✕

Reggio Calabria, test per la destra. Vannacci fa il guastafeste: “Sarà la nostra Sassonia”

Ascolta l'audio

La maggioranza va divisa per le suppletive di domenica e lunedì per sostituire in Parlamento il sindaco Cannizzaro, ras locale di Forza Italia
3 minuti di lettura

REGGIO CALABRIA – Reggio è distratta. Mentre i turisti si godono ancora il mare e i locali fanno la fila davanti al chiosco da Cesare, che dal 1918 è considerato il miglior gelataio in città (e dunque nel mondo, secondo i reggini), nel disinteresse dei più si sta combattendo a destra una guerra sanguinosa, un conflitto che lascerà a lungo scorie sul campo. Ieri sera il grande evento era il primo comizio di Roberto Vannacci in città, ma per capire cosa sta davvero accadendo bisogna allontanarsi un momento dal palco di piazza Duomo e vedere come si è arrivati fin qui.

Il sindaco di Reggio Calabria è stato eletto a maggio con quasi il 66 per cento di voti al primo turno. Si chiama Francesco Cannizzaro, è un ras acchiappavoti,…

REGGIO CALABRIA – Reggio è distratta. Mentre i turisti si godono ancora il mare e i locali fanno la fila davanti al chiosco da Cesare, che dal 1918 è considerato il miglior gelataio in città (e dunque nel mondo, secondo i reggini), nel disinteresse dei più si sta combattendo a destra una guerra sanguinosa, un conflitto che lascerà a lungo scorie sul campo. Ieri sera il grande evento era il primo comizio di Roberto Vannacci in città, ma per capire cosa sta davvero accadendo bisogna allontanarsi un momento dal palco di piazza Duomo e vedere come si è arrivati fin qui.

Il sindaco di Reggio Calabria è stato eletto a maggio con quasi il 66 per cento di voti al primo turno. Si chiama Francesco Cannizzaro, è un ras acchiappavoti, e domenica e lunedì prossimi si deve votare per le elezioni suppletive nel collegio della Camera lasciato libero dopo le sue dimissioni. Il prescelto della maggioranza è l’avvocato romano Fabio Roscioli, tesoriere di FI, persona schiva, dicono molto vicino a Marina Berlusconi. Come vicino ad Arcore è il governatore forzista Roberto Occhiuto, che ha deciso di sostenerlo anche per acquisire punti nella sua scalata nazionale al partito. E qui si arriva alla mossa del cavallo di Vannacci, che ha deciso di scombinare un’elezione che tutti davano come già vinta candidando un suo uomo. Anzi, meglio, è andato a pescare proprio tra i nemici di Forza Italia, arruolando nella sua «feccia» Mimmo Giannetta, un altro pescatore di preferenze, capogruppo alla regione per gli azzurri fino a ieri.

Una provocazione, il primo test con le urne per Futuro nazionale in una città in cui i nonni ancora ricordano i moti neofascisti degli anni Settanta. E proprio a quella stagione si ispirano i seguaci dell’ex generale, che ieri sera si sono presentati in piazza duomo con magliette nere con la X della Decima Mas, con il coordinatore regionale Domenico Furgiuele, ex Lega, che ha richiamato la rivolta di Reggio «in cui un popolo si è immolato». In piazza un migliaio di persone, molti curiosi, alcuni giovanissimi a inscenare una pacifica protesta con cartelli home made: «I diritti sono di tutti».

Se Vannacci, con il suo Giannetta, è qui per dimostrare che può far perdere il centrodestra alle Politiche, dentro Forza Italia si ostenta una certa sicurezza. Non importa che il candidato sia romano e sconosciuto, qua si vota chi dice il sindaco. Cannizzaro lo ammette candidamente: «Vincerò anche questa battaglia, è come se fossi candidato io». Nel Pd lo accusano di minacciare i sindaci dei 71 comuni del collegio, dicendo loro che le opere pubbliche si fermeranno se non votano Roscioli. Gli «avanguardisti» di Vannacci (così li chiama Furgiuele, altro ammiccamento a Mussolini) aggiungono un’accusa analoga: «Cannizzaro — sostiene Giannetta — approfitta della sua carica di sindaco metropolitano per andare dai sindaci dei comuni del collegio a estorcere il loro voto promettendo in cambio la distribuzione delle deleghe». Nessuno comunque può mettere in dubbio che la campagna elettorale del candidato considerato vincente sia abbastanza surreale, visto che a Reggio Roscioli è venuto una volta sola.

Le telecamere di PiazzaPulita hanno colto l’assessore comunale Marco Franchini mentre esprimeva a voce alta quello che molti pensano in Forza Italia: «Roscioli non c’entra un cazzo con la città».

In piazza intanto, dopo un black out che aveva fatto gridare al «sabotaggio», il comizio di Vannacci riprende con i soliti slogan filorussi sul «basta soldi e armi all’Ucraina» e una sequela di insulti verso il sindaco Cannizzaro: «Dice che devo andare via da Reggio? È nervoso, si agita, suda e gesticola come un plantigrado. E vi tratta come somari a cui far vedere la carota dei finanziamenti». L’ex generale spera nel colpo grosso, dice che «la Calabria sarà la nostra Sassonia, possiamo arrivare al 90 per cento». Sono naturalmente sparate, ma il risultato concreto è che adesso nel centrosinistra hanno cominciato a crederci. Se prima non c’era partita, ora la spaccatura nella destra ha riaperto i giochi. A sperare è Frank Benedetto, primario di cardiochirurgia all’ospedale di Reggio — «in città tutti hanno almeno un parente passato da lui» — che si è messo a disposizione «a patto di rappresentare tutta la coalizione». E cosi è stato. «Abbiamo unito tutto il centrosinistra — racconta il segretario regionale dem Nicola Irto — e ci siamo messi alle spalle le divisioni del passato». Dodici sigle sostengono Benedetto, dai cinque stelle ai renziani, ci sono tutti. Anche questo, come l’esperimento di Vannacci, è un test di quello che potrebbe accadere tra dodici mesi: una coalizione progressista finalmente unita.

Leggi i commenti