✕

Carfagna: “Assurdo l’invito di Cernobbio a Vannacci”

Mara Carfagna

 

Ascolta l'audio

La segretaria di Noi Moderati: “Pulsioni antidemocratiche” dall’ex militare. Al Forum Ambrosetti “cedimento dell’establishment”
2 minuti di lettura

Mara Carfagna, deputata e segretaria di Noi Moderati, risponde al telefono subito dopo aver visto l’appello alla politica di Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna lanciata da un cavalcavia dell’A1 dall’ex fidanzato. E allora diventa impossibile non partire da lì, da quel «grido di dolore straziante che deve impegnare le istituzioni a respingere ogni tentativo di riportare indietro l’Italia cancellando norme di civiltà come la legge contro i femminicidi». Poche ore prima Roberto Vannacci, il leader che da mesi va ripetendo che «il femminicidio non esiste», è stato accolto al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il tempio del potere economico sul Lago di Como, per un panel di primo piano con l’ex premier Mario Monti. E Carfagna, già ministra per le Pari opportunità, non se ne fa una ragione: «Mi sembra un cedimento di un certo establishment al vecchio vizio italiano della cortigianeria».

Valerio De Molli, amministratore delegato di Teha, dice che il leader di Fn è stato invitato “per a…

Mara Carfagna, deputata e segretaria di Noi Moderati, risponde al telefono subito dopo aver visto l’appello alla politica di Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna lanciata da un cavalcavia dell’A1 dall’ex fidanzato. E allora diventa impossibile non partire da lì, da quel «grido di dolore straziante che deve impegnare le istituzioni a respingere ogni tentativo di riportare indietro l’Italia cancellando norme di civiltà come la legge contro i femminicidi». Poche ore prima Roberto Vannacci, il leader che da mesi va ripetendo che «il femminicidio non esiste», è stato accolto al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il tempio del potere economico sul Lago di Como, per un panel di primo piano con l’ex premier Mario Monti. E Carfagna, già ministra per le Pari opportunità, non se ne fa una ragione: «Mi sembra un cedimento di un certo establishment al vecchio vizio italiano della cortigianeria».

Valerio De Molli, amministratore delegato di Teha, dice che il leader di Fn è stato invitato “per ascoltarlo”, non “per legittimarlo”.

«Il problema è che purtroppo abbiamo già tutti sentito quello che ha da dire Vannacci. Promuove pulsioni antidemocratiche fuori dal perimetro della Costituzione: razzismo, diseguaglianza e sessismo, anzi misoginia. Non mi stupisce tanto la sua partecipazione, quanto la passerella che gli è stata offerta».

Come se la spiega?

«Non me la spiego. Proprio perché conosco la serietà con cui lavora il Forum Ambrosetti. Chi, come loro, si occupa di indicare prospettive economiche e geopolitiche dovrebbe avere un rifiuto istintivo verso un personaggio che fa dell’intolleranza la propria bandiera ed è stato definito dal FT “il cavallo di Troia” di Putin in Europa».

Se è così impresentabile, perché Giorgia Meloni non dice chiaramente “mai con Vannacci”?

«La premier non deve rispondere a Vannacci, ma è stata molto chiara nell’affermazione di principi contrastanti rispetto a quelli propagandati dal generale. A partire dalla tutela della libertà femminile, ribadita a Bari».

Una parte della destra lascia la porta aperta. Finirà con voi?

«Io non lo vedo questo spiraglio, mi sembra che FI e Noi Moderati siano stati chiari. E nemmeno la Lega scalpita dopo il voltafaccia. Per me sarebbe un enorme problema. Non è sdoganabile».

Da sinistra c’è chi vi accusa di averlo creato voi, alimentando il conflitto sociale nel Paese.

«Non vedo su che elementi si basi quest’analisi. Sono convinta che una parte del consenso di Fn dipenda dalla richiesta di sicurezza e dal fenomeno di un’immigrazione che fa fatica ad integrarsi. Questioni non risolvibili in quattro anni: noi teniamo la guardia alta».

Qual è la proposta di Vannacci che la disturba di più?

«Straordinariamente grave è la convinzione che non serva il reato di femminicidio. Il prossimo passo? Reintrodurre il delitto d’onore?»

Poi c’è il “patriarcato mediterraneo”: uomini forti per difendere le donne?

«Mi verrebbe da ridere se non fossero idee scritte in un programma politico: nega il principio costituzionale di pari dignità e diritti tra uomini e donne».

L’altra battaglia di Fn è contro le quote rosa: ma quelle non sono mai piaciute nemmeno a destra.

«Nessuna donna vuole ricoprire un ruolo perché lo prevede la legge. Ma talvolta è necessario. Da ministra ho promosso la legge Golfo-Mosca per incentivare la presenza femminile nei Cda: oggi è più del 40% indicato dal provvedimento. È servito».

Eppure, state reintroducendo le preferenze senza prevedere l’alternanza di genere tra i capilista.

«Non è determinante. Le quote del 60-40 nel Rosatellum sono state aggirate con le pluricandidature. Se ne lamentarono le donne del Pd».

Appunto, si potrebbero prevedere le quote e abolire le pluricandidature.

«Nessuna legge elettorale può garantire un equilibrio di genere che rimane una responsabilità dei partiti. È dentro le forze politiche che le donne devono condurre la propria battaglia».

Leggi i commenti