Cucciari via da Radio1: “Scelta editoriale”
di Giovanna VitaleUn addio a metà, ma con tanta amarezza. Che Geppi Cucciari non avrebbe più condotto Un giorno da pecora su Radio1 — restando però salda al timone di Splendida cornice su Rai2 — si sapeva già dai primi di agosto. Quando, dai nuovi palinsesti illustrati in Cda, era emersa la conferma di Nancy Brilli, che sin dallo scorso febbraio affianca Giorgio Lauro alla guida del seguitissimo talk satirico.
Ieri, tuttavia, il lungo sfogo social con cui la comica sarda si è accomiatata dal pubblico ha aggiunto una vena di mesta polemica. Che non può far gridare all’epurazione, come in principio si era sospettato, ma neppure fugare i dubbi sul perché, proprio ora, a una delle voci più amate del servizio pubblico non sia stato consentito di proseguire. Mutando in corsa le regole di ingaggio.
È la stessa Cucciari a segnalare che qualcosa è cambiato: «A settembre, dopo 11 anni, non tornerò ai microfoni di Un Giorno da pecora come avrei desiderato», scrive sulle sue bacheche virtuali. «Gli impegni di la…
Un addio a metà, ma con tanta amarezza. Che Geppi Cucciari non avrebbe più condotto Un giorno da pecora su Radio1 — restando però salda al timone di Splendida cornice su Rai2 — si sapeva già dai primi di agosto. Quando, dai nuovi palinsesti illustrati in Cda, era emersa la conferma di Nancy Brilli, che sin dallo scorso febbraio affianca Giorgio Lauro alla guida del seguitissimo talk satirico.
Ieri, tuttavia, il lungo sfogo social con cui la comica sarda si è accomiatata dal pubblico ha aggiunto una vena di mesta polemica. Che non può far gridare all’epurazione, come in principio si era sospettato, ma neppure fugare i dubbi sul perché, proprio ora, a una delle voci più amate del servizio pubblico non sia stato consentito di proseguire. Mutando in corsa le regole di ingaggio.
È la stessa Cucciari a segnalare che qualcosa è cambiato: «A settembre, dopo 11 anni, non tornerò ai microfoni di Un Giorno da pecora come avrei desiderato», scrive sulle sue bacheche virtuali. «Gli impegni di lavoro degli ultimi tre anni non mi hanno permesso di coprire tutta la stagione radiofonica, ma fino all’ultima edizione mi è sempre stato concesso di andare in diretta dalla sede Rai di Milano per metà stagione. Quest’anno, nonostante la mia rinnovata disponibilità, questa soluzione che mi consentiva di conciliare Un giorno da pecora con Splendida Cornice e gli altri impegni, non è stata ritenuta praticabile per ragioni editoriali. È stato deciso di avere qualcuno disponibile tutto l’anno».
La scelta è caduta quindi sull’attrice romana, che sembra avere un’impostazione — e soprattutto simpatie politiche — molto diverse. La nuova conduttrice ha difatti espresso più volte la sua stima per Giorgia Meloni: «Mi piace moltissimo, è una donna tutta d’un pezzo. Mi piace questa fierezza che vorrei vedere in tutte». E forse non è un caso se su Instagram, fra i 55 profili seguiti dalla presidente del Consiglio, in mezzo a esponenti di FdI e sovranisti vari, compaia proprio Brilli. Che è l’opposto di Cucciari, di cui si ricordano invece le battute virali contro esponenti di governo.
Indimenticabile il botta e risposta con l’allora ministro Sangiuliano durante la cerimonia del Premio Strega, quando ironizzò sul fatto che l’ex direttore del Tg2 non avesse ancora letto i libri in gara, pur avendoli votati. E altrettanto ironica era stata con il successore, Alessandro Giuli al Quirinale: «Molti sottolineano la sua potente retorica, il suo eloquio forbito, la parola che squadra da ogni lato l’animo nostro informe. In realtà sono sempre interventi cristallini, lei è l’unico ministro i cui interventi possono essere addirittura ascoltati al contrario come un disco dei Black Sabbath, e a volte migliorano».
Piena di rammarico la conclusione. «Mi dispiace, mi mancherà tantissimo la radio», si congeda Cucciari, ringraziando la redazione, la valanga di ospiti incontrati nel corso di quasi 2mila puntate, soprattutto gli ascoltatori, Poi, la promessa finale: «Ci ritroveremo, ne sono sicura». In tv, per adesso. In radio, è ormai game over.