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Fn di Vannacci al raduno neonazi di Camelot a Trento. Bonelli: “Piantedosi applichi legge Mancino”

(ansa)
Il referente trentino del partito di Vannacci parteciperà all’evento in programma dal 3 al 6 settembre organizzato dal Veneto Fronte Skinheads che dovrebbe richiamare militanti dell’estrema destra da diversi Paesi europei
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Dopo l’organizzazione dello “Squadrismo fest”, ora l’evento con i neonazisti a Dro (Trento), in compagnia di una organizzazione classificata come terrorista dal governo inglese. Futuro nazionale ormai non fa più nulla per dissociarsi dall’estremismo nero e anzi, lo rivendica.Dal 3 al 6 settembre infatti va in scena “Ritorno a Camelot 2026”, l’appuntamento organizzato dal Veneto Fronte Skinheads che dovrebbe richiamare militanti dell’estrema destra da diversi Paesi europei. E che vedrà schierati almeno 120-140 uomini delle forze dell'ordine, come è emerso nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza riunito a Trento durante il quale sono state decise una serie di misure per la sicurezza e prescrizioni. La novità è che all’iniziativa parteciperà infatti anche il referente trentino di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale in pensione Roberto Vannacci. Ad annunciarlo, in un’intervista all’Adige, è stato lo stesso responsabile provinciale di Fn, Emilio Giulia…

Dopo l’organizzazione dello “Squadrismo fest”, ora l’evento con i neonazisti a Dro (Trento), in compagnia di una organizzazione classificata come terrorista dal governo inglese. Futuro nazionale ormai non fa più nulla per dissociarsi dall’estremismo nero e anzi, lo rivendica.Dal 3 al 6 settembre infatti va in scena “Ritorno a Camelot 2026”, l’appuntamento organizzato dal Veneto Fronte Skinheads che dovrebbe richiamare militanti dell’estrema destra da diversi Paesi europei. E che vedrà schierati almeno 120-140 uomini delle forze dell'ordine, come è emerso nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza riunito a Trento durante il quale sono state decise una serie di misure per la sicurezza e prescrizioni. La novità è che all’iniziativa parteciperà infatti anche il referente trentino di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale in pensione Roberto Vannacci. Ad annunciarlo, in un’intervista all’Adige, è stato lo stesso responsabile provinciale di Fn, Emilio Giuliana.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, commenta: «Giuliana ha aggiunto che il fatto che Blood & Honour sia classificata come organizzazione terroristica dal governo britannico per lui non sarebbe un problema. È una dichiarazione gravissima, che certifica come un partito che siede o ambisce a sedere in Parlamento europeo consideri irrilevante il fatto di muoversi nell’orbita di una rete neonazista sanzionata per terrorismo da un governo estero».

Il riferimento è a Blood and Honour, network internazionale neonazista nato nell’ambiente musicale skinhead e che compare nella galassia che ruota attorno all’evento. Dal gennaio 2025 il governo britannico lo ha inserito nella propria lista delle organizzazioni sottoposte a sanzioni nell’ambito della normativa antiterrorismo, disponendo il congelamento dei beni.

Nelle motivazioni, le autorità britanniche sostengono di avere ragionevoli motivi per ritenere Blood and Honour coinvolta in attività terroristiche: attraverso la diffusione di musica che promuove e incoraggia il terrorismo, la raccolta di fondi tramite eventi e attività di reclutamento.

Il raduno di Dro prevede quattro giorni di concerti della scena Rac, Rock Against Communism. Nella locandina compaiono una decina di band, tra cui Acciaio Vincente, Nativi, Topi Neri, Daspo, Sokyra Peruna e Gesta Bellica, oltre all’annuncio di altri «European special guests». Secondo Bonelli, nel materiale legato all’appuntamento ci sarebbero riferimenti alla Gioventù hitleriana e testi che inneggiano apertamente alla violenza politica: «Combatti, combatti fino alla morte», «Reagisci, reagisci a suon di botte», «Colpisci, colpisci il rosso infame», «Distruggi, distruggi chi ci vuole male!».

La vicenda è ora all’attenzione delle autorità trentine. Domani il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tornerà infatti a riunirsi per esaminare il raduno. Bonelli aveva già annunciato nei giorni scorsi un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendogli di impedirne lo svolgimento.

“Ritorno a Camelot”, del resto, ha una storia che viene da lontano. Già negli anni Novanta la galassia skinhead italiana e i suoi rapporti internazionali erano finiti sotto l’attenzione degli investigatori. Una manifestazione venne vietata nel 1992, mentre nel 2016 il raduno tornò a provocare polemiche a Revine Lago, nel Trevigiano, anche per la presenza annunciata di gruppi riconducibili alla scena di Blood & Honour.

Da qui la nuova richiesta al Viminale, questa volta con un riferimento esplicito alla legge Mancino: “Torno a chiedere al ministro Piantedosi di non fare finta di nulla e di applicarla fino in fondo. Il ministro dell’Interno ha il dovere di applicare la legge e di impedire che l’Italia diventi una zona franca per le organizzazioni e la propaganda neonazista”, aggiunge Bonelli.

Il tema però è anche politico: l'estremismo sfacciato di Fn, ora a braccetto addirittura con sospettati di terrorismo, allontana sempre di più la fiamma dell'ex militare dal resto del centrodestra.

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