«Capisco chi è deluso perché si aspettava di più, ma niente contestazioni a Pontida, che è sacra soprattutto per i nordisti», dice Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera.
Da settimane monta il malessere di un pezzo di partito nei confronti del leader. Soprattutto nel Settentrione. Questo dissenso rischia di manifestarsi perfino nella vostra manifestazione clou, il 20 settembre?
«Guardi, indipendentemente dal fatto che ci sia dissenso o no, Pontida è un luogo sacro soprattutto per chi è legato alla storia della Lega Nord, quindi fa suoi i temi dell’autonomia, della territorialità, del nordismo. Per questo sono convinto che nessuno abbia intenzione di rovinare un momento sacro, come il raduno sul pratone. A maggior ragione a pochi mesi dalle Politiche».
Il suo omologo Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, è critico con Salvini. Rischia il posto. Deve restare?
«Lo decideranno i senatori. Io gli auguro di restare, ma la scelta spetta al gruppo in Senato e al segretario».…
«Capisco chi è deluso perché si aspettava di più, ma niente contestazioni a Pontida, che è sacra soprattutto per i nordisti», dice Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera.
Da settimane monta il malessere di un pezzo di partito nei confronti del leader. Soprattutto nel Settentrione. Questo dissenso rischia di manifestarsi perfino nella vostra manifestazione clou, il 20 settembre?
«Guardi, indipendentemente dal fatto che ci sia dissenso o no, Pontida è un luogo sacro soprattutto per chi è legato alla storia della Lega Nord, quindi fa suoi i temi dell’autonomia, della territorialità, del nordismo. Per questo sono convinto che nessuno abbia intenzione di rovinare un momento sacro, come il raduno sul pratone. A maggior ragione a pochi mesi dalle Politiche».
Il suo omologo Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, è critico con Salvini. Rischia il posto. Deve restare?
«Lo decideranno i senatori. Io gli auguro di restare, ma la scelta spetta al gruppo in Senato e al segretario».
Non vede insofferenza per la questione settentrionale un po’ messa da parte?
«Diciamo che se l’autonomia differenziata l’approviamo è grazie alla Lega. Oggi abbiamo discusso di estendere al Nord la Zes, proposta del federale, anche dei governatori. Meloni è stata costretta ad aprire dopo che abbiamo presentato la proposta. Magari qualcuno può essere deluso perché si aspettava di più, però dico questo: senza la Lega la questione del Nord non esisterebbe. Quindi se qualcuno ha a cuore la questione del Nord non può che lavorare per la Lega e votarla».
Con Salvini leader?
«Abbiamo fatto un congresso un anno fa, l’argomento è stato ampiamente sviscerato sui giornali, il segretario ha detto che ha intenzione di andare avanti fino a fine mandato. Non mi pare che sia messo in discussione più di tanto».
Si iscriverà all’associazione del Nord?
«Io sono capogruppo alla Camera e segretario del partito in Piemonte, che è la terza regione per numeri e voti della Lega. E nessuno me ne ha mai parlato».
Fontana e Romeo ne discutono apertamente.
«L’ho letto sui giornali, ma mi risulta che oggi Salvini abbia incontrato i governatori e sia uscita una comunità d’intenti sul fare un programma elettorale insieme. Non vedo tutte queste tensioni».
Qualche tensione con gli alleati sì. Come sulla tassa sugli extraprofitti, che volete usare anche per rivedere la Fornero.
«È fondamentale che in questa ultima legge di bilancio diamo risposte concrete. Il superamento della Fornero era uno dei pilastri del centrodestra e della Lega».
E i soldi?
«Le stime di crescita erano state tenute più basse in via prudenziale e sono state smentite, avremo entrate più alte. Oltre a questo si aggiunge la proposta del segretario di tassare gli extraprofitti delle banche, le risorse si trovano».