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Fredda la platea di imprenditori a Cernobbio: “Monti ha surclassato Vannacci”

Mario Monti e Roberto Vannacci a Cernobbio

 (agf)

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Mazzoncini (A2a): “il generale poco concreto”. L’ex ministro Padoan: “Bello quello che ha detto l’ex premier. Tutti dovrebbero sentirlo”
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CERNOBBIO (COMO) – Se il consenso si misurasse in applausi, quella di Mario Monti a Cernobbio contro Roberto Vannacci sarebbe una vittoria a mani basse. Solo che poi, come spesso avviene con una platea misurata come quella degli imprenditori e manager del Forum Teha, non tutti sono disposti a tradurre gli applausi in dichiarazioni. «Monti ha vinto 6-0 6-0» sussurra un fan del tennis. Tra i primi a parlare c’è il presidente di Unicredit ed ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni, Pier Carlo Padoan: «Molto bello quello che ha detto Monti, tutti dovrebbero sentirlo».

Per Renato Mazzoncini, numero uno di A2a, gli applausi della platea a Monti dicono più di mille parole. «Mi occupo di energia - osserva - e quello di Vannac…

CERNOBBIO (COMO) – Se il consenso si misurasse in applausi, quella di Mario Monti a Cernobbio contro Roberto Vannacci sarebbe una vittoria a mani basse. Solo che poi, come spesso avviene con una platea misurata come quella degli imprenditori e manager del Forum Teha, non tutti sono disposti a tradurre gli applausi in dichiarazioni. «Monti ha vinto 6-0 6-0» sussurra un fan del tennis. Tra i primi a parlare c’è il presidente di Unicredit ed ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni, Pier Carlo Padoan: «Molto bello quello che ha detto Monti, tutti dovrebbero sentirlo».

Per Renato Mazzoncini, numero uno di A2a, gli applausi della platea a Monti dicono più di mille parole. «Mi occupo di energia - osserva - e quello di Vannacci mi è sembrato un discorso privo di concretezza. Da chi ha una visione autarchica e intende abbassare i prezzi dell’energia, mi aspetterei una presa di posizione a favore delle rinnovabili, tanto più in Italia. Invece si è schierato contro il Green deal», il grande patto europeo sulle energie pulite che per il leader di Futuro Nazionale è «da buttare al mare». «Quella di Cernobbio è una platea molto concreta e le affermazioni di Vannacci sono state spesso non motivate. Sull’energia, non ho proprio sentito idee interessanti» conclude Mazzoncini.

Quando gli si domanda del confronto tra Vannacci e Monti, l’ex presidente di Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) Stefano Besseghini ricorre a un proverbio: «Tra il dire e il fare c’è il mare e qui il mare è emerso chiaramente. Il Green deal ha costruito valore - nota Besseghini - poi, certo, a qualcuno può essere scappata la frizione e alcune cose possono essere riviste. Ma non si può dire che il Green deal non abbia portato a nulla. Oggi di tutto abbiamo bisogno tranne che di contrapposizioni violente».

Per Angelo Costa, ad della società di trasporti Arriva Italia, «Monti ha interpretato meglio la sensibilità della platea, suscitando le reazioni più favorevoli. Vannacci si è mosso con sicurezza, mostrando preparazione e abilità nel sostenere le proprie tesi. In diversi momenti, però, alla forza espositiva non è corrisposta un’analoga chiarezza delle soluzioni prospettate, soprattutto sui dossier economici più delicati. È rimasta la sensazione che alcuni passaggi richiedessero risposte più precise e convincenti». Il confronto «ha comunque rappresentato con evidenza due idee molto diverse dell’Italia e del rapporto con l’Europa».

Pure Giampiero Massolo, diplomatico e membro del cda di Banco Bpm, mette in luce le differenze di visione: per Monti, «l’Europa e la Costituzione sono funzionali a rispondere alle esigenze di sicurezza e prosperità dei cittadini. Per Vannacci l’Europa è disfunzionale. L’applausometro ha dato ragione a Monti ma non possiamo ignorare i consensi di Vannacci, non viviamo su Marte».

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