ROMA – L’Italia si sfila dal gruppo di 12 Paesi che ieri hanno deciso di sanzionare i coloni israeliani in Cisgiordania e di «imporre restrizioni nazionali al commercio di merci con insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale», come recita il comunicato dell’iniziativa capitanata dal Regno Unito e dalla Francia.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che l’Italia non si unirà all’iniziativa dei 12 perché vuole arrivare a una decisione comune europea «anche in materia commerciale, altrimenti si rischia di distorcere il mercato interno». «Gli inglesi», ha detto il capo della Farnesina, «non fanno parte dell’Unione Europea».
Contro la scelta del governo si è schierato il leader del movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che ha chiesto alla maggioranza di «mostrare un briciolo di dignità« e «approvare» il progetto di legge depositato dalle opposizioni in Parlamento «per procedere con le sanzioni».
Durissima la segretaria del Pd Elly Schlein dalla festa di Avs: «Io …
ROMA – L’Italia si sfila dal gruppo di 12 Paesi che ieri hanno deciso di sanzionare i coloni israeliani in Cisgiordania e di «imporre restrizioni nazionali al commercio di merci con insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale», come recita il comunicato dell’iniziativa capitanata dal Regno Unito e dalla Francia.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che l’Italia non si unirà all’iniziativa dei 12 perché vuole arrivare a una decisione comune europea «anche in materia commerciale, altrimenti si rischia di distorcere il mercato interno». «Gli inglesi», ha detto il capo della Farnesina, «non fanno parte dell’Unione Europea».
Contro la scelta del governo si è schierato il leader del movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che ha chiesto alla maggioranza di «mostrare un briciolo di dignità« e «approvare» il progetto di legge depositato dalle opposizioni in Parlamento «per procedere con le sanzioni».
Durissima la segretaria del Pd Elly Schlein dalla festa di Avs: «Io penso che sia vergognoso che quest’oggi nell’elenco dei Paesi mancava l’Italia. Ed è vergognoso che ancora una volta questo governo abbia perso l’occasione di difendere il diritto internazionale e di non avere doppi standard».
Durante la guerra a Gaza, e poi con l’esplosione delle violenze degli estremisti ebrei in Cisgiordania, l’Italia e la Germania sono stati tra i Paesi europei più reticenti nell’adottare misure sanzionatorie contro il governo israeliano e gli insediamenti illegali nella West Bank.
Nell’ultimo anno la costruzione di insediamenti illegali in Cisgiordania si è accelerata in maniera significativa, complici gli ingenti finanziamenti statali e l’enorme influenza che il movimento dei coloni ha acquisito sulla politica e le forze di sicurezza israeliane. Solo a luglio, il governo Netanyahu ha approvato 34 nuove colonie, illegali secondo il diritto internazionale.
Ad agosto, l’Italia aveva firmato insieme a Francia e Germania un comunicato di condanna del progetto di insediamenti illegali E1, tra Gerusalemme Est e Ma’ale Adumim, che spezzerà in due la Cisgiordania, dividendo il nord dal sud, e isolando Gerusalemme.
Per usare le parole dello stesso ministro delle finanze israeliano, Smotrich, l’E1 è un «chiodo sulla bara» dello Stato palestinese. Ma a quella condanna non sono seguiti i fatti.