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Senatrici in minigonna a palazzo Madama per protestare contro le parole di Tajani

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A organizzare il “sit-in” al Senato è stata Raffaella Paita di Italia viva
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Una minigonna contro Antonio Tajani che sabato scorso, a un evento a Formello, ha detto di preferire le donne con le gonne lunghe. Parole che hanno provocato numerose polemiche e che oggi alcune senatrici di centrosinistra hanno voluto stigmatizzare indossando una gonna corta a palazzo Madama. A organizzare la “protesta” è stata la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita.

Prima di entrare in aula, alcune senatrici si sono scattate una foto. Ci sono, oltre a Paita, Susanna Camusso (Pd), Silvia Fregolent (Iv) Cecilia d’Elia (Pd), Daniela Sbrollini (Iv), Ilaria Cucchi (Avs), Valeriab Valente (Pd), Dafne Musolino (Iv), Simona Malpezzi (Pd), Cristina Tajani (Pd) e Julia Unterberger (Autonomie).

"Questo è un gesto di libertà per dire…

Una minigonna contro Antonio Tajani che sabato scorso, a un evento a Formello, ha detto di preferire le donne con le gonne lunghe. Parole che hanno provocato numerose polemiche e che oggi alcune senatrici di centrosinistra hanno voluto stigmatizzare indossando una gonna corta a palazzo Madama. A organizzare la “protesta” è stata la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita.

Prima di entrare in aula, alcune senatrici si sono scattate una foto. Ci sono, oltre a Paita, Susanna Camusso (Pd), Silvia Fregolent (Iv) Cecilia d’Elia (Pd), Daniela Sbrollini (Iv), Ilaria Cucchi (Avs), Valeriab Valente (Pd), Dafne Musolino (Iv), Simona Malpezzi (Pd), Cristina Tajani (Pd) e Julia Unterberger (Autonomie).

"Questo è un gesto di libertà per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo - spiega Paita -. Crediamo che la libertà delle donne si misura da qualsiasi gesto di libertà, compresa la dimensione della gonna o qualsiasi altro gesto che le donne vogliano compiere senza essere giudicate dagli uomini". Per Malpezzi "quelle parole sono una dimostrazione del patriarcato intrinseco e inconsapevole tant'è che il ministro Tajani si è poi giustificato e scusato” ma la sua motivazione “è ancora peggio. Loro non si accorgono di cosa dicono perché ce l'hanno dentro. Invece bisogna dimostrare che quelle frasi non sono accettabili".

L'altra senatrice dem Valeria Valente ha chiamato in causa la premier per il silenzio e per non aver commentato "con nettezza e fermezza" quelle parole, aggiungendo: "Purtroppo il femminismo non è un pranzo di gala e qualche volta richiede qualche prezzo. Lei è disposta a pagare qualche prezzo?".

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