Reggio Calabria, urne deserte, seggio al candidato di FI. Vannacci sfiora l’11%
dalla nostra inviata Gabriella CeramiFabio Roscioli, vincitore delle suppletive a Reggio, con il governatore Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro, Claudio Lotito, Mario Occhiuto e Stefania Craxi
Reggio Calabria – Il coro «Cucù cucù, Vannacci non c’è più» lo avrà sentito anche Domenico Giannetta mentre sullo schermo fissa il suo 10,94% dei consensi. Pochissimi passi separano infatti il comitato del tesoriere di Forza Italia Fabio Roscioli, eletto deputato con il 51,02% dei voti, dalla sede del consiglio regionale della Calabria, dove si è barricato il candidato vannacciano, fino al mese scorso capogruppo azzurro a palazzo Campanella.
Lo spoglio elettorale per la conquista del seggio a Montecitorio, lasciato libero da Francesco Cannizzaro perché divenuto sindaco di Reggio Calabria nel maggio scorso con il 65% dei voti, ieri pomeriggio si è giocato tutto nel raggio di questi cinquanta metri, che però hanno segnato una distanza siderale tra gli ex alleati, soprattutto tra Forza Italia e l’ex generale.
Il candidato del campo largo, il cardiologo Frank Benedetto, e quello di Democrazia sovrana e popolare sono rimasti sullo sfondo. Il primo con il 36,59% dei voti e il secondo con l’…
Reggio Calabria – Il coro «Cucù cucù, Vannacci non c’è più» lo avrà sentito anche Domenico Giannetta mentre sullo schermo fissa il suo 10,94% dei consensi. Pochissimi passi separano infatti il comitato del tesoriere di Forza Italia Fabio Roscioli, eletto deputato con il 51,02% dei voti, dalla sede del consiglio regionale della Calabria, dove si è barricato il candidato vannacciano, fino al mese scorso capogruppo azzurro a palazzo Campanella.
Lo spoglio elettorale per la conquista del seggio a Montecitorio, lasciato libero da Francesco Cannizzaro perché divenuto sindaco di Reggio Calabria nel maggio scorso con il 65% dei voti, ieri pomeriggio si è giocato tutto nel raggio di questi cinquanta metri, che però hanno segnato una distanza siderale tra gli ex alleati, soprattutto tra Forza Italia e l’ex generale.
Il candidato del campo largo, il cardiologo Frank Benedetto, e quello di Democrazia sovrana e popolare sono rimasti sullo sfondo. Il primo con il 36,59% dei voti e il secondo con l’1,44%. D’altronde Reggio Calabria è uno dei pochissimi Comuni dove, per esempio, ha vinto il sì al referendum. Territorio ostile per il centrosinistra, dunque. Il voto delle suppletive è stato considerato il primo banco di prova per misurare la tenuta della coalizione di governo dopo la nascita di Futuro nazionale e quindi il peso politico di quest’ultimo.
«Vannacci voleva la sua Sassonia? A Reggio ha preso le sassate», grida Cannizzaro dal palco. I big di Forza Italia, l’ala più vicina alla famiglia Berlusconi, è tutta schierata: dal governatore Roberto Occhiuto, che invita il centrodestra a «parlare meno di Vannacci», alla sottosegretaria Matilde Siracusano insieme anche alla capogruppo a Palazzo Madama Stefania Craxi e al senatore Claudio Lotito, presidente del Reggina calcio. Con Antonio Tajani qualche telefonata.
Alle 16.20 dall’ufficio del comitato elettorale si iniziano a sentire le prime urla di esultanza. «Stiamo vincendo sul filo di lana», ironizza Occhiuto quando Roscioli era al 57% e il candidato di Vannacci sembrava essersi fermato all’8%. Per un po’ gli azzurri ci hanno sperato.
Gli occhi fino all’ultimo sono stati infatti puntati sul risultato che avrebbe ottenuto il partito di Vannacci. «Vedrete, la rivoluzione partirà da qui», diceva al mattino il deputato Domenico Forgiuele quando la sensazione era che Futuro nazionale potesse anche superare il 15%. E dalle parti dell’ex generale ci speravano, dal momento che Giannetta era stato eletto in Consiglio regionale con quasi dieci mila preferenze.
Alla fine il consigliere regionale non si ferma all’8% ma arriva quasi all’11. Per Forza Italia è comunque un successo, ma dall’altra parte anche Vannacci esulta per aver infranto il muro del 10% alle prime elezioni col simbolo di FnV. «Senza aver mai - scrive l’ex generale - rinculato di un millimetro» sui temi che sono al centro del programma del partito, dalla remigrazione allo stop di armi all’Ucraina. «Noi siamo appena decollati - conclude - voi continuate pure a pensare alle scollature» riferendosi alle parole di condanna arrivate anche ieri dal palco per la foto fake che ritraeva Matilde Siracusano.
Tutto il centrodestra saluta la vittoria come frutto di compattezza, a cominciare dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che non cita Vannacci ma sottolinea come la coalizione si sia imposta «sul campo larghissimo delle opposizioni». Laddove, è inteso, nel campo larghissimo non vede solo il centrosinistra ma anche l’ex generale.
Il centrodestra non vuol sentir parlare di affluenza bassa e tira fuori i dati delle vecchie suppletive ma di fatto ha votato un elettore su cinque e il dato si è fermato al 22,34%. Di certo c’è che neanche Vannacci è riuscito a trascinare masse di elettori alle urne.