"Vorrei dire che sono senza parole. In realtà qualche parola ce l'avrei. In siciliano, della mia terra. Molto chiara e netta. Ma poiché io rappresento l'istituzione, e ho il dovere di contenere sia l'irritazione sia la pena, per ora diciamo che si muoveranno i miei avvocati. Comunque è un attacco scadente che qualifica pienamente chi lo ha fatto"
Matilde Siracusano contro l'ultima aggressiva ‘impresa’ del generale Vannacci: l'aspirante leader ha postato sui suoi social un'immagine della esponente del governo seduta a tavola e spogliata sul décolleté attraverso l’intelligenza artificiale. Siracusano è la sottosegretaria di Stato al ministero per i rapporti col Parlamento, deputata alla seconda legislatura per Forza Italia, 41 anni, laureata in Scienze Politiche. È anche compagna del governatore (in ascesa) della Calabria, Roberto Occhiuto con cui ha avuto un figlio. Sulla vicenda è appena intervenuto anche il leader di FI, Antonio Tajani: "Volgare e inaccettabile. Un attacco che dimost…
"Vorrei dire che sono senza parole. In realtà qualche parola ce l'avrei. In siciliano, della mia terra. Molto chiara e netta. Ma poiché io rappresento l'istituzione, e ho il dovere di contenere sia l'irritazione sia la pena, per ora diciamo che si muoveranno i miei avvocati. Comunque è un attacco scadente che qualifica pienamente chi lo ha fatto"
Matilde Siracusano contro l'ultima aggressiva ‘impresa’ del generale Vannacci: l'aspirante leader ha postato sui suoi social un'immagine della esponente del governo seduta a tavola e spogliata sul décolleté attraverso l’intelligenza artificiale. Siracusano è la sottosegretaria di Stato al ministero per i rapporti col Parlamento, deputata alla seconda legislatura per Forza Italia, 41 anni, laureata in Scienze Politiche. È anche compagna del governatore (in ascesa) della Calabria, Roberto Occhiuto con cui ha avuto un figlio. Sulla vicenda è appena intervenuto anche il leader di FI, Antonio Tajani: "Volgare e inaccettabile. Un attacco che dimostra la scarsezza di contenuti politici di chi l’ha escogitato” .
Sottosegretaria Siracusano, lei conosce Vannacci?
"No. Per nulla. È capitato forse di incrociarne le gesta o le provocazioni in qualche talk politico. Ma non l'ho mai conosciuto".
Cosa ha pensato nell'immediato?
"Che cosa vile. Ma nel senso più pieno e anche etimologico: cosa povera, che non vale nulla. È assurdo doversi occupare, e nel 2026, di questi mezzucci usati contro gli avversari… Davvero non pensavo si potesse arrivare a un livello così basso per fare campagna elettorale. Spogliare con un software la compagna del presidente della Regione e trasformarla in uno strumento di propaganda è una cosa che trovo peraltro ridicola, oltre che profondamente grave".
Vannacci deve attirare l'attenzione a tutti i costi e vincere queste suppletive in Calabria?
"E pensa di vincerle così evidentemente. Io poi su Reggio non ci sono, io ho portato e lo rivendico tanta attenzione e risorse a Messina, al mio territorio in particolare sono sensibile, credo sia comprensibile e doveroso”.
Lei denuncerà Vannacci?
"Certo. Ne ho già parlato con i miei avvocati. Quello che ha fatto è reato. Non si può consentirlo a nessuno, figuriamoci a qualcuno che chiede, anzi minaccia, di andare in Parlamento".
E l'idea che ci potrebbe essere un'alleanza alle Politiche tra Vannacci e il vostro centrodestra?
"Beh. Sarebbe un problema serio. E naturalmente non solo per quest'ultimo, comunque emblematico episodio. Io avevo già espresso, anche prima di questa caduta, tutte le mie perplessità sull’ipotesi di un’alleanza con Vannacci...”
Politicamente, perché?
"Perché considero le sue posizioni profondamente lontane dalla cultura politica e dai valori di Forza Italia. Un’alleanza di questo tipo rischierebbe di riportare il centrodestra indietro di secoli, verso una destra caricaturale, una destra dei bifolchi, una destra cavernicola, chiusa e incapace di interpretare una società moderna".
La premier Giorgia Meloni l’ha sentita? Ha ricevuto solidarietà dalle colleghe?
"Naturalmente ho ricevuto moltissimi messaggi di solidarietà, e di questo sono grata. Ma credo che il punto sia un altro: qui non c’è un problema personale. Se un capo partito, che si candida a fare leader nazionale, arriva a utilizzare strumenti di questo tipo, il problema riguarda tutti noi, riguarda il modo stesso di concepire il confronto politico.Per questo non basta la solidarietà: dobbiamo attrezzarci per contrastare e contenere questo modo sciagurato e schifoso di fare politica”.