Stranieri in classe e stop burqa, oggi il testo arriva in cdm. Valditara: “Possibili deroghe”
di Viola GiannoliIl governo stringe sul dl scuola, atteso oggi in Consiglio dei ministri, e prova a tirare dritto con una norma subito operativa che prevede il tetto del 30% agli alunni stranieri in ogni classe. «Sarà un decreto legge, perché urge intervenire. Entrerà immediatamente in vigore», annuncia il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, collegato da New York alla conferenza stampa della Lega su un pacchetto di norme contro la presunta islamizzazione dell’Italia.
«Non disarticoleremo le classi, riguarderà quest’anno i ragazzi che s’iscrivono in corsa», promette il ministro. E poi? La norma sarà destinata sostanzialmente ai neo arrivati. Saranno esclusi dal limite i bambini che hanno frequentato almeno due anni di scuola d’infanzia o tre anni in un istituto di qualsiasi ordine e grado o i nati in Italia che hanno vissuto qui fino al primo ingresso in classe. Un decreto mini visto che alla fine riguarderà meno di mille classi. Stando a un documento della Camera del 2024, sign…
Il governo stringe sul dl scuola, atteso oggi in Consiglio dei ministri, e prova a tirare dritto con una norma subito operativa che prevede il tetto del 30% agli alunni stranieri in ogni classe. «Sarà un decreto legge, perché urge intervenire. Entrerà immediatamente in vigore», annuncia il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, collegato da New York alla conferenza stampa della Lega su un pacchetto di norme contro la presunta islamizzazione dell’Italia.
«Non disarticoleremo le classi, riguarderà quest’anno i ragazzi che s’iscrivono in corsa», promette il ministro. E poi? La norma sarà destinata sostanzialmente ai neo arrivati. Saranno esclusi dal limite i bambini che hanno frequentato almeno due anni di scuola d’infanzia o tre anni in un istituto di qualsiasi ordine e grado o i nati in Italia che hanno vissuto qui fino al primo ingresso in classe. Un decreto mini visto che alla fine riguarderà meno di mille classi. Stando a un documento della Camera del 2024, significa lo 0,44% del totale degli alunni, cioè il 3,8% di quelli senza cittadinanza italiana.
Il criterio, dice il ministro, «non è né etnico né razziale, ma puramente linguistico». Non dunque il passaporto o la cittadinanza saranno il metro, tanto che il ministro assicura che «il decreto varrà anche per gli europei», che sarebbero amministrativamente equiparati agli italiani, «perché se un ragazzo polacco non conosce l’italiano non si riesce ad integrare». A contare sarà la conoscenza della lingua, testata dalle scuole al momento dell’iscrizione.
Gli uffici scolastici territoriali coordineranno i presidi per distribuire in maniera più equilibrata gli studenti tra gli istituti di prossimità. Resta da stabilire se ci sarà una distanza massima fissata per legge. E quali sanzioni potranno colpire i dirigenti scolastici. Dove poi non sarà materialmente possibile individuare un’altra scuola abbastanza vicina, allora saranno previste deroghe e un potenziamento dell’insegnamento dell’italiano. Per questo la legge non potrà essere a costo zero. «Con un finanziamento di oltre 14 milioni verrà personalizzata la didattica per i ragazzi che devono imparare l’italiano», assicura il ministro.
La legge non riguarderà solo loro, gli alunni, ma anche i genitori. «Molte famiglie si disinteressano alla vita scolastica dei figli. In parte perché non conoscono la nostra lingua. E i bambini a casa disimparano quello che hanno appreso a scuola», sostiene Valditara. Per questo, il decreto introdurrà anche l’obbligo di imparare l’italiano per le famiglie di studenti stranieri che hanno «problemi di inserimento scolastico».
Ci sarà poi il divieto di indossare burqa e nijab per le poche studentesse che lo portano in classe. Un tema delicato, perché vista l’urgenza con cui il governo ha deciso di procedere non ci sarà tempo né spazio per mediazioni culturali con le famiglie musulmane. «L’obbligo scolastico resta valido», reagisce Valditara. Cioè: se qualche famiglia non dovesse mandare le figlie a scuola senza velo potrebbe perdere la potestà genitoriale o finire in carcere per due anni. La Lega vorrebbe che il velo integrale sparisse anche dalle strade. Sta scritto nel pacchetto di proposte «per contrastare l’integralismo islamico» che prevede pure il registro nazionale degli enti religiosi e dei ministri di culto, la tracciabilità dei fondi alle moschee e un esame in più a chi vuole la cittadinanza per dimostrare un effettivo percorso d’integrazione. «Vannacci voti con noi», chiede il ministro Matteo Salvini, «queste sono le nostre storiche battaglie», rivendica. Come Valditara, che sul dl scuola mette il timbro del Carroccio: «Non siamo noi che inseguiamo il generale, è lui che insegue noi». E sul Colle si difende: «Nessuno scontro, la sinistra ha strumentalizzato le parole di Mattarella».