“Ddl antisemitismo strumento per reprimere dissenso”. Presidio a Montecitorio per bloccare la legge
di Matteo PucciarelliFermare il disegno di legge sull’antisemitismo e impedire che la definizione dell’IHRA entri nell’ordinamento italiano trasformandosi, secondo i promotori della protesta, in uno strumento che limiti la libertà di critica nei confronti di Israele.
È l’obiettivo dell’appello sottoscritto da un ampio fronte di associazioni, sindacati, organizzazioni politiche e realtà del mondo dell’informazione che il 9 settembre, in concomitanza con la ripresa dell’esame del provvedimento in commissione Affari costituzionali alla Camera, promuoveranno una “maratona” di interventi davanti a Montecitorio.
Tra le adesioni figurano Amnesty International Italia, Arci, il sindacato dei giornalisti Fnsi, Stampa Romana, Flc-Cgil, Articolo 21, Rete No Bavaglio, Un Ponte Per, Rete italiana Pace e Disarmo e tre diverse organizzazioni ebraiche critiche verso il governo israeliano, Laboratorio Ebraico Antirazzista, Mai indifferenti - Voci ebraiche per la pace e Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale. A livello parti…
Fermare il disegno di legge sull’antisemitismo e impedire che la definizione dell’IHRA entri nell’ordinamento italiano trasformandosi, secondo i promotori della protesta, in uno strumento che limiti la libertà di critica nei confronti di Israele.
È l’obiettivo dell’appello sottoscritto da un ampio fronte di associazioni, sindacati, organizzazioni politiche e realtà del mondo dell’informazione che il 9 settembre, in concomitanza con la ripresa dell’esame del provvedimento in commissione Affari costituzionali alla Camera, promuoveranno una “maratona” di interventi davanti a Montecitorio.
Tra le adesioni figurano Amnesty International Italia, Arci, il sindacato dei giornalisti Fnsi, Stampa Romana, Flc-Cgil, Articolo 21, Rete No Bavaglio, Un Ponte Per, Rete italiana Pace e Disarmo e tre diverse organizzazioni ebraiche critiche verso il governo israeliano, Laboratorio Ebraico Antirazzista, Mai indifferenti - Voci ebraiche per la pace e Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale. A livello partitico, Avs e Rifondazione.
Il punto contestato è l’utilizzo della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance. Si tratta di una definizione nata come «giuridicamente non vincolante» e accompagnata da undici esempi: i promotori dell’appello ricordano come sette di questi riguardino, direttamente o indirettamente, Israele. Per questo rischierebbero, una volta recepiti per legge, di rendere più incerto il confine tra antisemitismo e critica politica allo Stato israeliano.
«Opporsi al ddl significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente», si legge nel documento. Sul testo al vaglio del Parlamento si sono ritrovati sulla stessa linea FdI, Lega, Fi e la minoranza riformista del Pd. La tesi dei contrari è che, invece, proprio per combattere efficacemente l’odio antiebraico sia necessario distinguerlo dalla denuncia delle azioni del governo Netanyahu e delle violazioni dei diritti dei palestinesi. Il rischio paventato è quello di trasformare la definizione di antisemitismo «in uno strumento per la repressione del dissenso politico», producendo inoltre forme di autocensura.
Nel mirino dei firmatari c’è soprattutto l’effetto che la norma potrebbe avere sul mondo della scuola e dell’università, sui giornalisti, sugli artisti e sulle associazioni impegnate nella solidarietà con la Palestina. Secondo l’appello potrebbero finire sotto pressione anche le campagne di boicottaggio come Bds e gli stessi gruppi ebraici che contestano le politiche israeliane partendo dalla memoria della Shoah e dalla lotta contro l’antisemitismo.
L’alternativa indicata è la Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo, elaborata nel 2021 da studiosi dell’antisemitismo, dell’Olocausto e del Medio Oriente. Una scelta già compiuta, il 31 marzo scorso, dall’Ordine dei giornalisti, che ha fatto propria la “Jerusalem Declaration” dismettendo il precedente riferimento alla definizione IHRA; formulazione che, sostengono i promotori dell’appello, permette di riconoscere e contrastare l’antisemitismo mantenendo più nettamente distinto il terreno della critica alle politiche di Israele. I firmatari ricordano inoltre che nell’ordinamento italiano esistono già strumenti penali contro l’odio e la discriminazione razziale, a partire dalla legge Mancino.
La richiesta al Parlamento è quindi di fermare il provvedimento. «Serve una presa di posizione pubblica», scrivono i promotori, chiamando alla mobilitazione «il mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport» e le realtà sociali, sindacali e politiche. Il presidio del 9 settembre davanti a Montecitorio vuole tenere insieme due rivendicazioni che i firmatari considerano inscindibili: «Proteggere davvero le persone ebree da ogni forma di odio» e impedire che la lotta all’antisemitismo possa diventare un limite alla libertà di espressione e alla denuncia delle politiche del governo israeliano.