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Suppletive a Reggio Calabria, test per la destra divisa. Affluenza in picchiata

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Ieri sera alle 23 la partecipazione al voto era di 14,97%, in calo del 25% rispetto al 2022 quando si votava un solo giorno
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ROMA – Le elezioni suppletive agitano la destra, attirano le attenzioni della politica nazionale, ma non scaldano Reggio Calabria. Alle 23 di ieri, nella prima giornata di voto per scegliere chi sostituirà alla Camera Francesco Cannizzaro eletto sindaco della città, l’affluenza è stata del 14,97%. Quattro anni fa, quando si votò per le Politiche in tutta Italia, alla stessa ora era del 49,40%.

Va precisato che nel 2022 si votò in un solo giorno e le rilevazioni dell’affluenza furono tre, contro le quattro di questa tornata che è su due giorni. Oggi, infatti, i seggi riapriranno alle 7 per chiudersi alle 15, quando inizierà lo spoglio. Inoltre, dei 345.788 aventi diritto, 58.729 sono residenti all’estero e questo, naturalmente, incide sulla percentuale dell’affluenza.

Tuttavia, nonostante lo scarso interesse da parte degli elettori, la posta in gioco nel centrodestra è alta. La sfida è tra Roberto Vannacci e i suoi ex alleati, che comunque partono favoriti. Ma al di là di chi conquiste…

ROMA – Le elezioni suppletive agitano la destra, attirano le attenzioni della politica nazionale, ma non scaldano Reggio Calabria. Alle 23 di ieri, nella prima giornata di voto per scegliere chi sostituirà alla Camera Francesco Cannizzaro eletto sindaco della città, l’affluenza è stata del 14,97%. Quattro anni fa, quando si votò per le Politiche in tutta Italia, alla stessa ora era del 49,40%.

Va precisato che nel 2022 si votò in un solo giorno e le rilevazioni dell’affluenza furono tre, contro le quattro di questa tornata che è su due giorni. Oggi, infatti, i seggi riapriranno alle 7 per chiudersi alle 15, quando inizierà lo spoglio. Inoltre, dei 345.788 aventi diritto, 58.729 sono residenti all’estero e questo, naturalmente, incide sulla percentuale dell’affluenza.

Tuttavia, nonostante lo scarso interesse da parte degli elettori, la posta in gioco nel centrodestra è alta. La sfida è tra Roberto Vannacci e i suoi ex alleati, che comunque partono favoriti. Ma al di là di chi conquisterà il seggio, gli occhi sono puntati sul risultato che l’ex generale, alla sua prima prova come Futuro nazionale, riuscirà a ottenere.

Si contendono il seggio un candidato di FI per il centrodestra, un candidato del Pd per il centrosinistra e uno di Fn. L’obiettivo di Vannacci è drenare voti al centrodestra, grazie alla candidatura di Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. E se il tesoriere azzurro Fabio Roscioli, vicino alla famiglia Berlusconi, dovesse perdere parecchi punti percentuali, potrebbe avere speranze il primario di cardiologia Frank Benedetto, espressione del campo largo che racchiude tutte le opposizioni da M5S a Italia Viva. A questo punto Reggio Calabria potrebbe essere la cartina di tornasole per capire cosa sta succedendo nel resto dell’Italia.

Per queste ragioni la tensione nel centrodestra è altissima. Basti pensare allo scontro tra Vannacci e il centrodestra per la vicenda della foto fake, pubblicata dall’ex generale, della sottosegretaria forzista Matilde Siracusano, compagna del governatore calabrese Roberto Occhiuto. E alla proposta di legge non a caso tirata fuori ieri dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, per far sì che la revoca dei sussidi alle famiglie dei maranza avvenga automaticamente e non sulla base della scelta di un sindaco. Per un seggio, materiale da campagna elettorale all’ultimo respiro.

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