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“Vada a Dongo e ricordi come finì quel regime”. Schlein sferza Vannacci

La segretaria del Partito Democrativo Elly Schlein durante il Forum L'Altra Cernobbio - Sbilanciamoci all'Oratorio san Giuseppe. Cernobbio, 05/09/2026 (agf)

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Le cinque proposte Pd per affrontare le crisi su energia e clima:“Sono la stessa battaglia”
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CERNOBBIO (COMO) – Tre del pomeriggio, 30 gradi all’ombra: il ramo del lago di Como è lo stesso, ma le due sponde non potrebbero essere più distanti. Roberto Vannacciha appena finito di duellare con Mario Monti nella sontuosa Villa d’Este zeppa di imprenditori e banchieri quando, a non più di 300 metri in linea d’aria, Elly Schlein arriva all’oratorio San Giuseppe affollato di attivisti.

È qui che decine di associazioni riunite sotto l’ombrello di “Sbilanciamoci!” e della Rete italiana pace e disarmo organizzano da anni, in simultanea, l’Altra Cernobbio: per promuovere un modello di economia fondata su giustizia sociale, sostenibilità ambientale e redistribuzione della ricchezza, alternativo al neo-liberismo dominante. Per la segretaria del Pd, attesa stamattina al forum Teha con gli altri leader d’opposizione, un appuntamento fisso. Al quale stavolta ha chiesto lei di partecipare: in questa edizione gli ospiti politici non erano previsti, ma per Elly hanno fatto un’eccezione.

Schlei…

CERNOBBIO (COMO) – Tre del pomeriggio, 30 gradi all’ombra: il ramo del lago di Como è lo stesso, ma le due sponde non potrebbero essere più distanti. Roberto Vannacciha appena finito di duellare con Mario Monti nella sontuosa Villa d’Este zeppa di imprenditori e banchieri quando, a non più di 300 metri in linea d’aria, Elly Schlein arriva all’oratorio San Giuseppe affollato di attivisti.

È qui che decine di associazioni riunite sotto l’ombrello di “Sbilanciamoci!” e della Rete italiana pace e disarmo organizzano da anni, in simultanea, l’Altra Cernobbio: per promuovere un modello di economia fondata su giustizia sociale, sostenibilità ambientale e redistribuzione della ricchezza, alternativo al neo-liberismo dominante. Per la segretaria del Pd, attesa stamattina al forum Teha con gli altri leader d’opposizione, un appuntamento fisso. Al quale stavolta ha chiesto lei di partecipare: in questa edizione gli ospiti politici non erano previsti, ma per Elly hanno fatto un’eccezione.

Schlein ha ancora nelle orecchie le dichiarazioni dell’ex generale di brigata, la retorica nazionalista, i suoi propositi distruttivi nei confronti dell’Europa, e non riesce a trattenere l’insofferenza. «Visto che Vannacci è da queste parti, gli suggerirei di andare a far visita a Dongo per ricordarsi la fine della storia di cui sembrano tanto nostalgici», attacca entrando nel piccolo atrio assediato dai cronisti. Inutile dire a cosa si riferisca. Alla tragedia del Ventennio fascista, concluso con la cattura del Duce a pochi chilometri da qui: epilogo che sembra non aver insegnato nulla a questi anacronistici epigoni di Mussolini. «La fine è una fuga, nascosti da vigliacchi», prosegue la leader dem, «dopo aver devastato il Paese, dopo averlo macchiato con la dittatura, le deportazioni, le leggi razziali, la collaborazione con Hitler. Basta conoscerla la storia», sibila prima di salire sul palco.

Non sfugge a Schlein cosa rappresenti Futuro nazionale per l’attuale maggioranza: una spina nel fianco e, insieme, il principale ostacolo a un’eventuale riconferma alle prossime politiche. E non sarà certo lei a rimuoverlo. Anche perché, ragionano i suoi, ci sta già pensando FdI in Parlamento, cucendosi su misura una legge elettorale che — tramite l’introduzione del ballottaggio — gli consenta di intercettare al secondo turno i voti dell’ex militare, risparmiandosi l’imbarazzo di stringere un accordo elettorale. Matteo Renzi sul punto è chiarissimo: «Può Meloni andare a elezioni con uno che è alleato con quelli che nessuno in Europa vuol vedere? Secondo me no», riflette il leader di Iv alla festa dell’Unità di Milano, invitando a guardare le assonanze tra «il programma sui bambini con disabilità nelle scuole di AfD» e quello di Vannacci che propone di «buttarli fuori dalle classi dei bimbi cosiddetti normodotati, una cosa insopportabile».

Non è neppure l’unico rischio che corre il Paese. «In questa rincorsa a destra tra Meloni, Salvini e Vannacci, chi paga il conto sono gli italiani», insiste intanto Schlein all’Altra Cernobbio. «Perché non è che Vannacci dica cose diverse da ciò che dicevano Meloni e Salvini prima di andare al governo. E si è visto dove portano quelle idee». Sull’orlo di un precipizio. «Quattro anni dopo stiamo peggio», incalza la segretaria del Pd: «L’economia è ferma, la crescita zero nonostante il Pnrr, la produzione industriale in calo costante. Ieri sono arrivate 2.500 lettere di licenziamento ai lavoratori dell’indotto ex Ilva ed Electrolux ha confermato 1.450 esuberi con la chiusura dello stabilimento a Cerreto d’Esi». La fotografia di un disastro. «E cos’ha fatto il governo? Solo propaganda», prosegue. «Non uno straccio di politica industriale, nulla per aumentare i salari che sono tra i più bassi d’Europa, nulla per abbassare le bollette che invece sono le più alte».

Ma ora la musica potrebbe cambiare: «Insieme alle altre forze progressiste stiamo costruendo un’alternativa che rimetta al centro i bisogni concreti degli italiani», garantisce Schlein: «La sanità pubblica che va difesa dai tagli, scuola, istruzione, ricerca, innovazione. Mentre Meloni è intenta a autocelebrarsi, chi si occupa dei problemi degli italiani?». La risposta è scontata: lo farà la coalizione progressista. Grazie anche alle cinque proposte, studiate dal Pd per combattere i cambiamenti climatici e rendere più efficienti le reti energetiche, abbassando le tasse sull’elettricità, da finanziare con i 14 miliardi di flessibilità concessa da Bruxelles. Oggi lo ribadirà anche a Villa d’Este: Vannacci è alle porte, fidatevi di noi.

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