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L’allarme Ue sul gasolio Usa: “Trump non chiuda i flussi”

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La minaccia di bloccare le esportazioni inquieta Bruxelles. Il commissario Jorgensen: “Il prossimo inverno potrebbe essere il peggiore dal 2022”
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La minaccia di Donald Trump di chiudere i rubinetti del diesel americano verso l’estero mette in allarme l’Europa, alle prese con il rincaro senza sosta dei carburanti. Bruxelles confida che il numero uno della Casa Bianca ci ripensi. Parlando al Financial Times il commissario Ue all’energia Dan Jørgensen ha spiegato che è nell’interesse sia degli Stati Uniti sia dell’Europa «garantire il più possibile un libero flusso di energia tra i nostri Paesi». Ma anche con forniture statunitensi di diesel senza interruzioni, «questo inverno potrebbe essere molto, molto difficile» per l’Europa e «potrebbe essere il peggiore che abbiamo avuto dal 2022».

I dubbi nel governo Usa

Per il momento l’intendimento di Trump è confinato a un retroscena pubblicato da Poli…

La minaccia di Donald Trump di chiudere i rubinetti del diesel americano verso l’estero mette in allarme l’Europa, alle prese con il rincaro senza sosta dei carburanti. Bruxelles confida che il numero uno della Casa Bianca ci ripensi. Parlando al Financial Times il commissario Ue all’energia Dan Jørgensen ha spiegato che è nell’interesse sia degli Stati Uniti sia dell’Europa «garantire il più possibile un libero flusso di energia tra i nostri Paesi». Ma anche con forniture statunitensi di diesel senza interruzioni, «questo inverno potrebbe essere molto, molto difficile» per l’Europa e «potrebbe essere il peggiore che abbiamo avuto dal 2022».

I dubbi nel governo Usa

Per il momento l’intendimento di Trump è confinato a un retroscena pubblicato da Politico a cui nei giorni scorsi è seguita già la precisazione del segretario per l’Energia Chris Wright, che ha parlato di strumento «grossolano» che «non funzionerebbe». «Se non si può esportare il diesel prodotto dalle nostre raffinerie, si finisce per esaurire lo spazio disponibile per stoccarlo e si è costretti a ridurre l’attività di raffinazione negli Stati Uniti, il che eserciterebbe una pressione al rialzo sui prezzi della benzina e del carburante per aerei», ha detto Wright. Senz’altro uno stop provocherebbe un shock notevole sul continente, ed è per questo che l’Europa non si sente per niente tranquilla.

Secondo i dati del Global Trade Policy Observatory, le importazioni europee di diesel americano sono raddoppiate in un anno nel periodo tra febbraio e giugno 2026. La guerra in Ucraina aveva già stravolto completamente la geografia delle forniture, con l’Arabia Saudita e gli Usa che lo scorso anno valevano rispettivamente il 26% e il 16,9% delle importazioni di diesel in Europa. Il blocco di Hormuz e la strozzatura su Bab el-Mandeb sul Mar Rosso hanno decisamente compresso l’offerta dal Golfo e così Washington si è trovata a diventare il primo fornitore europeo. Su circa un milione di barili al giorno di importazioni via mare, secondo la società di analisi energetica Vortexa ad agosto le importazioni Usa sono salite fino 540 mila barili.

La minaccia quindi è reale, al punto che il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha definito «catastrofico» un possibile scenario di stop alle esportazioni di diesel dagli Stati Uniti. «Per l’Europa, l’effetto immediato sarebbe un aumento dei prezzi. L’Europa nord-occidentale dovrebbe offrire prezzi più alti per attirare carichi sostitutivi e si troverebbe a competere con il Mediterraneo, l’America Latina e l’Africa occidentale per lo stesso numero limitato di barili», ha spiegato a Euronews Zameer Yusof, analista energetico della piattaforma di intelligence di mercato Kpler.

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