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“Meglio donne con gonne lunghe”. Travolto da critiche e meme, Tajani chiede scusa: “Frainteso”

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Il ministro costretto alla marcia indietro dopo le polemiche per le sue frasi: irritata anche Marina Berlusconi
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Donna e fòco toccali poco, dicevano gli anziani. E tra tanti detti popolari è un vero peccato che Antonio Tajani non si sia ricordato di questo, prima di pestare la più grande mina anti-uomo della sua carriera politica. Da due giorni è diventato l’uomo-meme, il ministro con la minigonna, l’Antonio — nonnina, come il Gerry Scotti della pubblicità. Un vero massacro. Centinaia di donne hanno postato foto con gambe nude e minigonna. Persino Matilde Tura, consigliera dem e moglie di Alessandro Sorte, coordinatore lombardo di Forza Italia, si è fotografata con la mini per fargli dispetto.

Insomma, la faccenda era oggettivamente sfuggita di mano. Per la disperazione dei collaboratori, la tragica uscita sulla lunghezza delle gonne ha oscurato persino l’incontro con il segretario di Stato Rubio, la “pax silica” con gli Usa sulle terre rare e ogni altro argomento diplomatico. Senza contare che il governo — guidato da una donna che indossa solo pantaloni, ma questa è un’altra storia — sta per v…

Donna e fòco toccali poco, dicevano gli anziani. E tra tanti detti popolari è un vero peccato che Antonio Tajani non si sia ricordato di questo, prima di pestare la più grande mina anti-uomo della sua carriera politica. Da due giorni è diventato l’uomo-meme, il ministro con la minigonna, l’Antonio — nonnina, come il Gerry Scotti della pubblicità. Un vero massacro. Centinaia di donne hanno postato foto con gambe nude e minigonna. Persino Matilde Tura, consigliera dem e moglie di Alessandro Sorte, coordinatore lombardo di Forza Italia, si è fotografata con la mini per fargli dispetto.

Insomma, la faccenda era oggettivamente sfuggita di mano. Per la disperazione dei collaboratori, la tragica uscita sulla lunghezza delle gonne ha oscurato persino l’incontro con il segretario di Stato Rubio, la “pax silica” con gli Usa sulle terre rare e ogni altro argomento diplomatico. Senza contare che il governo — guidato da una donna che indossa solo pantaloni, ma questa è un’altra storia — sta per varare un provvedimento per vietare il velo islamico a scuola in nome della libera scelta e dei diritti femminili. Non restava che una cosa: mettersi la cenere sul capo e chiedere scusa.

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Anche perché, sussurrano dentro Forza Italia, Marina Berlusconi sarebbe intervenuta chiedendo una marcia indietro. «Mi dispiace molto — dice quindi il ministro — che siano state fraintese alcune mie affermazioni. Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne, non l’ho mai fatto in vita mia». E si fa forte di due nomine — l’ambasciatrice in Iran e quella in Afghanistan — proprio per dimostrare di aver voluto dare «un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne».

Basterà? Per fortuna di Tajani queste tempeste social arrivano, scaricano grandine e poi passano in fretta, l’algoritmo va avanti in cerca di altri sacrifici umani. Ma sarà difficile scrollarsi di dosso l’immagine del politico in bianco e nero, dell’Ettore Bernabei che vietava le calze di nylon alle gemelle Kessler, perché «con il tutù e la calzamaglia nera facevano vedere come si presenta, con eleganza e signorilità, una bella donna; sicché anche gli uomini presi da desideri umani le guardavano come ideali di bellezza e si contentavano delle loro mogli magari con un po’ di cellulite».

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Uscito dalla tv anni sessanta, il Tajani si era forse dimenticato di guidare il partito fondato da Silvio Berlusconi. E si potrebbe farla molto lunga sul suo rapporto con le donne e sulla lunghezza delle gonne che piaceva al Cavaliere, dai tempi delle ragazze Cin-Cin di Colpo grosso fino alle olgettine. Il fatto è che, fosse nato di genere opposto, Berlusconi probabilmente sarebbe stato sempre in minigonna. Lo aveva intuito il suo aedo di allora, quel Sandro Bondi che ne aveva illuminato il lato femminile: «La sua politica del fare è una politica donna. La logica maschile del potere viene sostituita da quella femminile del dono, della comprensione, dell’amore». Chissà se Berlusconi avrebbe mostrato comprensione verso il suo successore. Oppure, come recita uno dei mille meme, avrebbe esclamato: «Ma è del mestiere questo?».

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