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Grillo a Fedez: “Non ho potere e facoltà di fondare un partito. M5S? Io estromesso non ho rimpianti”

(ansa)

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L’ex garante e co-fondatore del Movimento al podcast del rapper e Mr.Marra: “Ora è un’altra cosa, ha solo la paralisi della mente progressiva. Conte dovrebbe avere un simbolo diverso”. E su Vannacci: “È come una decalcomania. Più gli sputi, più si appiccica”
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"Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input su ambiente, religione, economia". Beppe Grillo sembra non avere nessuna intenzione di creare un movimento nuovo. Ha già dato. Lo dice durante l’intervista a Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra. Nei giorni scorsi era stata la stessa trasmissione YouTube a smentire l’indiscrezione nata dallo stato di WhatsApp del comico genovese aggiornato con un logo con sfondo bianco e la scritta "Movimento zero stelle". Parla però del passato, della nascita del M5S e di quello che è diventato oggi, “lo spirito non c'è più, io non ho rimpianti – dice – Dovrebbero però cambiare simbolo anche per dare valore al reverendo Jones”, alias Giuseppe Conte. Perché lui “dovrebbe andare avanti".

Nessuna nuova discesa in campo per Grillo, quindi. Non evita però di parlare di politica, di quando iniziò tutto 17 anni fa, insieme a Gianroberto Casaleggio. "Eravamo complementari. Lui era un organizza…

"Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input su ambiente, religione, economia". Beppe Grillo sembra non avere nessuna intenzione di creare un movimento nuovo. Ha già dato. Lo dice durante l’intervista a Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra. Nei giorni scorsi era stata la stessa trasmissione YouTube a smentire l’indiscrezione nata dallo stato di WhatsApp del comico genovese aggiornato con un logo con sfondo bianco e la scritta "Movimento zero stelle". Parla però del passato, della nascita del M5S e di quello che è diventato oggi, “lo spirito non c'è più, io non ho rimpianti – dice – Dovrebbero però cambiare simbolo anche per dare valore al reverendo Jones”, alias Giuseppe Conte. Perché lui “dovrebbe andare avanti".

Nessuna nuova discesa in campo per Grillo, quindi. Non evita però di parlare di politica, di quando iniziò tutto 17 anni fa, insieme a Gianroberto Casaleggio. "Eravamo complementari. Lui era un organizzatore. Abbiamo deciso di mettere nella politica un sentimento, di provare a cambiare la vita dei più disagiati. Io ci ho rimesso soldi, un po’ di salute, una parte anche della mia famiglia, perché non sono mai stati quasi d'accordo. Mancando lui sono rimasto un po’ privo, c'è stato Luigi Di Maio, bravissimo, poi si è evoluta la situazione dove io facevo il garante, ma non contavo quasi nulla – racconta – Non ci siamo mai candidati, io e Casaleggio. Il 4 ottobre, il giorno di San Francesco, abbiamo fondato il M5S. Uno vale uno non significa che siamo tutti uguali, ma che a tutti va data la stessa possibilità di partenza, questa è la democrazia dal basso. Oggi puoi essere un algoritmo – osserva riferendosi a Gaetana, l'avatar che si è candidata in Colombia – Il programma? Ma chi è che legge? Se io mi dovessi candidare, direi ‘datemi il voto e basta’”.

Lo sfogo di Grillo da Fedez: "I 5s oggi di progressista hanno la paralisi della mente, cambino nome"

Con il Movimento è finita male. "Io sono stato estromesso ma non ho rimpianti perché ora è un'altra cosa, è in mano al reverendo Jones, all'uomo che sussurrava ai cavilli. Ci sono queste persone che si agitano dentro un movimento che di progressista ha solo la paralisi della mente progressiva. Non hanno un'idea. Non c'è uno che prospetta una società nel 2050. Il 2050 sul simbolo l'ho fatto mettere io perché volevo che tutti i partiti lo mettessero per pensare avanti", dice ancora. Il simbolo, ora al centro di una disputa legale tra lui e Conte, è un argomento che ancora lo agita. L’ex premier, che in passato è stato anche ribattezzato ‘il Mago di Oz’, “dovrebbe avere il suo simbolo. Non vedo una rinascita ma vedo che alcune cose sono compostabili. Dicono che sono stato polverizzato, nella polvere però ci sono ancora i semi di qualcosa”. Per Grillo la base del M5S di ora "sono persone nuove, sono anche in gamba, ma qua parliamo di uno spirito che non c'è più".

Di Maio da dilettante è diventato politico?, chiede Fedez. "Sì”. “È il palazzo che li ha cambiati...”, è l’osservazione del rapper. "E infatti io volevo limitare gli stipendi e i mandati, due e poi a casa. Era quello che ci distingueva da altri", è la risposta di Grillo. E “Vannacci?”. “È come una decalcomania. Più gli sputi, lo inumidisci, più si appiccica – dice Grillo – Ci buttiamo nel fascismo, sulla patria, sono malattie infantili, come gli orecchioni. Il pensiero si sta rattrappendo un po’. Vannacci... il suo futuro sono le domande stupide, con un sottile astio”.

Dall’ex generale ora leader di Futuro nazionale a Mario Draghi. Con l’ex premier c’era sintonia. “Ci siamo trovati con molti dubbi - racconta l’ex garante del M5S - con l'ironia. La transizione ecologica è quella che io ho decretato trovandomi di fronte a questo banchiere del diavolo". Taglia corto sul caso Report ma la frecciata la lancia: "Le indagini venivano fatte un po’ come se volessero arrivare a un punto prestabilito, però su Ranucci non dò giudizi, la Rai non è più niente, è una tv commerciale gestita male”. Mentre della delicata storia che riguarda suo figlio Ciro, condannato a otto anni per violenza sessuale di gruppo, fa sapere che “studia da avvocato penalista perché vuole difendersi, vuole gridare al mondo la sua innocenza".

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