Lega, ipotesi congresso il 24-25 ottobre. Calderoli: pronte le regole, verso Salvini candidato unico
di Matteo PucciarelliLa mossa di Pontida sembra aver funzionato, almeno per ora. Matteo Salvini aveva preso in contropiede il fronte nordista annunciando dal palco il congresso straordinario della Lega e adesso accelera: l’appuntamento dovrebbe tenersi a fine ottobre, probabilmente il 24 e 25 a Milano. “Questa mattina si sono conclusi i lavori della commissione Statuto e Regolamento della Lega, presieduta dal responsabile organizzativo Maurizio Bosatra, per definire la proposta di regolamento del Congresso. La proposta” sulla data “sarà ora sottoposta all'approvazione del consiglio federale”, fa sapere Roberto Calderoli. Che, intanto, lavora alle regole, lo scenario più gettonato porta verso una candidatura unica, proprio quella dell’attuale segretario federale. I suoi sfidanti interni, almeno per il momento, non ci sono.
«Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia», aveva detto Salvini al raduno del 20 settembre. Una mossa capace di cambiare immediatamente il terreno dello scon…
La mossa di Pontida sembra aver funzionato, almeno per ora. Matteo Salvini aveva preso in contropiede il fronte nordista annunciando dal palco il congresso straordinario della Lega e adesso accelera: l’appuntamento dovrebbe tenersi a fine ottobre, probabilmente il 24 e 25 a Milano. “Questa mattina si sono conclusi i lavori della commissione Statuto e Regolamento della Lega, presieduta dal responsabile organizzativo Maurizio Bosatra, per definire la proposta di regolamento del Congresso. La proposta” sulla data “sarà ora sottoposta all'approvazione del consiglio federale”, fa sapere Roberto Calderoli. Che, intanto, lavora alle regole, lo scenario più gettonato porta verso una candidatura unica, proprio quella dell’attuale segretario federale. I suoi sfidanti interni, almeno per il momento, non ci sono.
«Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia», aveva detto Salvini al raduno del 20 settembre. Una mossa capace di cambiare immediatamente il terreno dello scontro, con critici e malpancisti che adesso aspettano di capire modalità di partecipazione, composizione della platea (sarebbe opportuno che al nuovo congresso partecipassero nuovi delegati e non gli stessi che hanno preso parte al precedente, è la tesi dei ribelli) e soprattutto condizioni per la presentazione delle candidature.
Uno sfidante difficilmente ci sarà: Attilio Fontana, Massimiliano Romeo e gli altri chiedevano una discussione sulla linea politica, più federalismo e autonomia, maggiore collegialità e una struttura capace di restituire peso ai territori. L’annuncio improvviso del congresso li ha lasciati, raccontano in diversi, sostanzialmente annichiliti.
Per questo non intendono disertare le assise, ma la strada che prende forma è un’altra: arrivare al congresso dopo aver trovato un accordo politico con Salvini. La trattativa non riguarderebbe soltanto linea e organismi dirigenti. Sul tavolo c’è soprattutto la compilazione delle liste per le prossime elezioni Politiche: con una Lega oggi assai più debole elettoralmente rispetto al 2022, nel partito ci si prepara alla possibilità di una forte riduzione della rappresentanza parlamentare. Meno seggi – addirittura il collegio di Milano e Monza, la circoscrizione Lombardia 1, rischia di non scattare - significa meno posti sicuri e quindi una competizione interna molto più dura. Il fronte nordista vuole evitare che a pagare il conto siano proprio i territori dove la Lega è nata e così anche la classe dirigente che in queste settimane ha contestato la linea del segretario.
Un’intesa preventiva potrebbe quindi prevedere garanzie sulla composizione delle future liste e sulla rappresentanza delle diverse anime del partito. In cambio, Salvini arriverebbe al congresso senza un candidato alternativo e con una fronda del Nord pronta a misurarsi sulla linea politica, ma non a mettere formalmente in discussione la sua segreteria. Il congresso federale non sarà peraltro l’unica verifica. Dovrebbero andare a congresso anche i giovani della Lega, dove si prepara un ricambio obbligato: Luca Toccalini, fedelissimo di Salvini e da anni alla guida del movimento giovanile, è ormai fuori dai limiti d’età e dovrebbe lasciare.
Dentro il campo salviniano cambiano intanto anche i pesi. È in ascesa Silvia Sardone, eurodeputata e vicesegretaria federale, sempre più centrale nella macchina politica del segretario e lanciata come candidata a sindaco di Milano per il centrodestra (alleati permettendo).
Resta infine in piedi l’altra carta dei nordisti: l’associazione del Nord. Governatori, dirigenti e militanti continuano a ragionare su un soggetto capace di organizzare stabilmente le istanze settentrionali. Non necessariamente, però, come alternativa a Salvini. Potrebbe diventare piuttosto lo strumento con cui pesare dentro il partito, con il vicepremier che ha spostato la contesa sul terreno per lui più favorevole: dalla discussione su quale Lega costruire alla domanda su chi debba guidarla. Ma dietro la pace congressuale potrebbe aprirsi una trattativa molto più prosaica: non soltanto per chi guiderà la Lega, ma chi avrà un posto nella Lega che verrà.