Polemica per alcune bandiere di Hamas e Hezbollah spuntate ieri davanti a Montecitorio durante il sit-in contro il ddl antisemitismo. Con il centrodestra che va all’attacco di Pd e M5S, per via della presenza di alcuni esponenti dei due partiti al presidio che ha unito più di duecento sigle, tra associazioni, organizzazioni sindacali e forze politiche, sotto lo slogan “Criticare Israele non è antisemitismo”. Proprio ieri il ddl, già approvato al Senato, è arrivato in commissione Affari costituzionali alla Camera dove è iniziata la discussione con il voto poi slittato alla prossima settimana. Un provvedimento che continua a dividere il Pd, tanto che i dem preparano una riunione del gruppo per provare a ricucire. «Serviranno alcuni passaggi interni», tagliano corto alcune fonti parlamentari.
Nel frattempo, fuori dal palazzo, si è accesa la protesta. «Stop al genocidio», «Difendiamo il diritto di critica sempre» recitano alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti che si sono coperti la…
Polemica per alcune bandiere di Hamas e Hezbollah spuntate ieri davanti a Montecitorio durante il sit-in contro il ddl antisemitismo. Con il centrodestra che va all’attacco di Pd e M5S, per via della presenza di alcuni esponenti dei due partiti al presidio che ha unito più di duecento sigle, tra associazioni, organizzazioni sindacali e forze politiche, sotto lo slogan “Criticare Israele non è antisemitismo”. Proprio ieri il ddl, già approvato al Senato, è arrivato in commissione Affari costituzionali alla Camera dove è iniziata la discussione con il voto poi slittato alla prossima settimana. Un provvedimento che continua a dividere il Pd, tanto che i dem preparano una riunione del gruppo per provare a ricucire. «Serviranno alcuni passaggi interni», tagliano corto alcune fonti parlamentari.
Nel frattempo, fuori dal palazzo, si è accesa la protesta. «Stop al genocidio», «Difendiamo il diritto di critica sempre» recitano alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti che si sono coperti la bocca per dire «no ai bavagli». Cinque minuti di «rumore» con fischietti e sirene hanno dato il via alla manifestazione . Ma tra slogan a favore di una Palestina libera e tante bandiere nere, rosso, bianche e verdi, ne è comparsa qualcuna anche di Hamas e Hezbollah. Immediata la protesta degli altri partecipanti. «Quelle bandiere non rappresentavano il sentimento comune di quella piazza» commenta Maya Issa, presidente del Movimento degli studenti palestinesi in Italia, tra gli organizzatori. Episodi che condanna fermamente anche la deputata del Pd, Laura Boldrini, presente al sit-in. «E mi fa piacere - aggiunge - che sia stata la stessa piazza, gremita, a dissociarsi da quei pochi elementi autori di questi gesti».
Diversa lettura arriva dal centrodestra che coglie l’occasione per polemizzare con la minoranza. La presenza delle opposizioni è «molto grave», attacca il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, esortando ad approvare il ddl «il prima possibile» per «smontare la campagna di menzogne in atto» sui limiti alla libertà di critica a Israele. Galeazzo Bignami alza il tiro: Schlein e Conte, incalza il capogruppo di FdI alla Camera, prendano le distanze da una piazza diventata «un megafono» per chi inneggia al terrorismo.