere deve essere mai populista e più popolare, e rappresentare di più e meglio chi ha meno o ha avuto meno opportunità. Ed è quello che stiamo cercando di fare con Elly Schlein».

Cosa rivela questa polemica?

«Non stanno facendo nulla sul caro benzina e le misure sul gasolio sono talmente ridicole che Meloni ha bisogno di parlare d’altro. Una volta è l’Europa, una volta è la famiglia del bosco, stavolta è Bonaccini. Gli unici di cui non parla sono gli italiani e i loro problemi».

Leggi i commenti