Caso Ranucci, arriva l'alert del Consiglio superiore della magistratura dopo gli attacchi alla toga che dovrà firmare la sentenza. I magistrati hanno appena depositato la richiesta di una pratica a tutela per la giudice Donatella Casari, finita sotto attacco da parte di Forza Italia e FdI solo perché chiamata a decidere della controversia tra il giornalista di Report e la Rai. Fari accesi, come scrivono i togati di Palazzo Bachelet, contro la "grave disinformazione" e i "potenti tentativi di condizionare" quel verdetto, in arrivo entro una settimana. Ma nello stesso testo c'è la scelta bipartisan di denunciare anche le aspre critiche e le accuse piovute sulla Procura di Ravenna, per la sua inchiesta su presunte irregolarità dei sanitari operanti nei Cpr. La Cgil, in quel caso, aveva pubblicamente attaccato : "Non ci faremo intimidire da metodi da Gestapo". A firmare la duplice richiesta, i venti consiglieri del Csm, ovvero i togati di tutte le componenti (i 6 di area filogovernativa d…
Caso Ranucci, arriva l'alert del Consiglio superiore della magistratura dopo gli attacchi alla toga che dovrà firmare la sentenza. I magistrati hanno appena depositato la richiesta di una pratica a tutela per la giudice Donatella Casari, finita sotto attacco da parte di Forza Italia e FdI solo perché chiamata a decidere della controversia tra il giornalista di Report e la Rai. Fari accesi, come scrivono i togati di Palazzo Bachelet, contro la "grave disinformazione" e i "potenti tentativi di condizionare" quel verdetto, in arrivo entro una settimana. Ma nello stesso testo c'è la scelta bipartisan di denunciare anche le aspre critiche e le accuse piovute sulla Procura di Ravenna, per la sua inchiesta su presunte irregolarità dei sanitari operanti nei Cpr. La Cgil, in quel caso, aveva pubblicamente attaccato : "Non ci faremo intimidire da metodi da Gestapo". A firmare la duplice richiesta, i venti consiglieri del Csm, ovvero i togati di tutte le componenti (i 6 di area filogovernativa di Magistratura indipendente, tranne la consigliera Nicotra; i sei del gruppo progressista di Area; i quattro di area centrista di Unicost; la togata "rossa" di Magistratura democratica, Domenica Miele, con l'aggiunta degli indipendenti Roberto Fontana, Andrea Mirenda e del laico Roberto Romboli, il prof in quota Pd).
L'accusa dei togati: la politica vuole condizionare la controversia Ranucci-Rai
Il nodo ora non è più l'intricata vicenda del Lavitola mandante della "bomba d'amore", che ha portato alla defenestrazione del conduttore dalla Rai. O alle forti tensioni di cui la redazione di Report rischiava di pagare il prezzo. Il caso riesplode per le aggressive dichiarazioni "preventive" di esponenti della maggioranza contro la toga chiamata, tramite il sistema di turnazione automatica, a decidere: la giudice Casari. Ovvero, la stessa magistrata che un anno fa ha presieduto (via sorteggio) il Tribunale dei ministri che ha chiesto di processare i ministri Nordio e Piantedosi, e il sottosegretario Mantovano per le condotte del governo nel caso Almasri (richiesta poi stoppata nell'aula del Parlamento). Maurizio Gasparri di FI, in particolare, ha pubblicamente firmato i suoi sospetti sull'assegnazione: "E' un caso? Lasciateci liberi di pensar male e di avere i nostri pregiudizi", la singolare posizione del senatore. La risposta del Csm, senza citare lui: "si finge di ignorare che l'assegnazione è casuale, per mettere in dubbio l' indipendenza e l'imparzialità del magistrato". Ma "l’individuazione del magistrato chiamato a trattare un procedimento avviene sulla base di criteri tabellari predeterminati, trasparenti e verificabili - mettono in chiaro i consiglieri - posti proprio a garanzia dell’indipendenza e dell’imparzialità della funzione giudiziaria e del principio del giudice naturale precostituito per legge. Inaccettabili, per il Csm, i dubbi instillati dalle istituzioni nella pubblica opinione: "Omettere tale dato, o lasciare intendere che un giudice sia stato “scelto” in ragione delle sue precedenti decisioni, costituisce una grave disinformazione sul funzionamento dell’ordinamento giudiziario e finisce per insinuare, senza elementi riferibili al procedimento da decidere, un dubbio sulla sua indipendenza e imparzialità, così realizzando un indiretto, ma potente, tentativo di condizionamento del giudice assegnatario del procedimento". Con analoga forza vengono stigmatizzate le espressioni aggressive usate nei confronti dell'inchiesta dei pm di Ravenna, "qualificata - scrivono ancora i togati - come una 'caccia alle streghe', o come un’operazione di natura politica diretta alla ricerca di 'capri espiatori', evocando persino l’utilizzo di 'metodi da Gestapo'. Simili espressioni non si limitano alla critica di singoli atti o delle interpretazioni giuridiche che ne costituiscono il fondamento, ma attribuiscono all’attività dei magistrati finalità estranee all’accertamento dei fatti e all’applicazione della legge, determinando una delegittimazione della funzione giudiziaria".
Pinelli a Milano: solidarietà ai pm che indagano su mafie e politica
Nelle stesse ore, il vicepresidente del Consiglio superiore, Fabio Pinelli, in trasferta a Milano ha incontrato , alla presenza del procuratore capo Marcello Viola, i due pm antimafia al centro di minacce e intimidazioni, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, magistrati che si occupano delle infiltrazioni mafiose in Lombardia, e in particolare degli intrecci tra mafie e politica nell'inchiesta Hydra. Il livello della loro tutela è stato innalzato già da mesi, edieci giorni fa l'allarme è tornato a innalzarsi dopo la scoperta di tre segni di violenza sull'auto blindata di Cerreti. Pinelli ha avuto modo di ringraziare, loro tramite, tutti i magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, il procuratore Melillo e la presidente dell'antimafia Colosimo "per lo straordinario lavoro che stanno compiendo nel contrasto al crimine".