Si muovono in branco, dieci, venti alla volta. Li chiamano influencer ma in realtà sono bodyguard, campioni e istruttori di muay thai, krav maga, autodifesa. Arrivano in un quartiere, accendono le telecamere, cercano spacciatori, disperati, migranti, meglio ancora se qualcuno reagisce. Provocazioni, insulti, qualche volta botte. Tutto trasformato in contenuto, visualizzazioni e denaro. L’ultimo t…