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Sequestro smartphone nelle indagini, nuova lite nella maggioranza. Il veto FdI sulla stretta di FI

In discussione il provvedimento che prevede che sia il pm a chiedere il via libera del gip, come chiesto dagli azzurri
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Nella maggioranza i nodi sulla giustizia sono venuti al pettine. La lite, tra il sottosegretario leghista Andrea Ostellari e il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, è andata in scena ieri in commissione Giustizia alla Camera, dove è in discussione il provvedimento che prevede che sia il pm a chiedere il via libera del gip per il sequestro degli smartphone nelle indagini.

La battaglia identitaria degli azzurri, annunciata da Forza Italia il giorno dopo la sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale, ha trovato il veto di Fratelli d’Italia.

Il testo, approvato al Senato ad aprile 2024, è fermo da oltre due anni per l’opposizione di Fratelli d’Italia, che chiede modifiche per venire incontro ai timori espressi dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Ieri sarebbe dovuto iniziare l’esame degli emendamenti – depositati ormai quasi un anno fa – in vista dell’arrivo in Aula, calendarizzato per il primo ottobre. Ma il sottosegretario leghista Andrea Oste…

Nella maggioranza i nodi sulla giustizia sono venuti al pettine. La lite, tra il sottosegretario leghista Andrea Ostellari e il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, è andata in scena ieri in commissione Giustizia alla Camera, dove è in discussione il provvedimento che prevede che sia il pm a chiedere il via libera del gip per il sequestro degli smartphone nelle indagini.

La battaglia identitaria degli azzurri, annunciata da Forza Italia il giorno dopo la sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale, ha trovato il veto di Fratelli d’Italia.

Il testo, approvato al Senato ad aprile 2024, è fermo da oltre due anni per l’opposizione di Fratelli d’Italia, che chiede modifiche per venire incontro ai timori espressi dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Ieri sarebbe dovuto iniziare l’esame degli emendamenti – depositati ormai quasi un anno fa – in vista dell’arrivo in Aula, calendarizzato per il primo ottobre. Ma il sottosegretario leghista Andrea Ostellari, presente in rappresentanza del governo, ha annunciato che l’esecutivo non avrebbe fornito i pareri obbligatori, citando la possibilità di intervenire sul tema con un decreto legislativo ad hoc. Un modo per ammorbidire la procedura prevista, escludendo i reati di criminalità organizzata, come chiede Fratelli d’Italia che da sempre si è messa di traverso a questo provvedimento.

Costa ha chiesto garanzie sul fatto che l’ipotetico decreto vedrà la luce entro il 9 ottobre, data di scadenza della delega. Ostellari non ha fornito risposte così il capogruppo azzurro ha minacciato di dimettersi da relatore del provvedimento e ha chiesto di mandare il testo in aula senza mandato al relatore, così da saltare il voto sugli emendamenti. Il duello è proseguito durante la successiva riunione dell’Ufficio di presidenza, dove Costa ha insistito per mandare subito il provvedimento in Aula, trovando il veto di Carolina Varchi, capogruppo di FdI: alla fine la discussione è stata ancora una volta rinviata, con il presidente della commissione, il meloniano Ciro Maschio, che chiederà al presidente della Camera Lorenzo Fontana di posticipare l’inizio della discussione in assemblea.

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