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Energia, Schlein insiste: “Il governo ci risponda”. Tajani: “Discutiamone”

(lapresse)

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La leader dei Dem dopo la lettera a Repubblica. Fratoianni: “Impossibile collaborare con l’esecutivo”
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ROMA – Persino il co-leader di Avs Nicola Fratoianni – che con Angelo Bonelli cerca sempre di farsi collante del campo progressista – non nasconde l’irritazione per la lettera solitaria di Elly Schlein a Giorgia Meloni sull’energia: «Io ritengo che ci sia poco da collaborare con questo governo per le scelte che ha fatto e continua a fare, che sono prive di qualunque prospettiva». Certo, ammorbidisce un po’, la segretaria dem dalle colonne di Repubblica «ha ritenuto di avanzare delle proposte a nome del Pd, questo è legittimo». Ma l’esecutivo in carica non è terreno fertile, insiste Fratoianni: «Questo è un Paese che avrebbe bisogno di rilanciare i propri investimenti nel settore della ricerca, ma su questo non c’è la traccia di una iniziativa da parte di un governo che sul tema dell’energia e del clima è dominato dal climafreghismo». Senza volontà di «polemica», aggiunge, «perché il punto è cosa si fa insieme e come lo si fa per rendere più comprensibile una proposta di alternativa». …

ROMA – Persino il co-leader di Avs Nicola Fratoianni – che con Angelo Bonelli cerca sempre di farsi collante del campo progressista – non nasconde l’irritazione per la lettera solitaria di Elly Schlein a Giorgia Meloni sull’energia: «Io ritengo che ci sia poco da collaborare con questo governo per le scelte che ha fatto e continua a fare, che sono prive di qualunque prospettiva». Certo, ammorbidisce un po’, la segretaria dem dalle colonne di Repubblica «ha ritenuto di avanzare delle proposte a nome del Pd, questo è legittimo». Ma l’esecutivo in carica non è terreno fertile, insiste Fratoianni: «Questo è un Paese che avrebbe bisogno di rilanciare i propri investimenti nel settore della ricerca, ma su questo non c’è la traccia di una iniziativa da parte di un governo che sul tema dell’energia e del clima è dominato dal climafreghismo». Senza volontà di «polemica», aggiunge, «perché il punto è cosa si fa insieme e come lo si fa per rendere più comprensibile una proposta di alternativa». Insieme.

Paradossalmente, la missiva della leader dem continua a ricevere un’accoglienza, almeno a parole, più calorosa dal centrodestra. Dopo l’apertura della presidente del Consiglio, anche il suo vice Antonio Tajani dice che la lettera «può essere attentamente esaminata», e insomma «se ci sono elementi positivi, perché no?».

La segretaria Pd, come sua abitudine, evita il conflitto come si fa con il sole a mezzogiorno nelle giornate più calde. Sulla porta del congresso dell’Unione degli Universitari a Roma, quando le viene chiesto del fuoco amico, non replica alle critiche. Mette però ben in chiaro di non aver intenzione di indietreggiare di mezzo passo: «Noi continueremo a chiedere risposte a questo governo» perché «servono atti immediati, come ad esempio con la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche per dare immediato sollievo all’economia». E di cui ora si discute anche in Ue. Una forma di pressione, per Schlein, non in contrasto con la costruzione di un’alleanza di centrosinistra: «Continueremo a fare naturalmente anche il lavoro unitario con tutte le altre opposizioni».

Le dà manforte il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia: «Quella avanzata da Schlein non è una mano tesa al governo Meloni. È esattamente il contrario: è mettere il governo di fronte alle proprie responsabilità sui problemi reali del Paese». Fuori dal Pd un cenno di approvazione sulla lettera di Schlein arriva solo dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: «Credo che quando ci sono dei grandi problemi che toccano i cittadini, trovare dei punti di convergenza possa essere utile. Poi bisogna vedere gli effetti».

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