Politica

Rosato: “Sì a un fronte comune contro le ingerenze di Putin, a rischio la nostra autonomia”

Ettore Rosato, Azione
Ettore Rosato, Azione 

Il deputato di Azione e segretario del Copasir: “Noi il ventre molle dell’Europa. In tv troppi commentatori raccontano menzogne senza contraddittorio”

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

1 minuti di lettura

“Che ci sia un’ingerenza russa sulla politica italiana è ormai acclarato. E preoccuparsi è doveroso per chi ha a cuore l’autonomia della nostra democrazia”. Ettore Rosato, deputato di Azione e segretario del Copasir, non ha dubbi sulla necessità di alzare il livello di attenzione sulle interferenze di Mosca.

Rosato, è preoccupato?

“Sì. Che ci sia un’ingerenza russa sulla politica italiana è acclarato. Preoccuparsi è doveroso per chi ha a cuore la politica e l’autonomia delle nostre istituzioni. E non è una questione che riguarda una parte politica: riguarda tutti”.

Che ruolo ha il generale Vannacci?

“Vannacci è un megafono di quello che dice il Cremlino sulla politica italiana. Sui social abbiamo denunciato più volte movimenti molto sospetti, che è difficile non ricondurre a un disegno preciso. Li abbiamo visti nelle campagne No Vax, poi nel sostegno alla Lega e oggi nelle campagne che spingono Vannacci. C’è un evidente sostegno a posizioni che coincidono con le politiche di Putin”.

Sta dicendo che Vannacci prende soldi dalla Russia?

“Questo, per serietà, non lo dico perché non ne ho le prove. E bisogna essere rigorosi su questo punto. Ma l’influenza politica è evidente e non riguarda soltanto Vannacci o la destra”.

A chi si riferisce?

“Dico con altrettanta chiarezza che il fatto che nessun leader della sinistra italiana sia mai andato a Kiev dimostra una debolezza e una sudditanza politica che non possiamo ignorare”.

L’Italia è più esposta degli altri paesi europei?

“Siamo il ventre molle dell’Europa. Basta guardare quello che accade ogni giorno nelle nostre televisioni: ci sono troppi commentatori che possono raccontare menzogne evidenti senza che ci sia un vero contraddittorio. E questo contribuisce a creare un terreno particolarmente favorevole alla propaganda”.

Che cosa bisognerebbe fare?

“Prima di tutto capire che non è una questione di parte. Difendere la nostra autonomia vale oggi nei confronti di Putin, ma domani potrebbe valere nei confronti di chiunque altro. Servono strumenti legislativi e di controllo adeguati. Ci sono strumenti sui quali si sta lavorando anche in Europa e su questo abbiamo registrato una disponibilità del sottosegretario Mantovano”.

Ma uno “scudo” contro la propaganda rischia di comprimere la libertà di opinione.

“È questo il punto più delicato. Bisogna trovare un equilibrio assoluto tra la necessità di contrastare le interferenze straniere e la libertà di opinione dei cittadini e dei partiti. È perfettamente legittimo avere idee diverse sull’Ucraina, sulla Russia o sulla politica estera. Altra cosa è che una potenza straniera condizioni il dibattito politico. È da quello che una democrazia deve difendersi”.

I commenti dei lettori