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Dario Franceschini: “Ho il morbo di Parkinson, ci convivo dal 2020”

Dario Franceschini: “Ho il morbo di Parkinson, ci convivo dal 2020”

Il senatore pd al Corriere della Sera: “La diagnosi è stata una botta tremenda. L’istinto è nascondersi ma non ci si può isolare, si deve continuare a vivere”

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«Ho il Parkinson». La testimonianza di Dario Franceschini a Fabrizio Roncone del Corriere della Sera ha acceso i riflettori su una malattia che in Italia riguarda 400mila persone. Bipartisan l’abbraccio della politica.

L’ex ministro della Cultura e ora senatore del Pd ha raccontato che la diagnosi è arrivata nel novembre 2020. «Una botta tremenda. Avevo avuto un infarto nel 2014, più qualche altro acciacco ben risolto. Però, insomma, si trattava di incidenti di percorso che un po’ tutti mettiamo in preventivo. Il Parkinson è una malattia diversa, ti accompagna per sempre». Nella sua lunga confessione Franceschini lancia questo messaggio: «Non isolatevi, continuate a vivere. È fondamentale non scoraggiarsi, svegliarsi al mattino con qualcosa da realizzare».

«Sebbene il Parkinson sia una malattia prevalentemente motoria, il trucco è proprio quello di non fermarsi», ha spiegato all’Ansa Monica Norcini, direttrice del Fresco Parkinson Institute Italia Ets. «Ad oggi numerosi studi dimostrano che l’attività fisica, associata ad una giusta terapia farmacologica, soprattutto se fatta in maniera aerobica, un minimo di 45 minuti al giorno, può contribuire a migliora la qualità di vita dei pazienti, favorendo una maggiore stabilità dei sintomi», aggiunge l’esperta.

«Anche se convive con una malattia difficile - spiega Matteo Renzi - Franceschini è in questo momento - come quasi sempre, peraltro - il parlamentare più lucido di tutti nella lettura della situazione politica». «Un’impagabile lezione di coraggio, dignità, forza», la definisce Giuseppe Conte, leader M5S. «Grazie per il coraggio, siamo tutti con te», scrive anche l’ex premier Enrico Letta. In tantissimi intervengono dal Pd, da Chiara Braga a Roberto Speranza, da Andrea Orlando a Goffredo Bettini. «Grazie Dario», afferma il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. E intervengono con affetto anche dal centro destra: da Roberto Calderoli della Lega a Maurizio Lupi di Noi Moderati. La speranza è che la testimonianza dia coraggio agli altri malati. «Chi parla della malattia accende un faro» ricorda Calderoli. «Nel 2013 ho reso pubblica la mia malattia, la mia battaglia, lunga, iniziata un anno prima, contro un difficile tumore, battaglia poi proseguita con altri problemi , con una quotidianità stravolta da cure, operazioni, medicine e tutto il resto. Ho apprezzato il coraggio e la dignità mostrate da Franceschini, cui rivolgo tutta la mia solidarietà e vicinanza»

La malattia «contrariamente a quello che si pensa, non riguarda esclusivamente la popolazione anziana. Un paziente su quattro si ammala prima dei 50 anni. Tra le patologie neurodegenerative il Parkinson è quella che è aumentata di più, i casi sono raddoppiati negli ultimi 15 anni e si stima un ulteriore aumento nei prossimi 15» ha spiegato Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro Parkinson, parkinsonismi e disturbi del movimento dell’Irccs San Raffaele di Roma, secondo il quale la scelta di Franceschini di rendere pubblica la sua malattia «è importante anche per superare lo stigma che può accompagnare il Parkinson». L’aumento dei casi «non può essere spiegato soltanto con l’allungamento della vita media, perché a crescere sono anche le diagnosi nelle persone tra i 40 e i 50 anni».

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