ROMA – Mariastella Gelmini, Noi Moderati, cosa ha pensato quando ha visto la foto modificata di Matilde Siracusano?
«Penso che siamo davanti a un caso di sessismo. Modificare la foto di una donna per trasformarlo in strumento di attacco politico rivela un atteggiamento retrogrado e maschilista, di cui Vanancci ha già dato più volte prova».
A cosa punta esattamente?
«Forse a portarci indietro di 50 anni, quando ammiccamenti o offese erano in qualche modo tollerate. Oggi per fortuna non è più quel tempo».
Vannacci non vi trova nulla di male.
«Ma se il suo modo di fare politica è il fotoritocco allora vuol dire che non ha argomenti».
È goliardia da caserma?
«Nessuno vi può leggere satira. È sessismo».
Un tempo i generali non erano gentiluomini?
«Invece Vannacci fa fatica a rispettare le donne. Il confronto può essere anche duro, in democrazia, ma deve sempre avvenire nel rispetto delle persone. Non dimentichiamo che Vannacci è per gli studenti con disabilità ghettizzati in classi separat…
ROMA – Mariastella Gelmini, Noi Moderati, cosa ha pensato quando ha visto la foto modificata di Matilde Siracusano?
«Penso che siamo davanti a un caso di sessismo. Modificare la foto di una donna per trasformarlo in strumento di attacco politico rivela un atteggiamento retrogrado e maschilista, di cui Vanancci ha già dato più volte prova».
A cosa punta esattamente?
«Forse a portarci indietro di 50 anni, quando ammiccamenti o offese erano in qualche modo tollerate. Oggi per fortuna non è più quel tempo».
Vannacci non vi trova nulla di male.
«Ma se il suo modo di fare politica è il fotoritocco allora vuol dire che non ha argomenti».
È goliardia da caserma?
«Nessuno vi può leggere satira. È sessismo».
Un tempo i generali non erano gentiluomini?
«Invece Vannacci fa fatica a rispettare le donne. Il confronto può essere anche duro, in democrazia, ma deve sempre avvenire nel rispetto delle persone. Non dimentichiamo che Vannacci è per gli studenti con disabilità ghettizzati in classi separate. Per i diritti delle donne e le persone con disabilità io, Mara Carfagna e Giusy Versace ci siamo sempre battute. Così come ci siamo spesi, come Noi Moderati, per potenziare l’educazione digitale a scuola».
Siracusano ha fatto notare che Vannacci ha una fissazione per le donne.
«Il suo machismo insistito è puerile. Cosa vuole dimostrare con queste continue vanterie? Dovrebbe chiedere scusa a tutte le donne, in prima battuta a quelle del suo partito: io sarei infuriata».
Laura Ravetto finora ha taciuto.
«Ho stima di Laura, la conosco da tanti anni. Il suo silenzio però è sintomatico».
Di un imbarazzo?
«Penso di sì».
Ma questo denigrare le donne non è un boomerang elettorale?
«Può attirare l’attenzione mediatica, ma dubito che porti voti, anzi te ne fa perdere. Come fanno le donne a votare per uno così?».
Anche lei è finita su siti sessisti.
«Sì, di recente, insieme a tante altre donne, in quel sito dei mariti. Abbiamo denunciato, e gli autori sono stati individuati, e la piattaforma è stata chiusa».
Bisogna denunciare subito?
«Assolutamente. Capisco che a volte sia difficile, perché uno vorrebbe distogliere lo sguardo da quelle foto. Dobbiamo proteggere le donne giovani, che spesso si ritrovano dentro vicende emotivamente difficili da gestire».
Barachini di Forza Italia chiede ai partiti di non utilizzare l’intelligenza artificiale in campagna elettorale.
«Capisco il senso, ma temo che sia di difficile attuazione. Oramai l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite. Più importante è far rispettare l’Ai Act dell’Europa».
Cosa prevede?
«Costringe alla responsabilità chi lo usa, e codifica i rischi, rispettando l’identità delle persone, ma anche la creatività di chi si vede modificare un video o un’immagine».
Una norma contro la giungla?
«Per andare in direzione di un’IA al servizio dell’uomo come auspicato da Papa Prevost, una posizione che condivido molto».
Cosa pensa dell’uscita di Tajani sulle minigonne?
«Mi sembra una polemica chiusa: Tajani si è scusato».
Non è un infortunio altrettanto grave?
«Mi sembra molto più grave quello che ha fatto Vannacci».