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Vannacci dai poliziotti, imbarazzo di Chigi e Viminale: “Inaccettabile, all’oscuro dell’iniziativa”

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Al Dipartimento di pubblica sicurezza non risultava che all’iniziativa dovesse partecipare anche il questore di Torino, Massimo Gambino
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ROMA – Quando ieri mattina hanno letto la notizia sul sito di Repubblica, al governo hanno fatto un salto sulla sedia. Prima negli ufficio del Dipartimento di pubblica sicurezza. Subito dopo a Palazzo Chigi, da dove è arrivata un’immediata richiesta di spiegazioni. E di un passo indietro. Perché di un pezzo importante di quella storia a Roma nessuno sapeva nulla. O meglio: al Viminale erano informati che a Torino era in programma un convegno organizzato da un sindacato di polizia al quale avrebbe partecipato Roberto Vannacci. E fin qui nessun problema. Vannacci è un europarlamentare, nessuno può certo negargli un diritto di tribuna. E il tema dell’incontro, la sicurezza, rendeva del tutto legittima anche la scelta della sede.

Quello che ai vertici del Dipartimento non risultava era ciò che era accaduto dopo. Il 7 settembre la Questura di Torino, con una comunicazione indirizzata a vari uffici della Polizia di Stato e alle organizzazioni sindacali, aveva reso noto che la giornata sareb…

ROMA – Quando ieri mattina hanno letto la notizia sul sito di Repubblica, al governo hanno fatto un salto sulla sedia. Prima negli ufficio del Dipartimento di pubblica sicurezza. Subito dopo a Palazzo Chigi, da dove è arrivata un’immediata richiesta di spiegazioni. E di un passo indietro. Perché di un pezzo importante di quella storia a Roma nessuno sapeva nulla. O meglio: al Viminale erano informati che a Torino era in programma un convegno organizzato da un sindacato di polizia al quale avrebbe partecipato Roberto Vannacci. E fin qui nessun problema. Vannacci è un europarlamentare, nessuno può certo negargli un diritto di tribuna. E il tema dell’incontro, la sicurezza, rendeva del tutto legittima anche la scelta della sede.

Quello che ai vertici del Dipartimento non risultava era ciò che era accaduto dopo. Il 7 settembre la Questura di Torino, con una comunicazione indirizzata a vari uffici della Polizia di Stato e alle organizzazioni sindacali, aveva reso noto che la giornata sarebbe stata conteggiata tra le sei annualmente disponibili per l’aggiornamento professionale. In sostanza, chi avesse partecipato al convegno con Roberto Vannacci avrebbe potuto farlo utilizzando una delle giornate di formazione previste per gli agenti. Di quella comunicazione, però, Roma non era stata informata. Così come al Dipartimento non risultava che all’iniziativa dovesse partecipare anche il questore di Torino, Massimo Gambino.

A quel punto negli uffici del Viminale sono andati a recuperare la locandina che era stata trasmessa per informare dell’iniziativa. E hanno verificato che effettivamente non c’era alcun riferimento né alla presenza del Questore, né alla possibilità di conteggiare il convegno come aggiornamento professionale. È lì che è scattata la linea dura. Con una mossa irrituale, il Dipartimento ha diffuso una nota per mettere nero su bianco due cose: il questore non parteciperà all’incontro e la giornata non sarà considerata valida ai fini dell’aggiornamento.

Una strada per certi versi stretta. Perché in passato, per iniziative in qualche modo assimilabili, la possibilità di utilizzare le giornate di aggiornamento era stata concessa e la presenza di rappresentanti dell’amministrazione non aveva provocato reazioni di questo tipo. Ma questa volta hanno pesato il clamore mediatico, il momento politico e soprattutto la linea che il capo della Polizia Vittorio Pisani ha cercato di imporre fin dal suo insediamento: tenere la Polizia fuori dalla contesa. Da qui il no arrivato direttamente da Roma con Chigi direttamente sul dossier.

Una decisione che inevitabilmente mette in difficoltà Massimo Gambino. Arrivato a Torino lo scorso gennaio, il questore era stato mandato in una delle sedi più delicate d’Italia anche per gestire la partita dello sgombero del centro sociale Askatasuna e, più in generale, una piazza da tempo ad altissima tensione. I primi mesi, però, sono stati tutt’altro che tranquilli. Fino alle giornate esplosive dell’estate in Val di Susa, con gli scontri durante le proteste No Tav e la presenza dell’area legata ad Askatasuna. Chissà come avrebbe voluto formare gli agenti il generale Vannacci.

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