PONTIDA – Il colpo di teatro arriva a fine comizio e, almeno esteticamente, ha l’effetto della svolta: “Domani convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò a ottobre un congresso straordinario per decidere insieme e marciare compatti – è l’annuncio a sorpresa di Matteo Salvini dal palco di Pontida -. Ritorno al congresso per chiedere se ho ancora la fiducia e il sostegno della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano”. E ancora, per toccare le corde delle emozioni facili: “Sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi…”. Messa a terra, la mossa sorprendente del traballante capo leghista – offerta nel giorno più atteso, il raduno di Pontida - significa questo: un anno e mezzo dopo (era aprile 2025) essere stato rieletto per la terza volta segretario federale al congresso di Firenze, Salvini sfida sul campo i suoi avversari interni chiedendo di andare al voto, o, pare di intuire, all’alzata di mano, dunque a un’eventuale acclamazione, come fu l’anno scors…
PONTIDA – Il colpo di teatro arriva a fine comizio e, almeno esteticamente, ha l’effetto della svolta: “Domani convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò a ottobre un congresso straordinario per decidere insieme e marciare compatti – è l’annuncio a sorpresa di Matteo Salvini dal palco di Pontida -. Ritorno al congresso per chiedere se ho ancora la fiducia e il sostegno della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano”. E ancora, per toccare le corde delle emozioni facili: “Sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi…”. Messa a terra, la mossa sorprendente del traballante capo leghista – offerta nel giorno più atteso, il raduno di Pontida - significa questo: un anno e mezzo dopo (era aprile 2025) essere stato rieletto per la terza volta segretario federale al congresso di Firenze, Salvini sfida sul campo i suoi avversari interni chiedendo di andare al voto, o, pare di intuire, all’alzata di mano, dunque a un’eventuale acclamazione, come fu l’anno scorso. Risuccederà? Verrà riconfermato leader? E, soprattutto, chi si farà avanti per contendergli la guida del partito? “Li ha presi in contropiede”, gongolavano i salviniani di stretta osservanza riferendosi ai governatori del Nord e ai frondisti tendenza Romeo. Mentre sul pratone di Pontida - visibilmente ridotto nella capienza a un ampio fazzoletto d’erba e ciò nonostante non completamente pieno – risuonavano i cori “Matteo! Matteo!”, “C’è solo un capitano!” e il brano super-agonista “Eye of the Tiger” del film Rocky, il primo a commentare la svolta annunciata da Salvini è – non poteva essere altrimenti – il capogruppo al Senato, e responsabile della Lega Lombarda, il monzese Massimiliano Romeo. La punta di ariete dei “frondisti” del Nord, ovvero il fronte dei governatori, in primis il presidente lombardo Attilio Fontana, un altro che da quest’estate non lesina critiche frontali alla gestione Salvini. “Bene il congresso, sarà l’occasione giusta per confrontare le varie sensibilità – ha detto -, le varie proposte che sono state messe sul piatto ormai da un po’ di tempo a questa parte. Quindi penso sia l’occasione buona per confrontarsi e da lì rilanciare la Lega”. In concreto, però, adesso c’è da capire quali saranno le contromosse del tandem Romeo-Fontana e dei “frondisti” anti-salviniani. Proporrete un candidato alternativo?, chiedono i cronisti a Romeo. Risposta: “Non lo so, prima vedremo le modalità, poi sono valutazioni che faremo insieme nei prossimi giorni”.
Il dribbling di Salvini è arrivato totalmente inaspettato. Lui ha tenuto la carta coperta fino all’ultimo, pare non lo abbia detto nemmeno ai suoi più stretti collaboratori per “blindare” il colpo di scena. “Si, non ce lo aspettavamo”, conferma Romeo. E’ chiaro che adesso i “nordisti” dovranno organizzarsi. Salvini ha lanciato la sfida “accontentando” chi gli chiedeva insistentemente un confronto a una disponibilità a mettere sul tavolo l’ipotesi di un cambio di passo. Lo ha fatto a modo suo, con una mossa astuta: stanare chi lo attacca – Romeo e Fontana sono la prima linea -, e scoprire così le loro carte. Se davvero il congresso straordinario si farà (“Salvini è bravo a raccontartela, poi bisogna farla, poi magari salterà fuori che non ci può fare perché c’è la legge di bilancio o perché c’è una zia che non sta bene”, è il commento caustico dell’ex parlamentare, anche lui “frondista”, Gianluca Pini) per gli oppositori interni di Salvini sarà, forse, l’ultima vera occasione. Se non saranno in grado di lanciare una candidatura, possibilmente forte, Salvini impacchetterà la partita e se la metterà in tasca. “Voglio un partito federalista e organizzato in modo federalista”, ha detto nel suo intervento il governatore lombardo Attilio Fontana, foulard verde al collo. “Il nostro futuro è fatto di federalismo, io andrò avanti, e quando vedo qualche provvedimento centralista non sto zitto!”.
Sulla stessa linea le parole di Romeo, accolto da applausi e dal coro “Romeo! Romeo” a cui i salviniani hanno replicato con “Matteo! Matteo!”. “Vogliamo la Lega federalista, tre leghe, quella del Nord, quella del centro e quella del sud. Il Nord, l’autonomia, il federalismo tornino nell’agenda del partito”. Di “questione settentrionale” da “riprendere in mano e risolvere” ha parlato anche Luca Zaia, chiamato ancora il “Doge” anche se non presiede più la Regione Veneto ma solo il consiglio regionale. “Bossi ce lo ha insegnato: la Lega è un partito liberale, non liberticida”. Velata critica ad alcuni eccessi della linea Salvini. Tante parole, adesso però occorre raccogliere il guanto di sfida lanciato dal segretario federale. “Tra qualche giorno ci faremo sentire”, assicurano dal fronte del “Nord”. L’effetto contropiede voluto da Salvini c’è stato. Ma c’è chi prevede: “Ha salvato la pelle ancora per un po’ grazie anche alla claque meridionale fatta salire a Pontida da Lazio e Campania dai vari Durigon, ma politicamente Salvini è un leader finito”. Come era forse prevedibile, dopo il derby dei cori, dopo il confronto ravvicinato sul pratone, dopo le interviste sui giornali e gli incontri interlocutori tra i due fronti, la sfida interna alla Lega continua. E si giocherà, senza più tempi supplementari, al congresso. “La Lega vince se è unita ed è e sarà unita”, ha chiosato Salvini dal palco. Sopra, sotto e a fianco le scritte a caratteri cubitali: “Non passa lo straniero”.