Ddl antisemitismo, riparte l’iter parlamentare. Il centrosinistra teme nuove divisioni
di Serena RiformatoIl percorso del ddl antisemitismo riparte mercoledì 9 settembre in commissione Affari costituzionali alla Camera e nel centrosinistra si prepara la replica dello psicodramma del Senato.
Nelle puntate precedenti. A marzo il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge contro l’antisemitismo con 105 sì, 24 no e 21 astenuti. Hanno votato a favore il centrodestra, Azione, Iv e una minoranza dem di area riformista: Graziano Delrio, Walter Verini, Sandra Zampa, Filippo Sensi, Alfredo Bazoli e Pier Ferdinando Casini. La maggioranza Pd si è astenuta. Contrari M5s e Avs.
Rispetto alla prima versione, il testo a prima firma del capogruppo leghista Massimiliano Romeo è stato ripulito dai nodi più problematici: non contiene divieti alle manifestazioni né sanzioni penali. In questo modo si è avvicinato alle proposte presentate dal dem Graziano Delrio (scintilla di un complicato dibattito nel Pd) e dal senatore di Italia viva Ivan Scalfarotto.
Il cuore del provvedimento è condiviso da t…
Il percorso del ddl antisemitismo riparte mercoledì 9 settembre in commissione Affari costituzionali alla Camera e nel centrosinistra si prepara la replica dello psicodramma del Senato.
Nelle puntate precedenti. A marzo il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge contro l’antisemitismo con 105 sì, 24 no e 21 astenuti. Hanno votato a favore il centrodestra, Azione, Iv e una minoranza dem di area riformista: Graziano Delrio, Walter Verini, Sandra Zampa, Filippo Sensi, Alfredo Bazoli e Pier Ferdinando Casini. La maggioranza Pd si è astenuta. Contrari M5s e Avs.
Rispetto alla prima versione, il testo a prima firma del capogruppo leghista Massimiliano Romeo è stato ripulito dai nodi più problematici: non contiene divieti alle manifestazioni né sanzioni penali. In questo modo si è avvicinato alle proposte presentate dal dem Graziano Delrio (scintilla di un complicato dibattito nel Pd) e dal senatore di Italia viva Ivan Scalfarotto.
Il cuore del provvedimento è condiviso da tutti: «La Repubblica rifiuta ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a reprimerne qualunque espressione». Qual è allora il pomo della discordia? Il testo utilizza la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra) che include, tra gli indicatori, alcune forme di critica allo Stato di Israele. Inaccettabile per Pd, Avs e M5s. O meglio, per parte del Pd.
Anche alla Camera potrebbero esserci dei distinguo, almeno un paio di deputati tentati dal voto favorevole al provvedimento. E qualcuno vorrebbe andare anche oltre la linea dell’astensione e votare no. Certamente è la spinta che arriva dai Giovani democratici: gli under 30 del partito parteciperanno alla “maratona” di interventi davanti a Montecitorio, indetta per mercoledì da un ampio fronte di associazioni, sindacati, organizzazioni politiche e realtà del mondo dell’informazione. Tra le adesioni figurano Amnesty International Italia, Arci, il sindacato dei giornalisti Fnsi, Stampa Romana, Flc-Cgil, Articolo 21, Rete No Bavaglio, Un Ponte Per, Rete italiana Pace e Disarmo e tre diverse organizzazioni ebraiche critiche verso il governo israeliano, Laboratorio Ebraico Antirazzista, Mai indifferenti - Voci ebraiche per la pace e Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale. A livello partitico, Avs e Rifondazione.