L’AVANA – «Questo ospedale non assomiglia, né assomiglierà a tutti gli altri del Paese. Le sue funzioni, in primo luogo, sono assistenziali. Verrà offerta un’assistenza di massima qualità, al livello dei migliori al mondo». La frase di Fidel Castro, pronunciata nel 1982, campeggia all’entrata dell’ospedale Hermanos Ameijeiras, una torre di 25 piani nel cuore dell’Avana. Poco più in là, un’enorme immagine del leader rivoluzionario insieme al presidente Miguel Díaz-Canel accoglie i pazienti. È in questo luogo, tanto simbolico di Cuba quanto la Plaza de la Revolución, che viene sottoposto ad esami in queste ore Alessandro Di Battista. È un monumento per eccellenza alla sanità cubana, sul cui funzionamento pesa tanto il bloqueo del petrolio imposto da Donald Trump, quanto anni di mancati investimenti.
Tutte le stanze dedicate ai pazienti hanno una vista privilegiata sul Malecón e sul mare: sulla destra osservano il brulicare della calle San Lázaro e il quartiere di Centro Habana, sulla si…
L’AVANA – «Questo ospedale non assomiglia, né assomiglierà a tutti gli altri del Paese. Le sue funzioni, in primo luogo, sono assistenziali. Verrà offerta un’assistenza di massima qualità, al livello dei migliori al mondo». La frase di Fidel Castro, pronunciata nel 1982, campeggia all’entrata dell’ospedale Hermanos Ameijeiras, una torre di 25 piani nel cuore dell’Avana. Poco più in là, un’enorme immagine del leader rivoluzionario insieme al presidente Miguel Díaz-Canel accoglie i pazienti. È in questo luogo, tanto simbolico di Cuba quanto la Plaza de la Revolución, che viene sottoposto ad esami in queste ore Alessandro Di Battista. È un monumento per eccellenza alla sanità cubana, sul cui funzionamento pesa tanto il bloqueo del petrolio imposto da Donald Trump, quanto anni di mancati investimenti.
Tutte le stanze dedicate ai pazienti hanno una vista privilegiata sul Malecón e sul mare: sulla destra osservano il brulicare della calle San Lázaro e il quartiere di Centro Habana, sulla sinistra si intravedono i viali che si adagiano sul Vedado. Nei corridoi, la sera, i camici bianchi dei medici si muovono completamente al buio e si riflettono sulle piastrelle.
Nemmeno questa struttura, considerata uno dei centri di maggiore prestigio di Cuba, è sfuggita agli effetti della crisi energetica che attraversa il Paese, aggravata dalle difficoltà nell’approvvigionamento di carburante e dalle sanzioni imposte dagli Usa, che rendono difficili, tra le altre cose, il reperimento di medicinali.
Lavoratori, pazienti e familiari riconoscono che mantenere attivi i suoi servizi richiede uno sforzo sempre maggiore: «Persino nei tempi così duri che stiamo vivendo, finire in ospedale è l’ultima carta da giocare. Ma essere all’Ameijeiras fa sentire, in una certa misura, privilegiati, perché tutti sanno che è uno dei migliori ospedali di Cuba», afferma un paziente.
La struttura verticale dell’ospedale comporta una forte dipendenza dagli ascensori per trasferire i pazienti tra reparti, ambulatori, laboratori e aree diagnostiche. Di conseguenza, una maggiore dipendenza dall’energia elettrica. «A volte una procedura semplice finisce per richiedere ore perché bisogna aspettare un ascensore per spostare il paziente da un servizio all’altro», racconta un portavoce medico. «I ritardi si ripercuotono sull’esecuzione degli esami diagnostici, sulle valutazioni specialistiche e su altre procedure necessarie per il trattamento dei pazienti».
Le difficoltà sono però inferiori al diciannovesimo piano, dove è ricoverato l’ex deputato e giornalista italiano Alessandro Di Battista. Questo è il reparto dedicato ai pazienti stranieri particolarmente urgenti. Qui la mancanza di luce è più rara e, parallelamente, non mancano cibo e aria condizionata.