«È un ottimo segnale che la politica ne parli. Finalmente ha preso atto del problema. E anche della soluzione: che consiste nell’elettrificare e produrre il più possibile elettricità con fonti rinnovabili. Ma il governo finora ha peccato». Massimo Marengo è il referente nazionale per l’Energia della Confederazione italiana della piccola e media industria privata (Confapi) e da tempo contesta una errata politica energetica da parte dell’esecutivo. Prima dell’estate aveva detto: «Il governo non ci ascolta e adotta provvedimenti a favore delle grandi imprese».
Marengo è quello il peccato “energetico” del governo?
«È più ampio: non dà ascolto a chi paga davvero le bollette: famiglie e piccole e medie imprese».
L’esecutivo rivendica una accelerazione senza precedenti nelle rinnovabili, anche se, come riportato da Repubblica, è grave il ritardo sugli obiettivi del Pniec.
«Si è usato un approccio sconclusionato. È il momento di una pianificazione più seria. C’è una corsa a rilasciare nuove a…
«È un ottimo segnale che la politica ne parli. Finalmente ha preso atto del problema. E anche della soluzione: che consiste nell’elettrificare e produrre il più possibile elettricità con fonti rinnovabili. Ma il governo finora ha peccato». Massimo Marengo è il referente nazionale per l’Energia della Confederazione italiana della piccola e media industria privata (Confapi) e da tempo contesta una errata politica energetica da parte dell’esecutivo. Prima dell’estate aveva detto: «Il governo non ci ascolta e adotta provvedimenti a favore delle grandi imprese».
Marengo è quello il peccato “energetico” del governo?
«È più ampio: non dà ascolto a chi paga davvero le bollette: famiglie e piccole e medie imprese».
L’esecutivo rivendica una accelerazione senza precedenti nelle rinnovabili, anche se, come riportato da Repubblica, è grave il ritardo sugli obiettivi del Pniec.
«Si è usato un approccio sconclusionato. È il momento di una pianificazione più seria. C’è una corsa a rilasciare nuove autorizzazione per grandi campi fotovoltaici, ma poi la rete elettrica non è in grado di gestire tutta l’energia prodotta. E mancano “cavi” che colleghino le aree di produzione a quelle di maggior consumo. Ci risulta che in estate nell’Italia del Sud si sia tagliato fino al 50% della produzione di tutti gli impianti: la rete non la assorbiva».
E allora cosa andrebbe fatto secondo Confapi?
«Abbiamo una serie di proposte su come spendere i circa 14 miliardi in extragettito concessi dalla Ue per la transizione energetica. Presto le presenteremo».
Ce ne anticipi una.
«Bisogna sostenere chi paga le bollette, incentivando autoproduzione e autoconsumo di energia elettrica. Una famiglia o un’impresa deve essere aiutata a installare pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo per prodursi l’energia di cui ha bisogno. Inoltre, per la diffusione dell’autoconsumo non c’è bisogno di attendere che la rete elettrica sia ammodernata».
Può valere per gli stabilimenti aziendali o per le abitazioni singole. Ma come si fa nei centri urbani?
“Lì è più complicato. Si dovrà attendere che la proliferazione dei pannelli, degli accumuli e dell’eolico a livello nazionale renda sempre meno rilevante il prezzo del gas rispetto al costo finale dell’elettricità».
I vostri “colleghi” di Confindustria sembrano aver cambiato idea. Dopo aver insistito sul nucleare, ora Orsini chiede un commissario per le rinnovabili. Anche questo è un buon segno?
«Dicendo “sblocchiamo le concessioni delle rinnovabili” Orsini fa comunque gli interessi delle grandi aziende energetiche di Confindustria, spesso le stesse che si occupano di petrolio e gas. Preferirei dicesse: “Aiutiamo le aziende ad autoprodursi la propria energia con le rinnovabili installate attorno agli stabilimenti”. Farebbe gli interessi di tutte le aziende. Le potenzialità di una misura del genere sono enormi».
Perché?
«Il 50% delle macchine vendute in Italia sono aziendali. Immaginiamo che l’energia autoprodotta con il fotovoltaico e non utilizzata venga usata per ricaricare le batterie di un parco auto aziendale elettrico. Sarebbe un risparmio importantissimo per le imprese. Non a caso molte aziende, nel rinnovare le loro flotte, puntano proprio sull’elettrico».