Dopo il primo annuncio, si passa ai fatti: ora, infatti, la battaglia per riprendersi la vecchia Lega Nord passa anche da un nuovo sito e dalla richiesta dei libri contabile. Da oggi è online comitatofederale.org, la piattaforma attraverso il quale il “Comitato per il Congresso Federale” apre la raccolta delle adesioni alla richiesta di convocare il congresso della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Informalmente, in questi giorni, sono già state raccolte circa 300 firme. Ma ora l’obiettivo è metterle nero su bianco e soprattutto capire quanti soci ordinari militanti siano pronti a sostenere formalmente l’iniziativa.
Il sito permette infatti di aderire come soci sostenitori, soci ordinari militanti (som) oppure semplici simpatizzanti ed elettori, attraverso la condivisione della propria carta di identità. Ma è la categoria dei “som” quella decisiva nella partita che il Comitato presieduto dall’ex parlamentare Gianluca Pini ha aperto contro l’attuale gestione del vecchio parti…
Dopo il primo annuncio, si passa ai fatti: ora, infatti, la battaglia per riprendersi la vecchia Lega Nord passa anche da un nuovo sito e dalla richiesta dei libri contabile. Da oggi è online comitatofederale.org, la piattaforma attraverso il quale il “Comitato per il Congresso Federale” apre la raccolta delle adesioni alla richiesta di convocare il congresso della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Informalmente, in questi giorni, sono già state raccolte circa 300 firme. Ma ora l’obiettivo è metterle nero su bianco e soprattutto capire quanti soci ordinari militanti siano pronti a sostenere formalmente l’iniziativa.
Il sito permette infatti di aderire come soci sostenitori, soci ordinari militanti (som) oppure semplici simpatizzanti ed elettori, attraverso la condivisione della propria carta di identità. Ma è la categoria dei “som” quella decisiva nella partita che il Comitato presieduto dall’ex parlamentare Gianluca Pini ha aperto contro l’attuale gestione del vecchio partito, commissariato dal super salviniano Igor Iezzi.
Il motivo sta nell’incrocio tra lo statuto della Lega Nord e il Codice civile. Lo statuto stabilisce che il Congresso federale è l’organo rappresentativo di tutti i soci e deve essere convocato ordinariamente ogni cinque anni. L’ultimo si tenne a Milano il 21 dicembre 2019, quando venne sancita la coesistenza tra la vecchia Lega Nord e la nuova Lega per Salvini premier e l’attività politica venne di fatto trasferita a quest’ultima. Da allora il vecchio movimento è affidato, per l’appunto, a una gestione commissariale. Di fatto è una struttura dormiente, che sta ripagando il debito con lo Stato dei famosi 49 milioni di euro e alla quale diverse migliaia di persone continuano a destinare il proprio 2 per mille.
Secondo i promotori, comunque, il termine ordinario previsto dallo statuto è ormai ampiamente trascorso. Ma lo statuto non prevede che un determinato numero di firme dei militanti faccia automaticamente scattare il congresso. Qui allora entra in gioco l’articolo 20 del Codice civile, la strada sulla quale il Comitato intende muoversi: la norma prevede che la convocazione dell’assemblea debba avvenire quando ne faccia richiesta motivata “almeno un decimo degli associati” e che, se gli amministratori non provvedono, può essere ordinata dal presidente del tribunale.
Per questa ragione la raccolta firme da iniziativa politica può trasformarsi in battaglia legale. Il problema è stabilire quanti siano oggi i soci della Lega Nord. Lo stesso Pini ha ammesso di non saperlo. Ed è proprio per questo che insieme alla convocazione del congresso il Comitato ha chiesto al commissario federale e all’amministratore federale l’esibizione dei libri sociali, a partire dal libro dei soci e dai verbali degli organi collegiali. Serve a «verificare la consistenza della base sociale e la regolarità della gestione», scrivono i promotori. Ma serve anche, molto concretamente, a sapere quante firme rappresentino quel fatidico dieci per cento.
Trecento, dunque, potrebbero essere tante oppure poche. Se i soci fossero 3 mila, sarebbero già sufficienti; se fossero 10 mila ne servirebbero mille. Nel conto utile ai fini dell’articolo 20 non entrano i semplici elettori o simpatizzanti che possono aderire al Comitato: ciò che conta è quanti dei firmatari possano effettivamente qualificarsi come associati della Lega Nord.
Pini, che fu anche “segretario nazionale” della Lega Romagna – le regioni del nord venivano denominate nazioni nel vecchio Carroccio - conosce bene questo terreno. Nel 2022 aveva già tentato la via giudiziaria chiedendo al tribunale di Milano di imporre la convocazione del congresso. Quel ricorso urgente venne dichiarato inammissibile per la strada processuale utilizzata, senza arrivare a una decisione nel merito. Stavolta il Comitato prepara il terreno in maniera diversa: raccolta delle adesioni, richiesta dei libri sociali e, se necessario, ricorso facendo leva proprio sull’articolo 20. Il primo passo formale è stato compiuto il primo settembre, quando la richiesta motivata di convocazione e quella di esibizione dei libri sono state trasmesse ai vertici della Lega Nord. Senza ricevere alcuna risposta, per ora.
Dietro la disputa statutaria resta naturalmente la posta politica. La Lega Nord è un soggetto distinto dalla Lega per Salvini premier e soprattutto è ancora titolare dello storico simbolo con Alberto da Giussano, concesso in uso al nuovo partito. Per questo il congresso non sarebbe soltanto un’assemblea di reduci. Potrebbe ricostituire gli organi del vecchio movimento, eleggere nuovi vertici e riaprire la discussione sulla gestione del suo patrimonio politico e simbolico. È il vecchio guscio della Lega che qualcuno vorrebbe tornare a riempire, senza l’“ingombro” di Salvini.