✕

Regeni, l’opposizione già incalza: “L’esecutivo deve agire, informativa in Parlamento”

(agf)

Ascolta l'audio

L’effetto politico del pronunciamento storico è immediato: la richiesta al ministro degli Esteri da parte di Pd, M5S e Avs (ma anche Azione). La segretaria del Pd Schlein in tribunale: “Nessuno potrà mai più negare le responsabilità del regime egiziano”
1 minuti di lettura

«Nessuno potrà mai più negare le responsabilità del regime egiziano, bisogna prenderne atto e agire di conseguenza», dice la segretaria del Pd Elly Schlein, all’uscita dal tribunale dopo la sentenza Regeni. L’effetto politico del pronunciamento storico è immediato: le opposizioni unite, Pd, M5S e Avs (ma anche Azione), chiedono al ministro degli Esteri Antonio Tajani un’informativa urgente per sapere cosa intende fare il governo per dare attuazione alla pronuncia e quali rapporti si avranno d’ora in poi con l’Egitto. Dopo dieci anni di depistaggi, mancate collaborazioni e tensioni diplomatiche con il Cairo, la condanna di tre uomini della National Security egiziana apre dunque per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni un problema: fino a che punto potranno continuare i rapporti politici ed economici con l’Egitto senza ottenere collaborazione sul caso? «Ci devono dire adesso come intendono, con quale fermezza, con quale chiarezza di posizione rispetto all’Egitto, dare esecuzione a ques…

«Nessuno potrà mai più negare le responsabilità del regime egiziano, bisogna prenderne atto e agire di conseguenza», dice la segretaria del Pd Elly Schlein, all’uscita dal tribunale dopo la sentenza Regeni. L’effetto politico del pronunciamento storico è immediato: le opposizioni unite, Pd, M5S e Avs (ma anche Azione), chiedono al ministro degli Esteri Antonio Tajani un’informativa urgente per sapere cosa intende fare il governo per dare attuazione alla pronuncia e quali rapporti si avranno d’ora in poi con l’Egitto. Dopo dieci anni di depistaggi, mancate collaborazioni e tensioni diplomatiche con il Cairo, la condanna di tre uomini della National Security egiziana apre dunque per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni un problema: fino a che punto potranno continuare i rapporti politici ed economici con l’Egitto senza ottenere collaborazione sul caso? «Ci devono dire adesso come intendono, con quale fermezza, con quale chiarezza di posizione rispetto all’Egitto, dare esecuzione a questa sentenza», spiega il presidente dei 5 Stelle, Giuseppe Conte.

«Ora non ci possono essere più ipocrisie o balbettii da parte del governo italiano», attacca invece Nicola Fratoianni. Il leader rossoverde ricorda «depistaggi, menzogne, ritardi da parte delle autorità egiziane» e chiama direttamente in causa il ministro degli Esteri, che proprio pochi giorni fa era al Cairo per rafforzare i rapporti con l’Egitto. «Tajani torni al Cairo e si faccia consegnare i responsabili del sequestro», aggiunge il segretario di Sinistra Italiana. Se dovesse proseguire quello che definisce «l’insopportabile muro di gomma», il governo dovrebbe trarne le conseguenze: «Il nostro Paese con quel regime non può continuare ad avere rapporti amichevoli». Angelo Bonelli pretende un atto formale dalla presidente del Consiglio. «Chiami immediatamente Al Sisi e pretenda l’estradizione dei condannati in Italia», chiede l’altro volto di Avs e co-portavoce di Europa verde, il quale accusa l’esecutivo di aver anteposto gli interessi economici alla vicenda Regeni: «Basta con il “pecunia non olet” del governo». Il punto, insiste, è impedire che la sentenza rimanga «soltanto sulla carta».

Anche +Europa ricorda la recente missione di Tajani, strette di mano e sorrisi inclusi. Secondo il segretario Riccardo Magi la condanna «conferma la complicità degli apparati del Cairo e quindi di un pezzo di Stato egiziano». Per questo definisce «agghiacciante» che il ministro degli Esteri fosse pochi giorni fa «a tavola con il presidente egiziano Al Sisi senza porre il tema» della famiglia Regeni. Adesso, sostiene Magi, il governo non può limitarsi a prendere atto della sentenza: «È fondamentale che l’Egitto consegni all’Italia quanto prima i colpevoli».

Esaurito il primo grado del processo, la palla passa quindi alle istituzioni: dalla ricerca della verità nelle aule giudiziarie alla pressione che il governo italiano deciderà, o meno, di esercitare sul Cairo.

Leggi i commenti