✕

Valditara: “Norma sul tetto agli stranieri a scuola sarà decreto legge”. Cei: no quote studenti

(ansa)

Ascolta l'audio

Il ministro lo ha detto nel corso della conferenza stampa di presentazione del pacchetto di norme della Lega. Monsignor Baturi: “La campagna elettorale non sacrifichi la coesione sociale”
3 minuti di lettura

"Sarà un decreto legge perché occorre intervenire subito". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, nel corso della conferenza stampa di presentazione del pacchetto di norme contro l'integralismo islamico della Lega,in merito alla nuova norma sul tetto degli stranieri in classe. "Riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi, ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi" ha aggiunto.

Il ministro ha proseguito: "Il criterio è puramente linguistico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire", sottolineando poi la "centralità della lingua come strumento di integrazione. Vogliamo evitare le condizioni Alabama anni '50 con classi ghetto".

Secondo Valditara "su questa vicenda si è fatta tanta strumentalizzazione, sono state usate parole improprie che in un paese civile avrei voluto non sentire come razzismo e suprematismo. Sono state strumentalizzate le parole di Mattarella e Zuppi. Anche noi vogliamo integrazione e ho sentito dire 'no alle classi ghetto'. Mattarella ha det…

"Sarà un decreto legge perché occorre intervenire subito". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, nel corso della conferenza stampa di presentazione del pacchetto di norme contro l'integralismo islamico della Lega,in merito alla nuova norma sul tetto degli stranieri in classe. "Riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi, ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi" ha aggiunto.

Il ministro ha proseguito: "Il criterio è puramente linguistico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire", sottolineando poi la "centralità della lingua come strumento di integrazione. Vogliamo evitare le condizioni Alabama anni '50 con classi ghetto".

Secondo Valditara "su questa vicenda si è fatta tanta strumentalizzazione, sono state usate parole improprie che in un paese civile avrei voluto non sentire come razzismo e suprematismo. Sono state strumentalizzate le parole di Mattarella e Zuppi. Anche noi vogliamo integrazione e ho sentito dire 'no alle classi ghetto'. Mattarella ha detto una cosa che anche noi diciamo con questo provvedimento". E ha spiegato: "Non inseguiamo Vannacci semmai è lui che insegue noi".

A fianco a Valditara, è intervenuto anche il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Il "tetto agli alunni per classe è una norma sensata, addirittura banale – ha spiegato -. Basta parlare con una insegnante qualunque, se tu hai tanti alunni che non parlano italiano come gli insegni la storia, geografia, la matematica?". E ancora: "Per molti del Pd il tema non è reale perché molti di loro possono mandare i figli nella scuole della Ztl". Non ha capito la polemica, il presidente del Senato Ignazio La Russa. "L'obiettivo mi è sembrato comune a tutti, quello di aiutare l'integrazione. Io sono convinto che l'integrazione si aiuti non mettendo in una classe persone di 10 nazionalità e qualche italiano disperso. È meglio se i nostri ragazzi, figli di italiani futuri o figli di stranieri attuali, ma che vivono in Italia, se non parlano bene l'italiano siano messi in condizioni di integrarsi stando con molti italiani. Lo trovo bellissimo".

Cei: “La campagna elettorale non sacrifichi la coesione sociale”

"La campagna elettorale non sacrifichi la coesione sociale". Non fa troppi giri di parole il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, incontrando la stampa al termine dei lavori del Consiglio episcopale permanente che erano stati aperti da un forte richiamo sulla scuola inclusiva da parte del presidente, il cardinal Matteo Zuppi.

"C'è preoccupazione," tra i vescovi, spiega, che "gli slogan e le radicalizzazioni" di quella che ormai è apertamente campagna elettorale tra le forze politiche mettano a rischio la pacifica convivenza sociale, quando invece "sarebbe bello se vi fosse convergenza su alcuni punti come la scuola, la lotta alla povertà, papa Francesco parlava di amicizia sociale se non di amicizia politica" cioè "riconoscere l'altro come interlocutore seppur in una differenza dialettica". C'è inoltre un paletto "per i cattolici - sottolinea il segretario della Cei -, qualcosa di più importante dello spazio politico, la coscienza".

"Ne discuteremo sicuramente e ci torneremo nel corso di quest'anno", aggiunge monsignor Baturi sottolineando che nel comunicato finale dei lavori del Consiglio "non c'è nessuna volontà di attutire" quanto già detto sulla scuola da Zuppi, anzi "è molto importante parlare dell'educazione - sottolinea - è il fattore più importante di umanizzazione del mondo diceva papa Francesco e il richiamo di Zuppi era condiviso e preparato da tempo, la scuola è chiamata ad essere lo specchio di ciò che di più bello c'è nella società, non può che essere un luogo inclusivo". D'altronde il segretario della Cei evidenzia anche il necessario equilibrio che deve ottenersi tra aree urbane e aree interne, superando "le disuguaglianze" che anche qui possono verificarsi in campo scolastico.

Cei: “No a quote studenti nè remigrazione”

Dunque, sulla proposta delle quote etniche nelle classi scolastiche la posizione della Cei è molto chiara. Per i vescovi italiani è “inammissibile che un percorso educativo sia diverso a causa della 'latitudine' in cui si nasce". Quanto al tema della remigrazione, ha dichiarato il segretario arcivescovo Giuseppe Baturi, se ne è parlato al Parlamentino della Cei, ma "non rispetto all'episodio" di accoltellamento in una scuola di Roma. Infatti "è un tema che anche il cardinale Zuppi ha trattato, cioè il tema non della remigrazione, ma dell'accoglienza, dell'integrazione che deve polarizzare la nostra attenzione, della condizione per cui l'integrazione non sia assimilazione dell'altro, alla mia cultura, al mio pensiero o alla mia società, ma sia una possibilità davvero di incontro, quindi la nostra linea va in un altro senso, nel senso di una protezione della persona, della necessità di salvarla, di accoglierla attraverso processi di integrazione".

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Baturi ha osservato che "se tutto questo venisse discusso a livello europeo in modo globale, la risposta a un fenomeno così globale sarebbe più efficace". "Il richiamo di Zuppi è chiaro: luogo in cui ci si appassiona del vero, ci si scontra con se stessi e ci si assume responsabilità verso il mondo", ha commentato l'arcivescovo Baturi, per il quale "il rischio è anche quello della coesione di un paese" in quanto "questi aspetti che stiamo vedendo come il malessere nei giovani che a volte diventa aggressività verso gli altri, il più delle volte invece violenza verso sè stessi. Questo significa che tra gli ambiti educativi, in particolare la scuola deve essere centrale. La scuola è luogo di conoscenza della realtà, di sè, di educazione e crescita. Bisogna investire il più possibile con intelligenza, risorse e uomini. Il tema delle diseguaglianze deriva dalla constatazione che spesso la qualità dell'esito del cammino educativo scolastico dipende dalle latitudini e dalla differenza tra zone urbana e zona interna, bisogna fare sforzo per avere pari possibilità di fare esperienze significative. "Il tema delle diseguaglianze - ha poi concluso Baturi - deriva dalla constatazione che spesso la qualità dell'esito del cammino educativo scolastico dipende dalle latitudini e dalla differenza tra zone urbana e zona interna".

Leggi i commenti