LAZZATE (MONZA) – La serata cadeva esattamente 30 anni e un giorno dopo la dichiarazione di indipendenza della Padania, e non è casuale. Di nuovo Attilio Fontana e Massimiliano Romeo insieme stavolta in Brianza, per parlare di cosa sarà la Lega, che nel frattempo ha perso la denominazione “nord”. «Le nostre radici non possono essere recise, ma qui il partito si sta spegnendo», dice l’organizzatore Andrea Monti, ex consigliere regionale e figlio di Cesarino, figura storica del Carroccio lombardo. La sala piena anche stavolta, oltre 300 persone; stavolta c’è anche la (flebile) azione di disturbo dei salviniani, capitanati dal deputato Eugenio Zoffili, con la t-shirt “io sto con Matteo”, che verrà portata anche a Pontida: sono stati lasciati fuori dall’auditorium, con i carabinieri a presidiare.
LAZZATE (MONZA) – La serata cadeva esattamente 30 anni e un giorno dopo la dichiarazione di indipendenza della Padania, e non è casuale. Di nuovo Attilio Fontana e Massimiliano Romeo insieme stavolta in Brianza, per parlare di cosa sarà la Lega, che nel frattempo ha perso la denominazione “nord”. «Le nostre radici non possono essere recise, ma qui il partito si sta spegnendo», dice l’organizzatore Andrea Monti, ex consigliere regionale e figlio di Cesarino, figura storica del Carroccio lombardo. La sala piena anche stavolta, oltre 300 persone; stavolta c’è anche la (flebile) azione di disturbo dei salviniani, capitanati dal deputato Eugenio Zoffili, con la t-shirt “io sto con Matteo”, che verrà portata anche a Pontida: sono stati lasciati fuori dall’auditorium, con i carabinieri a presidiare.
Lo striscione della base lumbard è “chi tocca uno tocca tutti”. Una difesa di Romeo, che rischia il posto di capogruppo al Senato e magari non solo. «Siamo abituati a stare accanto ai nostri compagni, saremo al suo fianco, in sua difesa», promette Fontana. Un altolà alle eventuali, possibile, purghe dei “ribelli”. Spiega Romeo: «Con lealtà ho detto a Salvini che bisogna tornare a parlare al nord. Siamo troppo ideologizzati a destra».
Mancano pochi giorni alla tradizionale kermesse: sabato c’è l’evento della giovanile sotto il tendone, domenica quella generale sul pratone. Chi parlerà dal palco? Il programma, come da tradizione (assicurano da via Bellerio), viene condiviso solo poco prima. Si sa che non ci saranno ospiti stranieri e che verrà ricordato con tutti gli onori Umberto Bossi, visto che sarà il primo raduno dopo la morte del fondatore. Dovrebbero parlare i governatori, tra cui lo stesso Fontana. Ma Luca Zaia? E Romeo, in rotta con il “Capitano”? Punti interrogativi che non sono stati sciolti e magari lo saranno oggi, ad una riunione tra Salvini e i nordisti, che avevano concordato la redazione di un documento condiviso con l’obiettivo di raccogliere le proposte del territorio. Rappresentava un po’ una risposta alla richiesta di ridare centralità alle istanze storiche del Nord produttivo.
Contestazioni organizzate a Salvini non ce ne sono, assicurano i ribelli. Nessuno però può controllare i militanti, se magari fischieranno il segretario, o se porteranno striscioni critici con il leader, per dire. Tra le altre cose, c’è maretta anche nella Lega Giovani, guidata da Luca Toccalini, deputato di 36 anni e quindi già fuoriquota. Non è scritto da nessuna parte ma è un po’ la prassi nella storia del Carroccio, chi guida gli ex giovani padani viene eletto in Parlamento: anche per questo è bene tenersi stretta l’organizzazione. Toccalini ha in mente di creare le figure dei vicesegretari anche dentro la giovanile, uno per il nord, uno per il centro e uno per il sud. Il nome proposto per il nord è quello di Cristian Colombo, sulla cui nomina i provinciali lombardi sono in disaccordo. Più per il metodo che nel merito. Infine, sempre domenica dovrebbe venire ufficializzata la candidatura a sindaco di Milano di Silvia Sardone, la vicesegretaria cresciuta con le battaglie anti-immigrazione nella multietnica via Padova. Bisogna vedere se Salvini riuscirà a imporla agli alleati.