Meloni: “Afd vince perché la Grosse Koalition non dà risposte, in Italia è diverso”
dal nostro inviato Matteo PucciarelliVERCELLI — «La democrazia va rispettata» e soprattutto bisogna evitare «sovrapposizioni che non hanno molto senso» tra quello che accade in Germania e quello che accade in Italia. Giorgia Meloni, arrivata a Vercelli per l'inaugurazione di Risò, il Festival internazionale del riso, parte dalla vittoria dell'AfD in Sassonia per respingere qualsiasi parallelismo tra l'avanzata dell'ultradestra tedesca e la situazione italiana. E lo fa rivendicando, anzi, proprio il ruolo della destra al governo in Italia.
«La politica non si schematizza, ogni Paese ha la sua storia, il suo quadro politico, le sue difficoltà, le sue priorità», dice la presidente del Consiglio passeggiando tra gli stand. Per Meloni, dunque, sarebbe sbagliato leggere il voto tedesco attraverso le categorie della politica italiana, dove la minaccia della “super destra” di Roberto Vannacci inquieta, e non poco, lo stesso centrodestra: «I problemi cambiano, l'importante è che non facciamo le semplificazioni che ho sentito in q…
VERCELLI — «La democrazia va rispettata» e soprattutto bisogna evitare «sovrapposizioni che non hanno molto senso» tra quello che accade in Germania e quello che accade in Italia. Giorgia Meloni, arrivata a Vercelli per l'inaugurazione di Risò, il Festival internazionale del riso, parte dalla vittoria dell'AfD in Sassonia per respingere qualsiasi parallelismo tra l'avanzata dell'ultradestra tedesca e la situazione italiana. E lo fa rivendicando, anzi, proprio il ruolo della destra al governo in Italia.
«La politica non si schematizza, ogni Paese ha la sua storia, il suo quadro politico, le sue difficoltà, le sue priorità», dice la presidente del Consiglio passeggiando tra gli stand. Per Meloni, dunque, sarebbe sbagliato leggere il voto tedesco attraverso le categorie della politica italiana, dove la minaccia della “super destra” di Roberto Vannacci inquieta, e non poco, lo stesso centrodestra: «I problemi cambiano, l'importante è che non facciamo le semplificazioni che ho sentito in questi giorni».
La premier individua piuttosto nelle caratteristiche del governo tedesco una delle ragioni della crescita dell'AfD. «In Germania c'è un governo di Grosse Koalition che mette insieme partiti di centrodestra e di centrosinistra», osserva. Soluzioni di questo tipo, sostiene Meloni, di fronte «alle difficoltà a dare una linea chiara su materie importanti per i cittadini, poi producono anche la crescita di questo genere di movimenti».
L'Italia, secondo la presidente del Consiglio, sarebbe al riparo da una dinamica analoga proprio perché a Palazzo Chigi governa una maggioranza nettamente schierata: «In Italia c'è un governo di centrodestra, di destra, che dà risposte anche sul tema dell'immigrazione su cui l'AfD si è affermata». In altre parole, nessun effetto AfD da importare nel dibattito italiano e nessuna sovrapposizione tra la destra tedesca e quella che governa a Roma.
Poi Meloni torna alla ragione della visita piemontese. La premier difende la filiera delle risaie del vercellese, le definisce «un settore all'avanguardia, fiore all'occhiello del Made in Italy», da proteggere soprattutto dalla concorrenza dei Paesi che producono secondo regole diverse da quelle europee. Il punto riguarda in particolare gli accordi commerciali con il Sud-Est asiatico. «Non si possono fare accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi standard», le parole Meloni alla platea, mettendo insieme tutela dei produttori, condizioni sociali e qualità del prodotto italiano. «Noi competiamo non sulla quantità ma sulla qualità, e abbiamo il dovere di difenderla».
Dal riso alla politica alimentare internazionale il passo è breve. Meloni ringrazia il direttore generale della Fao Qu Dongyu e il vicedirettore Maurizio Martina, ex segretario del Pd, e rimarca il fatto che sia candidato italiano alla successione alla guida dell'organizzazione delle Nazioni Unite. Una candidatura che Palazzo Chigi continua a sostenere perché, spiega lei, «l'Italia come pochi altri può rivendicare di avere qualcosa da dire su come dare buon cibo ai popoli del mondo».