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M5S, ecco le proposte: stop alle armi a Kiev e al piano di riarmo Ue. Schlein: “Troveremo accordo”

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Le conclusioni di Nova sono diventate venti punti raccolti sotto il titolo “Un’alleanza per la Costituzione”. E spunta una norma “anti-Renzi”
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Niente più armi all’Ucraina, no al piano europeo di riarmo e all’aumento delle spese militari fino al 5 per cento del Pil. È da qui che parte il Movimento 5 Stelle nel definire la propria proposta per l’alternativa a Giorgia Meloni. Le conclusioni di Nova (domani e domenica a Milano c’è l’evento conclusivo) sono diventate venti punti programmatici, raccolti sotto il titolo “Un’alleanza per la Costituzione”, che da oggi a domenica saranno sottoposti al voto dei partecipanti, uno per uno, quindi circa 130 punti. Il risultato diventerà la piattaforma che Giuseppe Conte porterà al tavolo della coalizione progressista, che ovviamente sarà emendabile, per così dire: non è un prendere o lasciare.

Il punto politicamente più delicato è il numero 17, “L’Italia ripudia l…

Niente più armi all’Ucraina, no al piano europeo di riarmo e all’aumento delle spese militari fino al 5 per cento del Pil. È da qui che parte il Movimento 5 Stelle nel definire la propria proposta per l’alternativa a Giorgia Meloni. Le conclusioni di Nova (domani e domenica a Milano c’è l’evento conclusivo) sono diventate venti punti programmatici, raccolti sotto il titolo “Un’alleanza per la Costituzione”, che da oggi a domenica saranno sottoposti al voto dei partecipanti, uno per uno, quindi circa 130 punti. Il risultato diventerà la piattaforma che Giuseppe Conte porterà al tavolo della coalizione progressista, che ovviamente sarà emendabile, per così dire: non è un prendere o lasciare.

Il punto politicamente più delicato è il numero 17, “L’Italia ripudia la guerra”. «L’indicazione della base era stata netta», specificano da via di Campo Marzio a Roma. Dunque, la formulazione conferma quanto era emerso dai tavoli territoriali e anticipato nei giorni scorsi: «Continuare a inviare armi significa allontanare la pace». Il M5S chiede una «svolta negoziale» che tuteli le ragioni dell’Ucraina in quanto Paese aggredito, boccia Rearm Europe e il target Nato del 5 per cento, ma propone una difesa comune europea capace di ridurre le spese grazie alle economie di scala. Una linea che potrebbe riaprire lo scontro con l’area riformista del Pd, che considera intoccabile il sostegno militare a Kiev. Proprio su questo interviene a stretto giro la segretaria dem, Elly Schlein, che commenta: "Discuteremo con tutte le forze alleate del programma comune, sono certa che troveremo l'accordo su tutto, confrontandoci e nella responsabilità condivisa di mandare a casa queste destre che hanno fallito dal punto di vista economico e sociale".

Tra i venti punti principali compare poi quella che può essere letta come una norma “anti-Renzi”: una «vera legge sul conflitto di interessi» accompagnata dalla regolamentazione delle lobby, con incompatibilità, obblighi di astensione e strumenti per impedire che interessi economici privati condizionino le funzioni pubbliche. Un passaggio non secondario mentre Conte prova a costruire il campo largo e Matteo Renzi rivendica un posto nella futura coalizione.

Sul fronte sociale torna, con un nome nuovo, il reddito di cittadinanza. Il “Reddito 2.0” prevede infatti una revisione integrale dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro, introdotti dal governo Meloni dopo l’abolizione della misura simbolo del M5S.

La parola “patrimoniale”, nonostante fosse risultata la proposta più ricorrente nei report territoriali, non compare. Il capitolo fiscale prevede però imposte più alte sulla speculazione finanziaria di brevissimo periodo, un prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie (escludendo piccolo risparmio, previdenza e titoli di Stato) e una tassazione europea comune sulle grandissime fortune. A questo si aggiungono contributi sugli extraprofitti di banche, energia, assicurazioni, industria bellica e piattaforme digitali.

Molto spazio viene riservato alle famiglie: congedo paritario per madri e padri pagato al 100 per cento, tutele per malattia e maternità estese ad autonomi, artigiani e commercianti, agevolazioni per colf, badanti e baby-sitter, contributi pensionistici per il lavoro di cura e cohousing sociale per gli anziani. È il tentativo di dare a Nova una conclusione concreta e, insieme, di tracciare i confini della proposta dei 5 Stelle.

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