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Extraprofitti, abuso d’ufficio e reddito di cittadinanza 2.0. Ecco i punti votati dagli iscritti M5S

(lapresse)

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Concluso il percorso di Nova, il partito di Giuseppe Conte porterà il suo programma al tavolo della coalizione progressista
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Venti punti, suddivisi per grandi blocchi programmatici. Il documento uscito da Nova, destinato al tavolo della coalizione progressista, mette insieme le storiche battaglie del M5S e alcune proposte nuove: dal ritorno di una forma di reddito di cittadinanza alla settimana lavorativa più corta.

Lavoro e welfare

Salario minimo legale indicizzato, riduzione dell’orario a parità di stipendio, diritto alla disconnessione e limiti ai contratti a termine. Per i genitori congedo paritario pagato al 100% ed esonero contributivo al rientro dalla maternità. Le tutele per malattia e maternità vengono estese ad autonomi, commercianti e artigiani. Torna poi, sotto altro nome, una delle bandiere dei 5 stelle: il “Reddito 2.0”, revisione integrale dell’Assegno di inclusione e del Supporto formazione e lavoro. Sulle pensioni, più flessibilità per lavori gravosi, ritorno di Opzione Donna e rafforzamento dell’Ape sociale.

Fisco ed economia

Niente patrimoniale in senso stretto, ma il prelievo si sposta d…

Venti punti, suddivisi per grandi blocchi programmatici. Il documento uscito da Nova, destinato al tavolo della coalizione progressista, mette insieme le storiche battaglie del M5S e alcune proposte nuove: dal ritorno di una forma di reddito di cittadinanza alla settimana lavorativa più corta.

Lavoro e welfare

Salario minimo legale indicizzato, riduzione dell’orario a parità di stipendio, diritto alla disconnessione e limiti ai contratti a termine. Per i genitori congedo paritario pagato al 100% ed esonero contributivo al rientro dalla maternità. Le tutele per malattia e maternità vengono estese ad autonomi, commercianti e artigiani. Torna poi, sotto altro nome, una delle bandiere dei 5 stelle: il “Reddito 2.0”, revisione integrale dell’Assegno di inclusione e del Supporto formazione e lavoro. Sulle pensioni, più flessibilità per lavori gravosi, ritorno di Opzione Donna e rafforzamento dell’Ape sociale.

Fisco ed economia

Niente patrimoniale in senso stretto, ma il prelievo si sposta dal lavoro alla ricchezza finanziaria: Irpef più progressiva, contributo sugli extraprofitti di banche, energia, assicurazioni, industria bellica e Big Tech e “prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie”, salvaguardando piccolo risparmio e titoli di Stato. Più tasse sulla speculazione di breve periodo e meno sugli investimenti di lungo periodo. Sul fronte opposto, pene e confische più severe per i grandi evasori. Per le imprese tornano Transizione 4.0 e crediti d’imposta, insieme a una banca pubblica per sostenere le Pmi.

 

Sanità, casa e scuola

Più risorse al Servizio sanitario, stipendi del personale adeguati agli standard europei e tempi massimi nazionali per visite ed esami. Sulla casa, piano nazionale dell’abitare, recupero degli immobili pubblici inutilizzati e accordi con i proprietari per rimettere sul mercato a prezzi calmierati quelli sfitti. Alla scuola andrebbero invece i 13,5 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto: nidi gratuiti, scuole aperte anche d’estate, libri, mensa e trasporti gratis per le famiglie non abbienti. Prevista anche l’educazione sessuale e affettiva.

 

Ambiente ed energia

Cinquanta gigawatt aggiuntivi di rinnovabili entro il 2030, fotovoltaico su tetti e aree già impermeabilizzate, comunità energetiche e stop agli inceneritori. Il nucleare compare soltanto come ricerca sulla fusione e poi stop al consumo di nuovo suolo e 58,9 milioni di alberi.

 

Legalità

Reintroduzione dell’abuso d’ufficio, rafforzamento di Corte dei conti e Anac, legge sul conflitto d’interessi e regolamentazione delle lobby. Sulla Rai, governance sottratta a governo e maggioranza. Il M5s propone inoltre voto dai 16 anni e per i fuorisede, voto elettronico e quorum dei referendum abbassato a un terzo.

 

Immigrazione e diritti

Superamento della Bossi-Fini e del modello Albania, ingressi legati alla domanda di lavoro, Ius scholae e corridoi umanitari. Sul terreno dei diritti civili: matrimonio egualitario, adozioni omogenitoriali, legge contro l’omolesbobitransfobia e fine vita. C’è anche la depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis per uso personale.

 

Pace e politica

No al Rearm Eu e all’obiettivo Nato del 5% del Pil per la difesa, sì a una difesa comune europea. Sull’Ucraina la linea è esplicita: continuare a inviare armi, sostiene il documento, “significa allontanare la pace”, e serve invece una svolta negoziale. Su Gaza: riconoscimento dello Stato di Palestina, fine dell’accordo di cooperazione militare con Israele.

 

Il voto

Sul capitolo “L’Italia ripudia la guerra”, il 94,1% dice no al piano Rearm Eu, il 91,7% approva l’affermazione secondo cui continuare a inviare armi allontana la pace. Il minimo assoluto è il diritto di voto dai 16 anni nel Patto generazionale: 52,4%. Seguono il reddito di base per chi lavora nella cultura (76,5%), e il capitale di partenza per i giovani (78,4%).

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